Stapelia coltivazione

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La Stapelia è una pianta ornamentale coltivata in vaso o in aiuole riparate per il design decorativo dei fusticini e per i fiori molto appariscenti. Molto apprezzata dagli appassionati di piante succulente anche se rara e difficile da reperire.

Il suo odore tipico è quello della carne in putrefazione, che le permette di attrarre mosche ed insetti necrofagi.

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Caratteristiche generali della Stapelia

Il genere Stapelia, originario delle zone tropicali del sud Africa, comprende diverse varietà di piante succulenti appartenenti alla famiglia  delle Asclepiadaceae.

Le piante, di piccole dimensioni, alte al massimo circa 30 cm, tendono a svilupparsi molto in larghezza, con fusti eretti e ramificati, per lo più di colore verde prato e suddivisi in 4 costolature provviste di denti morbidi simili a spine. In alcuni esemplari i rametti rossastri o grigio – violacei.


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Stapelia coltivazione

In tutte le specie, tra i fitti rametti fanno capolino particolari e bellissimi fiori.

I fiori grandi dai 5 ai 40 cm, hanno  la forma stellata con corolla composta da 5 petali, un anello centrale con una stella più piccola. Il colore dei firi varia ma generalmente è bianco avorio con strie o macchie scure.

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Ai fiori seguono i frutti: grandi baccelli oblunghi e coriacei contenenti semi di colore scuro.

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I semi piumati e leggerissimi vengono liberati dai baccelli maturi e disseminati dal vento anche a molti metri dal luogo di produzione quando trovano le condizioni pedoclimatiche favorevoli germinano dando vita a nuove piante. I semi possono essere raccolti e utilizzati per la semina nella primavera successiva.

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Fioritura

La Stapelia fiorisce in estate.

Stapelia: moltiplicazione

Coltivazione della Stapelia

Esposizione

La Stapelia per poter fiorire e crescere rigogliosa necessita di luoghi soleggiati e asciutti con temperature minime invernali non inferiori ai 13- 15° C. Nelle regioni con estati molto calde va riparata dai raggi diretti del sole per evitare che le foglie diventino rossastre.

Terreno

E’ una pianta che si sviluppa bene in terriccio umido, misto a sabbia grossa e ben drenato. Se coltivata nel terreno troppo compatto le radici filiformi soffocano.

Annaffiature

regolari e costanti annaffiature durante l’estate. Il terreno in superficie sia asciutto prima di procedere con la successiva irrigazione. Durante il periodo autunno – inverno diradare le annaffiature, mantenendo comunque il terreno sempre umido.


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Concimazione

La Stapelia va concimata dalla ripresa vegetativa e fino all’estate inoltrata almeno una volta al mese con fertilizzante liquido specifico per succulente, ricco di macro e microelementi. Nel periodo autunno-inverno le concimazioni vanno sospese in quanto la pianta entra in riposo vegetativo.

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Stapelia: coltivazione in vaso

Questa bellissima pianta è adatta ad essere coltivata in vaso specialmente nelle regioni con clima invernale rigido. Il vaso preferibilmente in terracotta va riempito con terriccio fertile e ben drenato. In inverno, riparare la pianta se le temperature esterne scendono al di sotto 10° C., e sospendere totalmente l’irrigazione.

Moltiplicazione della Stapelia

La riproduzione avviene per seme, per talea e anche per divisione dei cespi. Guida alla moltiplicazione della Stapelia

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Tutti i tre tipi di propagazione si effettuano generalmente nei mesi primaverili.

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Rinvaso della Stapelia

Il rinvaso della Stapelia si effettua in primavera, ogni anno o quando i fusticini fuoriescono dal vaso. Quando il vaso avrà raggiunto il diametro massimo di 30 cm è sufficiente ricambiare solo il terriccio superficiale. I rametti di Stapelia tendono a rompersi con estrema facilità e per questo motivo si consiglia di trasferirla da un vaso all’altro con molta delicatezza.

Potatura

La Stapelia non va potata, tuttavia vanno eliminati eventuali steli secchi o danneggiati.

Parassiti e malattie della Stapelia

La Stapelia teme il marciume radicale causato dai ristagni idrici, malattia che si manifesta con steli molli e afflosciati.

Tra i parassiti animali soffre l’attacco della cocciniglia farinosa che va rimossa manualmente e combattuta con prodotti specifici. I rametti più infestati vanno staccati e bruciati.

Cure e trattamenti

La Stapelia è una pianta che per crescere richiede solo un ambiente luminoso e ventilato.  Per evitare l’insorgenza del marciume del colletto basta isolare gli steli spargendo sulla superficie del terreno della ghiaia grossolana ed evitare di lasciare ristagnare l’acqua nel sottovaso.  Le cocciniglie se presenti possono essere facilmente rimose manualmente utilizzando un batuffolo di cotone intriso di alcool denaturato.

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Varietà

Stapelia flavopurpurea

È una pianta endemica della Namibia. I fiori prodotti dalla pianta sono  stelle a 5 punte con petali insolitamente ruvidi, di colore un giallo brillante con centro rosato-verdastro e a differenza delle altre specie sono profumatissimi ed emanano infatti un odore di cera d’api o simile a liquerizia.

Stapelia clavicorona

Una specie con steli molto robusti e radi profondamente dentellati tra gli angoli. Produce fiori con lobi interni a forma di clava che giustifica il  suo epiteto specifico che in latino significa clava.

Stapelia hirsuta

Una succulenta sempreverde alta circa 25 cm. Ha steli verdi e fiori a 5 petali lobati di colore rosso-arancio, ricoperti da una fitta peluria rossastra Fiorisce per gran parte dell’anno. Va coltivata al pieno sole anche come tappezzante nei giardini rocciosi e necessita di poca acqua.

Stapelia unicornis

Conosciuta come fiore del deserto africano è una specie con steli verdi e lucidi e fiori a ciotola. E’ ciotola tra le più semplici da coltivare.

Usi

Le Stapelia sono piante ornamentali facili da coltivare in vaso, ideali come tappezzanti dei terreni aridi e i giardini rocciosi.

La Stapelia è velenosa?

E’ una pianta tossica per gli animali domestici, infatti è elencata nella lista delle piante velenose per cani e gatti.

Curiosità

Il nome Stapelia fu introdotto da Linneo ed onora Johannes van Stapel, un illustre medico e botanico del XVII secolo.

I fiori vengono chiamati stelle marine africane e o fiori di carogne, nomi che fanno riferimento alla forma della corolla e all’odore fetido emanato da essi.

Galleria foto Stapelia

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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