Tecomaria capensis coltivazione

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

Tecomaria-fiore

La Tecomaria è una pianta originaria del Sudafrica appartenente alla famiglia Bignoniaceae diffusa alle nostre latitudini soprattutto nelle zone costiere e nelle regioni caratterizzate da un clima mediterraneo.

Tecomaria-sempreverde

Caratteristiche generali della Tecomaria o Tecoma capensis

Il genere comprende diverse specie ma quella di più facile coltivazione è la Tecomaria o Tecoma capensis.

La pianta a sviluppo cespuglioso e rampicante ma che può essere allevata anche come albero, presenta numerosi fusti lunghi circa 2 – 3 metri ricoperti da foglie composte formate da foglioline imparipennate ovali di colore verde scuro con margini dentati.

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I fiori sono infiorescenze a racemo riuniti in grappoli apicali ed ascellari.  I fiori imbutiformi o tubolari, sono di colore rosso -arancione, con corolla divisa in lobi: quello superiore è eretto mentre gli altri sono patenti o riflessi. Dalla corolla dei fiori spunta un lungo e visibile pistillo.

Frutti-baccelli-Gelsomino-giallo

I frutti come nella Bignonia e la Pandorea e nelle altre specie della stessa famiglia sono dei lunghi baccelli verdi simili a fagioli che  proteggono nel loro interno numerosi piccoli semi alati.

Fioritura

La Tecoma capensis fiorisce dall’estate fino all’autunno inoltrato.

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Coltivazione Tecomaria

Esposizione

Questa bellissima pianta esotica per produrre fiore a profusione necessita di posizioni luminose e soleggiate per molte ore al giorno. Non tollera le basse temperature e i venti gelidi.

Terreno

Non ha esigenze particolari infatti cresce bene in qualsiasi tipo di terreno sciolto, ricco di sostanza organica, ben drenato ma non calcareo.

Annaffiature

La Tecomaria è una pianta che generalmente si accontenta dell’acqua piovana ma durante i periodi di prolungata siccità e in estate è consigliabile annaffiarla regolarmente ed abbondantemente soprattutto se è ancora giovane o messa a dimora da poco tempo.

Concime

Concimazione

Per favorire la fioritura e l’emissione di nuovi getti somministrare periodicamente, alla base del cespuglio, del concime granulare a lenta cessione specifico per piante da fiore.

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Moltiplicazione della Tecomaria – Tecoma capensis

La pianta si moltiplica per seme, per talea e per propaggine.

Moltiplicazione per seme

La propagazione per seme oltre a non assicura le stesse caratteristiche della pianta madre richiede molto tempo perchè la pianta produca fiore.

La semina si effettua comunque nel mese di marzo  distribuendo  i semi in un substrato specifico, ricco e soffice.

Il semenzaio va posto in un luogo in cui la temperatura minima non sia inferiore ai 10-13°C. Dopo la germinazione, si lasciano irrobustire le nuove piantine e solo quando le dimensioni lo consentono potranno essere invasate singolarmente in piccoli vasi  per poi trapiantarle man mano che crescono in contenitori più grandi, fino alla messa a dimora nella primavera successiva.

Moltiplicazione per talea

In autunno, subito dopo la fioritura, si prelevano talee lunghe 10 – 15 cm. Le talee, dopo essere state trattate con un ormone radicante, si mettono a radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.

A radicazione avvenuta le nuove piante vanno trasferite in vasi singoli ed allevate in essi, in un luogo riparato, per almeno 2 anni.

Moltiplicazione per propaggine

Questo tipo di propagazione agamica si pratica in autunno interrando e bloccando nel terreno, a pochi centimetri di profondità, un ramo lungo e flessibile della Tecomaria. Dopo circa un anno la porzione di ramo interrata può essere separata dalla pianta madre e trasferita con il suo apparato radicale a dimora definitiva. Anche in questo caso, la tecomaria, come quella ottenuta per talea porterà fin da subito i fiori.

Rinvaso-pianta

Rinvaso Tecoma capensis

La pianta allevata in vaso, per la sua crescita molto veloce richiede di essere rinvasata annualmente  in un contenitore più grande del precedente, utilizzando terriccio fresco e ricco di sostanza organica misto a materiale drenante.

