Sagittaria latifolia – Piante acquatiche

Sagittaria-Sagittifolia

La Sagittaria latifolia è una pianta acquatica adatta ad essere coltivata in piccoli laghetti naturali o artificiali e anche in tinozze.

Caratteristiche generali della Sagittaria latifolia

La Sagittaria latifolia è una pianta della famiglia delle Alismataceae, originaria del nord America e diffusa allo stato rustico nelle acque delle zone umide della maggior parte dell’America Centrale. In Europa ed in Australia si è naturalizzato tanto da essere considerata una pianta invasiva da tenere sotto controllo.

Si tratta di una pianta acquatica o palustre perenne che in pieno vigore vegetativo può superare il metro di altezza con il suo ricco e decorativo fogliame.


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Le radici della Sagittaria latifolia sono dei tuberi bianchi dalla forma arrotondata con polpa carnosa bianca che vengono prodotti alla fine dell’autunno.

La parte aerea di questa pianta acquatica ha un portamento eretto e cespuglioso.

Sagittaria-latifolia -foglie

Le foglie di questa pianta con lo sviluppo cambiano forma: sono prima nastriformi e sommerse poi ovali e man mano che emergono sull’acqua assumono la forma triangolare o a punta di freccia o di saetta.

Sagittaria-latifolia-fiori

I fiori, si sviluppano riuniti in infiorescenze simili a pannocchie e sono composti da tre petali bianchi e tre sepali di colore verde. I fiori maschili leggermente violacei si trovano nella parte superiore dell’infiorescenza, sopra i fiori femminili.

I frutti sono acheni che a maturazione liberano minuscoli semi.

I semi sono piccoli e fertili e, se raccolti prima della loro caduta in acqua possono essere utilizzati per ottenere esemplari nuovi nella primavera successiva.

Fioritura

La Sagittaria latifolia fiorisce in estate, da luglio a settembre.

Sagittaria-latifolia-pianta acquatica

Coltivazione della Sagittaria

Esposizione

E’ una pianta che cresce bene anche in luoghi ombreggiati ma per produrre fiori va coltivata alla luce intensa e al sole diretto. Non teme il freddo e le gelate pertanto i rizomi possono essere lasciati a dimora per tutto l’arco dell’anno.


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Terreno

E’ una pianta che può essere messa coltivata anche in piena terra sempre lungo i bordi di laghetti in un substrato molto umido, paludoso e a pH leggermente acido. Le piante vanno piantate in larghi contenitori riempiti con terriccio universale mescolato a sabbia, che vanno sprofondati in un laghetto non troppo profondo. Il terreno ottimale deve essere ricco, torboso e sabbioso. Soffre in acqua eccessivamente calcaree e in quelle salmastre.

La sagittaria latifolia può vivere anche in acqua stagnante, per crescere il modo più sano e svilupparsi nel migliore dei modi però avrebbe bisogno di essere annaffiata regolarmente ogni settimana.


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Concimazione

La concimazione delle piante acquatiche avviene mescolando del concime apposito al terreno oppure all’acqua dove sono coltivate. Nella fase di messa a dimora dei rizomi, si potrà apportare del letame. In primavera, per stimolare la crescita e la fioritura delle piante di Sagittaria si può inserire tra i rizomi un concime specifico per piante verdi e da fiori sotto forma di compresse. Per ottenere un buon risultato si consiglia di inserire le compresse tra il fitto intreccio delle radici secondarie o dei rizomi. Le compresse possono essere preparate anche all’occorrenza compattando del concime granulare a lenta cessione con terriccio universale o torba umido.

Sagittaria: coltivazione in vaso

Questa bella pianta può essere coltivata anche in larghe tinozze impermeabili, riempite con terriccio universale mescolato a sabbia, e acqua preferibilmente piovana o non eccessivamente calcarea. Soffre nell’acqua salmastra. I tuberi vanno adagiati sul fondo a 30 cm di profondità anche nei loro cestelli forati. Per far sviluppare la pianta nel migliore dei modi e per garantire un’adeguata ossigenazione è consigliabile effettuare il ricambio dell’acqua ogni 15-20 giorni e con maggiore frequenza nei mesi estivi. Per agevolare il ricambio dell’acqua, le piante di Sagittaria possono essere impiantate nel loro contenitore.

