Salsapariglia – Smilax aspera


Salsapariglia-bacche

La salsapariglia, chiamata anche sarsaparilla, anche se è una pianta selvatica viene coltivata anche a scopo ornamentale nei giardini per la realizzazione di siepi impenetrabili, per la resistenza alle avversità e ai comuni parassiti e la capacità di fitodepurare i suoli inquinati da metalli pesanti.

Salsapariglia-foglie


Caratteristiche generali Salsapariglia – Smilax aspera

La salsapariglia, nome scientifico Smilax aspera, è una pianta perenne della famiglia delle
Smilacaceae (Liliaceae) diffusa allo stato selvatico in America del Sud, in Africa, in Asia centrale (India, Bhutan, Nepal) e nelle zone dell’area mediterranea. In Italia cresce in spontanea in quasi tutte le regioni, isole comprese isole, nei boschi, nelle macchie, nei terreni incolti, nei ruderi, dalla pianura fino a 1300 metri di altitudine.

La salsapariglia è una pianta sempreverde alta circa 2 metri provvista di una robusta e profonda radice rizomatosa-fascicolata che in pieno sviluppo può raggiungere la lunghezza di circa 1 metro. Direttamente dalla radice si originano lunghi fusti cilindrici teneri e di colore rossastro da giovani tendono in piena maturità a diventare legnosi e ricoprirsi di spine uncinate lunghe 1 cm. Gli esemplari adulti formano intricati arbusti cespugliosi a portamento tappezzante o rampicante.

Salsapariglia-foglia

Le foglie, coriacee, lucide e grandi circa 10 centimetri, hanno forma cuoriforme sagittato-cordata con una pronunciata nervatura centrale e lamina con bordi lievemente dentati e spinosi. Le foglie sono alterne e inserite sui rami mediante un contorto picciolo provvisto di due viticci laterali, lunghi e tenaci che consentono alla pianta di ancorarsi a qualunque tipo di sostegno.

I fiori, unisessuali e portati su piante dioiche, sono piccoli con corolla stellata composta da petali ligulati  bianco-verdicci gradevolmente profumati. Durante il periodo della fioritura sbocciano tra le intersezioni fogliari o sulle estremità apicali riuniti in folte ombrelle sessili

I frutti portati solo dalle piante femminili sono piccole bacche ovoidi riunite in grappoli penduli che da verdi diventano rosso-lucide quando maturano nell’autunno successivo, contemporaneamente ai nuovi fiori. Le bacche della salsapariglia anche se non non sono commestibili  per l’uomo, costituiscono una buona fonte di cibo per molte specie di uccelli durante il periodo invernale.

I semi, piccolissimi, rotondi e avvolti dalla polpa delle bacche, sono dotati di una buona fertilità. Quando le bacche mature cadono al suolo si aprono liberando i semi che danno vita a nuove piante.

Fioritura della Salsapariglia: fiorisce in autunno tra settembre e novembre.

Salsapariglia-coltivazione

Coltivazione della Salsapariglia- Smilax aspera

Pur essendo una pianta selvatica, la salsapariglia viene coltivata a scopo ornamentale e fitoterapico.

  • Esposizione: anche se si sviluppa bene in luoghi parzialmente ombreggiati per produrre fiori e bacche necessita di esposizioni in pieno sole al riparo dei venti forti. Sopporta bene il caldo dell’estate e non teme il gelo.
  • Terreno: si adatta ad essere coltivata in qualunque tipo di terreno anche se predilige quello umido,   sciolto, sabbioso o argilloso e ben drenato.
  • Annaffiature: la salsapariglia essendo una pianta spontanea della macchia mediterranea sopporta lungi periodi di siccità e pur accontentandosi delle piogge va annaffiata nei periodi di grande siccità per mantenere umido il terreno per favorire la crescita dei delicati fusti flessibili.
  • Concimazione: va concimata con granulare a lento rilascio nel periodo della ripresa vegetativa. Il concime specifico per piante verdi e da fiore va somministrato ai piedi della pianta.

Moltiplicazione della Salsapariglia

La pianta si riproduce per seme ma può essere propagata per via agamica o vegetativa mediante divisione dei cespi .

Moltiplicazione per seme

La semina della salsapariglia si effettua a fine luglio o inizio agosto direttamente a dimora o in autunno in semenzaio freddo contenente terriccio specifico mantenuto costantemente umido fino alla comparsa dei teneri germogli.