Quando le dimensioni del vaso non consentiranno più il trasferimento della tecomaria allora sarà sufficiente rimuovere 10 -15 centimetri di terreno vecchio e sostituirlo con altrettanto nuovo.

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Potatura Tecomaria capensis

La potatura va fatta durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, preferibilmente a febbraio. Si accorciano i rami più lunghi e disordinati; si recidono alla base quelli secchi o danneggiati dal freddo; si rimuovono i frutti, che produce in abbondanza, per stimola ancor più la fioritura.

Afidi-neri

Parassiti e malattie della Tecomaria

La Tecomaria viene attaccata dagli afidi neri che generalmente si annidano sui rami più teneri, alla base delle ascelle fogliari e soprattutto sui boccioli floreali. Tra le malattie fungine teme l’oidio o mal bianco se il clima è troppo umido o piovoso.

Pacciamatura-foto

Cure e trattamenti

Le piante vanno protette dal gelo con una leggera pacciamatura di foglie secche o con la paglia. Per prevenire l’infestazione da parte degli afidi trattare la pianta con antiaficidi naturali o biologici come l’antiparassitario all’ortica o quello preparato con il piretro.

Per prevenire l’insorgenza del mal bianco basta nebulizzare il fogliame con un decotto preparato con le bucce di cipolla e gli spicchi di aglio.

Tecomaria-Tecoma-capensis-potatura

Linguaggio dei fiori

Nei luoghi di origine oltre ad essere considerata una pianta sacra, la Tecomaria simboleggia la fortuna e per questo motivo viene utilizzata per abbellire le chiese durante i matrimoni.

Se viene invece regalata ad un amico  che è in difficoltà e ha bisogno di aiuto è simbolo del conforto amichevole.

Tecoma

Varietà di Tecomaria

Tra le specie di Tecomaria o Tecoma coltivate a scopo ornamentale ricordiamo quelle più diffuse.

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Tecoma stans

La Tecoma stans, chiamata Bignonia gialla, è una specie originaria degli Stati Uniti sud-orientali, alta 3 -4 metri. Ha portamento arbustivo e i fusti portano foglie composte di colore verde brillante. Durante il periodo della fioritura, dalla primavera in poi,  produce fiori tubulosi di colore giallo riuniti in racemi ascellari. I frutti sono baccelli.  Cresce bene nel terreno sciolto e profondo ricco di sostanze nutritive facilitino il rapido sviluppo della pianta. E’ resistente alla siccità dopo i primi anni successivi all’impianto  e tollera brevi gelate. In Europa si adatta perfettamente a tutte le coste mediterranee e potrebbe mostrare risultati positivi anche in quelle oceaniche francesi e inglesi.

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Tecoma garrocha

Il Tecoma garrocha è originario dell’Argentina,. E’ un arbusto semi-sempreverde alto circa 4 metri con  fusti legnosi fin dalla base ricoperti da foglie opposte e composte, di colore verde chiaro. Dalla tarda primavera e poi, per tutta l’estate, nella parte apicale dei rami sbocciano vistose infiorescenze costituite da fiori a trombetta di color rosso arancio. In autunno sui rami pendono i frutti, capsule semisferiche contenenti i semi.

Il Tecoma garrocha Ama i suoli ricchi ed umidi, posizioni soleggiate o semiombreggiate. Necessita  di periodiche e generose bagnature estive, di regolari concimazioni durante la stagione di crescita. Sopporta bene i venti salmastri delle regioni costiere, e brevi gelate invernali.  E’ una pianta arbustiva perfetta anche in grandi vasi di terrazze, balconi o verande.

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Tecoma mollis

Una varietà originaria del Messico che cresce ad alberello o come rampicante vigorosa fino a raggiungere i 5.6 metri di altezza. Ha fusti con foglie opposte ovato-lanceolate di colore verde pallido, con margini dentellati; fiori tubolosi. Produce fiori imbutiformi di colore giallo canarino molto simili a quelli dell’oleandro del Perù, riuniti in cime ascellari e numerosi frutti a forma di lunghi legumi. penduli.

Usi

Le piante di Tecoma vengono utilizzate a scopo ornamentale per ricoprire pareti, pergolati, muri di recinzione e anche per costruire una quinta estiva fiorita.

Curiosità

Nei luoghi di origine la Tecomaria o Tecoma viene chiamata anche Stenolobium.

Galleria foto Tecomaria o Tecoma