Sagittaria-latifolia

Impianto o messa a dimora

Anche se i tuberi di Sagittaria latifolia non temono il freddo vanno impiantati in primavera in una zona soleggiata o parzialmente ombreggiata ad una profondità pari al loro diametro, a circa 10-15 cm di profondità e distanziati fra loro almeno 30 cm. Per rivestire un’area abbastanza vasta occorrono 6 – 7 tuberi per metro quadrato.  Se si vuole contenere lo sviluppo delle piante i tuberi vanno posti con i loro cestelli ad una profondità di 30 centimetri.

Moltiplicazione della Sagittaria

La moltiplicazione delle piante di questo particolare varietà avviene per seme e per divisione dei cespi o degli stoloni.

Semina

In primavera i semi si mettono a germinare in un contenitore riempito con un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali mantenuto costantemente sommerso in acqua bassa e in luogo protetto fino alla comparsa dei germogli. Le nuove piante ottenute si lasciano irrobustire in singoli vasi almeno per 2 anni prima della messa a dimora definitiva in acqua più alta e in movimento.

Propagazione per divisione dei cespi

Volendo, questo genere di pianta, si può riprodurre anche per divisione dei cespi oppure separando i cespi o gli stoloni che si producono continuamente, e mettendoli subito a dimora nel luogo scelto per la loro crescita.

E’ la tecnica preferita per due motivi: è facile da praticare e le nuove piante fioriranno già dal secondo anno di vita.

  • In autunno, si estrae la pianta dal terreno;
  • si sceglie un rizoma grosso e carnoso e lo si divide con un coltello ben affilato e disinfettato, in più porzioni portanti almeno 2 radici secondarie ben sviluppate.
  • si mettono a radicare le porzioni di rizoma in un vaso contenente acqua e un po’ di concime granulare a lento rilascio arricchito di potassio (K);
  • nella primavera successiva, le nuove piante vanno poi interrate sul fondo di un laghetto o sui bordi, lasciando emergere le foglie dalla superficie dell’acqua.

Abbinamenti

Se lo spazio a disposizione è abbastanza vasto le piante di Sagittaria latifolia può essere abbinata con altre piante acquatiche o palustri a portamento cespuglioso come ad esempio:  Calla palustris, Baldellia, l’Iris d’acqua, Houttuynia cordata, ecc.

Houttuynia-cordata-fiore

Potatura

La potatura si pratica per sfoltire le piante troppo accestite. Si eliminano le foglie più vecchie e quelle secche o danneggiate da freddo per non conservare l’estetica della Sagittaria. Si recidono anche gli steli appassiti per favorire l’emissione di nuovi fiori, a meno che non si intenda raccogliere i semi.

Parassiti e malattie della Sagittaria

E’ una pianta molto rustica che generalmente non viene attaccata da afidi e cocciniglia e non teme neanche le comuni malattie fungine. I tuberi vengono vengono mangiati dagli animali.

Cure e trattamenti

La Sagittaria è una pianta a bassa manutenzione facile da gestire anche da coloro che non hanno il pollice verde.

Necessita solo frequenti ricambi di acqua se coltivata in un vaso di dimensioni contenute e nel caso in cui si vuole evitare eccessiva espansione delle piante vanno raccolti i semi prima della loro caduta nell’acqua.

La lotta ad eventuali parassiti (afidi), invece è più problematica in quanto qualsiasi trattamento chimico rischia di contaminare l’acqua e mettere a rischio la fauna. Il rischio però può essere eliminato inserendo dei predatori naturali come ad esempio pesci e piccoli anfibi oppure mediante l’utilizzo di prodotti naturali non inquinanti a base di piretro, una sostanza vegetale biologica o facendo ricorso all’antiparassitario all’ortica o ancora all’antiparassitario all’aglio.

Sagittaria-latifolia-wapato

Varietà di Sagittaria

Il genere sagittaria comprende circa una ventina di specie, coltivate come piante ornamentali.

Sagittaria japonica Plena

Una specie perenne molto decorativa originaria del Giappone adatta ad essere coltivata in acque calme e basse, lungo il bordo di un laghetto o di uno stagno. Ha foglie  più grandi e più larghe delle altre specie che ricordano quelle delle calle. In estate produce grappoli di fiori bianchi simili a garofani. Si riproduce per divisione dei bulbi.

Sagittaria eatoni

La Sagittaria eatoni, pianta perenne che predilige le acque fredde, è originaria del nord-est degli Stati Uniti, ha le foglie di forma lineare che si presentano a forma di rosetta.

