Rinvaso del Glicine

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Tiziana Morganti
  • Dott. Storia Moderna

Direttamente dalla Cine e dal Giappone arriva il glicine con tutta la sua bellezza poetica. Non lasciatevi ingannare, però, dalle nuance delicate dei petali che vanno dal rosa al lilla fino al bianco. Questa pianta, infatti, è particolarmente forte con le sue radici invasive. Scopriamo insieme i segreti per rinvasarla.

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Pochi momenti possono essere considerati onestamente romantici come quando la natura si esprime in tutto il suo potenziale floreale. Andando dalle nuance più delicati fino ai profumi avvolgenti, sembra che ogni pianta possa diventare il veicolo di un discorso d’amore. Nonostante questo, però, solo una specie è stata caricata, nel corso del tempo, di un significato particolare, a metà strada tra armonia e melanconia, contemplazione e poesia.

Stiamo parlando del glicine che, grazie ai suoi fiori a grappolo composti per ricreare una vera e propria cascata di colore, riconduce ad un’atmosfera particolare dove delicatezza, armonia e romanticismo passano attraverso delle tinte pastello armonizzate in sfumature perfette.

Grazie a questa pianta e a tutto il suo potenziale estetico, infatti, dei normali ed anonimi pergolati acquistato una grazia quasi pittorica e fotografica. Allo stesso modo giardini tendenzialmente anonimi mostrano una netta personalità grazie al colore deciso dei suoi fiori, che non aggredisce lo sguardo ma lo colpiscono con morbidezza e delicatezza.

, possiamo dire che il glicine è una pianta indispensabile per chi ha un animo romantico e vuole ricreare intorno a se un piccolo angolo di paradiso articolato sulle note del rosa. Perché, per rendere il tutto ancora più particolare ed unico nel suo genere, è sempre possibile giocare su diverse nuance, accostando i colori più tenui ad un lilla intenso che vira fino a dei sottotoni di celeste. In questo modo si otterrà un vero e proprio angolo dedicato al romanticismo.

Passare dalla teoria alla pratica, però, non sempre è facile. Il che vuol dire che, per ottenere l’effetto sperato, è assolutamente necessario conoscere i segreti del glicine e, soprattutto, le giuste accortezze per curarlo al meglio. Una pianta soddisfatta di tutte le sue necessità, infatti, non può che premiare con delle fioriture degne di un servizio fotografico. Per questo motivo, dunque, dopo aver conosciuto un po’ più da vicino le sue origini ed alcune informazioni essenziali per la coltivazione, proviamo a vedere più da vicino come rinvasare il glicine nel modo giusto per permettergli il miglior sviluppo.

1. Origini e descrizione

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Una bellezza così delicata che si declina nelle tonalità del rosa, lilla e bianco fa pensare immediatamente a delle ambientazioni orientali. Una sensazione non errata, visto che il glicine è una pianta rampicante le cui origini provengono proprio dalla Cina e dal Giappone, anche se è molto diffuso anche nel Nord America. Ma quali sono gli elementi estetici che lo contraddistinguono?  Oltre alle nuance dei suoi fiori, a definire l’aspetto di questa pianta sono anche le foglie e il suo fusto.

Nel primo caso abbiamo una forma ovale o laceolata caratterizzata da una leggera peluria che, però, con il tempo va svanendo. Il fusto, invece, è altamente flessuoso. Il che vuol dire che necessita di un supporto dove aggrapparsi per crescere e proliferare.

Tra tutte le specie di glicine che è possibile trovare in natura, due sono le più comuni: Wisteria sinesis e Wiseria floribunda. La prima proviene dalla Cina ed è caratterizzata da dimensioni piuttosto grandi. Queste piante, infatti, possono raggiungere anche i 30 metri e la loro fioritura avviene tra aprile e maggio. La seconda, invece, presenta un’altezza decisamente più contenuta, visto che arriva solamente a dieci metri. Anche la fioritura è diversa e viene definita tardiva, visto che avviene tra maggio e giugno.