Propagazione per divisione dei cespi

Per propagare facilmente la Salsapariglia o Smilax aspera  si possono prelevare delle talee di radici lunghe almeno 10 centimetri e metterle a radicare in un bicchiere d’acqua. A radicazione avvenuta le nuove piante vanno trapiantate a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora

Le piante di salsapariglia si mettono a dimora in primavera o in autunno in buche profonde e larghe circa il doppio del pane di terra che avvolge l’apparato radicale. Si colmano con il terreno i vuoti d’aria e si annaffia bene bene tutto intorno.

Salsapariglia-impianto

Per realizzare siepi si consiglia di supportare le piante con reti metalliche o supporti in legno.

Potatura

La potatura va fatta dopo la fioritura per favorire l’incespimento alla base e stimolare l’emissione di nuovi getti. Si accorciano gli steli apicali e si recidono quelli danneggiati dal freddo e quelli secchi.

Salsapariglia-Usi
Parassiti e malattie della Salsapariglia

E’ una pianta rustica resistente alle avversità. Tra le malattie fungine teme il marciume delle radici se il terreno non è ben drenate. Raramente viene attaccata dagli afidi, dalle cocciniglie ma teme l’attacco di larve di alcuni lepidotteri ghiotte dei teneri germogli.

Salsapariglia – Smilax aspera

Proprietà e benefici della Salsapariglia

Le radici delle diverse specie di piante di Salsapariglia contengono un glucoside saponinico, la sarsaponina, oli eterei, resine e altre saponine con proprietà depurative, toniche, sudorifere, antireumatiche, e, secondo la medicina ayurvedica e quella tradizione popolare, antisifilitiche. Ha proprietà emollienti, espettoranti ed emetiche.

I principi attivi estratti dalla sua radice vengono utilizzati per decotti e infusi contro l’influenza, il raffreddore e i reumatismi.

La salsapariglia può essere usata anche per la cura di disturbi cutanei come eczemi, psoriasi, dermatiti, lebbra e prurito. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, contribuisce ad alleviare i sintomi di queste malattie.

Salsapariglia-steli-foglie-Usi

Usi in giardino

La salsapariglia viene usata per la realizzazione di confini divisori o come siepe protettiva da intrusi e animali indesiderati. Nei suoli inquinati da metalli pesanti  viene coltivata per il suo comprovato effetto depurativo del terreno: infatti come altre piante adatte alla fitodepurazione, la canapa, il girasole selvatico e il Topinambur, assorbe i metalli pesanti presenti in esso, lo rigenera e lo rende più fertile.

Usi della Salsapariglia in cucina

A differenza dei frutti o bacche che sono tossiche, i germogli tenerissimi delle piante giovani della Salsapariglia raccolti in primavera possono essere usati in cucina come gli asparagi per il loro gradevole sapore leggermente amarognolo.

Nelle regioni del Sud -Italia e soprattutto nel Salento (Puglia) le parti commestibili della Salsapariglia chiamati impropriamente turioni vengono raccolti e utilizzati, previa bollitura, per la preparazione di gustose frittate, insalate; in insalata, lessati e conditi con olio e aceto; saltati in padella con aglio e olio; sott’olio come conserva.

Varietà di Salsapariglia – Smilax

Oltre a Smilax aspera L. ci sono molte specie coltivate a scopo ornamentale e a scopo medicinale come:

  • Smilax China, originaria della Cina, usato come tonico per la potenza sessuale maschile. Ha una proprietà speciale che agisce contro i disturbi delle malattie trasmesse sessualmente e disturbi autoimmuni del tratto genitale.
  • Smilax herbacea, una varietà annuale priva di spine, più rustica che produce  frutti neri;
  • Smilax medica, coltivata per le sue proprietà medicinali soprattutto nell’America centrale e meridionale.

Curiosità

La Smilax aspera ha vari nomi comuni e tra quelli più usati oltre a quello volgare di Salsapariglia che significa piccola vite in riferimento al portamento rampicante e alla presenza di viticci ricordiamo quelli che fanno riferimento ai danni provocati dai suoi cespugli spinosi quali: Strappabrache, Stracciacappe, Stracciabrache, Rovo-cervone, Edera spinosa, Ellera spinosa, Sarapilla .

Il nome scientifico Smilax aspera fu attribuito alla pianta da Carlo Linneo e il primo termine del binomio deriva dal greco smilé ( raschietto), in riferimento alla morfologia e alla spinosità delle foglie mentre il secondo termine deriva dal latino asper (scabro, pungente) per la presenza di spine sulle parti vegetali della pianta.

Galleria foto Salsapariglia – Smilax aspera

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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