Sagittaria filiformis

molto simile alla sagittaria eatoni è però originaria del sud-est degli Stati Uniti, inoltre, una parte delle foglie emerge dall’acqua. Le foglie emerse possono raggiungere la lunghezza di 40 cm.

Sagittaria graminea

E’ una specie che forma ciuffi alti 30 cm e larghi 45 cm. Produce sia foglie sommerse che emerse e in estate sui suoi steli spuntano fiori bianchi composti da 3 petali.  Va coltivata alla luce molto forte, in acqua leggermente alcaline. Non tollera le temperature superiori ai 20° e resiste al freddo fino a – 7°C. E’  adatta a laghetti di qualsiasi dimensione, e va impiantata a 20 cm di profondità al pieno sole o a mezz’ombra.

Sagittaria Isoetiformis

Conosciuta come comune punta di freccia di quillwort, è una specie nana originaria degli Stati Uniti, alta circa 10 cm. Le foglie sono verdi, appiattite, lunghe al massimo 10 centimetri sono sommerse. I fiori hanno 3 petali bianchi e il bottone centrale è composto da numerose antere gialle. Va coltivata alla luce molto forte e a una temperatura di circa venti gradi.

Sagittaria Sagittifolia

Come le altre specie anche la Sagittaria sagittifolia è molto diffusa nelle zone umide e temperate dell’Europa e dell’Asia. Raggiuge un’altezza di circa 50 cm; ha foglie sommerse e foglie verdi a saetta che emergono sull’acqua, lunghe fino a 25 centimetri. I fiori sono formati da tre petali bianchi, tre sepali e molti stami di colore viola. Vegeta bene anche in acque alte  fino a 50 centimetri. Il tubero, rotondo e commestibile, è conosciuto in Giappone come Omodaka.

Sagittaria subulata

Questa pianta palustre, originaria dell’America centro-settentrionale, è  alta 40-60 cm. Ha radici stolonifere e si sviluppa formando una rosetta di foglie nastriformi di color verde chiaro con apici acuti o arrotondati. In acquari chiusi non fiorisce mentre in quelli aperto produce  un piccolo fiore bianco galleggiante e minuscoli frutti. E’ adatta ad essere coltivata in acque con pH da acido a basico. Nuovi esemplari si ottengono facilmente per divisone degli stoloni più sviluppati.

 Sagittaria pusilla

Una pianta acquatica alta dai 10 ai 15 cm con foglie verdi  nastriformi molto sottili. E’ molto adatta per realizzare pratini negli acquari .E’ facile da coltivare ma necessita di luce intensa.

Sagittaria papillosa

La Sagittaria papillosa è una pianta acquatica conosciuta come punta della freccia nipplebract è una pianta acquatica diffusa nelle luoghi umidi degli Stati Uniti centro-meridionali. E’ una pianta perenne alta circa 120 cm con steli a sezione triangolare e foglie con lamina ellittica-ovata. Le brattee fiorali di questa pianta presentano delle protuberanze papillari che ricordano i capezzoli delle mammelle.

Sagittaria brevirostra

Nota come punta di freccia del Midwest, è una specie di pianta acquatica originaria del Nord America. È un’acquatica perenne alta fino a 70 cm, con piccioli increspati, foglie verdi a forma di freccia, lunghe da 10 a 30 cm. In estate, da luglio a settembre produce infiorescenze a racemo composte da fiori bianchi. I frutti sono acheni ovoidi con becchi ricurvi. Vegeta bene nelle acque a lento movimento con pH leggermente basico o leggermente alcalino. Si riproduce per seme e mediante stoloni.

Usi

La sagittaria viene coltivata come pianta ornamentale nelle tinozze, vasche artificiali, sui bordi di laghetti, stagni o direttamente nelle acqua poco profonde e tranquille.

I tuberi della Sagittaria latifolia, commestibili e dal sapore simile a quelle delle castagne, vengono consumati dalle popolazioni indigene del nord America e dell’Asia orientale a scopo alimentare sia crudi sia fritti o bolliti, oppure una volta essiccati, vengono macinati per la produzione di farina.

Curiosità

In Cina i tuberi della Sagittaria latifolia, vengono consumati come i funghi soprattutto durante il periodo dei festeggiamenti per il capodanno cinese.

La Sagittaria latifolia è una pianta nota come punta di freccia a foglia larga, patata anatra, patata di palude, patata indiana o wapato.

Galleria foto Piante acquatiche – Piante palustri

 

 

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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