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2. Cura ed esposizione

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Vista la sua bellezza molti potrebbero essere tentati d’inserire il glicine all’interno del proprio giardino. Ma, di fatto, che tipo di piante sono? Si tratta una specie che richiede una grande cura od è adatta anche ai meno esperti ? Iniziamo con il dire che si tratta di una pianta in grado di dare grandi soddisfazione anche a chi non è propriamente un giardiniere raffinato. Nonostante questo, però, è importante prestare attenzione ad alcuni particolari.

Il più importante riguarda proprio la robustezza del glicine. Questo, infatti, si espande molto velocemente tanto che le sue radici possono diventare una serie minaccia per i muri di casa o per il patio. Per evitare dei danni strutturali è bene assicurarsi che questa pianta abbia uno spazio abbastanza ampia, dove potersi espandere senza trovare ostacoli sulla loro strada.

Per quanto riguarda l’esposizione, solitamente apprezza quella in pieno sole ma non trova difficoltà ad adattarsi nemmeno alla mezz’ombra o a quella completa. Unico lato negativo, in questo caso, è che si avrà una fioritura tardiva e, probabilmente, meno rigogliosa. Altro aspetto fondamentale, poi, è l’irrogazione.

In questo caso, se la pianta è stata appena messa a dimora, bisognerà intervenire con maggior frequenza ed in modo abbondante. Durante la stagione fresca, poi,  sarà sufficiente l’acqua piovana. Se, però, è in vaso, si deve provvedere ogni due o tre settimane. Ovviamente durante la stagione estiva la pianta ha bisogno di maggior acqua.

3. Rinvaso

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Ed ora arriviamo al punto essenziale, ossia al rinvaso del glicine. Questo vuol dire che si è scelto di coltivare questa pianta in vaso e, chiariamo subito, che potrebbe essere non molto semplice. Le difficoltà nascono soprattutto dalla forza delle radici. Questo vuol dire che è fondamentale scegliere il contenitore più adatto e provvedere al rinvaso almeno ogni due o tre anni facendo attenzione a potare proprio le radici.

Ma a cosa serve questo intervento? Il suo scopo essenziale è di favorire sempre la fioritura lasciando il giusto spazio alla pianta per espandersi ed esprimere la sua bellezza. Per favorire al meglio la formazione di nuove gemme, dunque, è bene dedicarsi al rinvaso nella tarda primavera. Ossia esattamente dopo la fioritura. In questo momento, poi, si suggerisce anche di effettuare la potatura della massa del glicine, per permettere alla pianta di veicolare tutti i principi nutritivi verso la nascita di nuovi boccioli.

L’elemento essenziale di questa tecnica, però, è proprio il vaso che deve avere delle caratteristiche ben precise. Prima di tutto deve essere molto profondo per accogliere al meglio le radici. Poi deve avere una larghezza pari a 40 centimetri per le piante più giovani e di sessanta per quelle più adulte. A questo punto è arrivato il momento di scalzare la piante e ridurre le radici almeno di un terzo.

Altro elemento cui prestare attenzione, poi, è il terriccio. In questo caso si consiglia di usare una tipologia universale. Prima di questo, però, è essenziale aggiungere sul fondo del vaso dei pezzi di coccio per permettere il giusto drenaggio. Per finire, poi, ricordate di annaffiare abbondantemente. Ed è così che il vostro glicine è pronto per espandersi e colpire lo sguardo con una nuova ed incredibile fioritura.

Rinvaso del glicine: foto e immagini

Se siete rimasti affascinati dalle immagini di patii abbelliti da superbi rami di glicine dai colori più delicati, sappiate che coltivare questa pianta non richiede grandi conoscenze di giardinaggio. Per ottenere delle piante rigogliose, come quelle mostrate nelle immagini in galleria, però, è necessario provvedere ad un rinvaso senza errori. Lasciatevi ispirare dalla bellezza di queste piante.