Rabdosia – Rabdosia longituba


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La Rabdosia è una pianta erbacea dal portamento elegante apprezzata per la sua splendida fioritura blu violacea che vivacizza i giardini nei mesi autunnali.


Caratteristiche generali della Rabdosia

La Rabdosia longituba è una pianta erbacea perenne della Famiglia delle Lamiaceae (Labiate) originaria del Giappone e diffusa allo stato rustico in quasi tutti i terreni freschi ed umidi delle zone tropicali e subtropicali. In Europa, Italia compresa, questa pianta viene coltivata a scopo ornamentale solo di recente.

La Rabdosia è una pianta perenne decidua ( in inverno la parte aerea secca) a portamento cespuglioso. E’ dotata di una robusta radice e in pieno sviluppo vegetativo forma un folto cespuglio di steli rigidi ed eretti che superano il metro di altezza e i 70 cm di larghezza.


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Gli steli numerosi, eretti e rigidi sono ricoperti da un fogliame molto decorativo che dal verde argenteo vira al rosso fuoco prima di cadere.

Rabdosia-longituba-fiori

Le foglie, opposte e inserite sugli steli tramite un peduncolo cilindrico, hanno forma di ovata-lanceolata, apice appuntito, pagina rugosa e margine seghettato.

I fiori, prodotti a profusione, sono raggruppati in infiorescenze a pannocchie lasche. Son lunghi e penduli con forma tubulare con un unico labbro crespo. Sono intensamente colorati di blu e vengono impollinati dalle api e da altri insetti pronubi, la fecondazione pertanto è entomogama.

I semi sono piccoli e leggeri e vengono disseminati a metri di distanza dal luogo di produzione o dal vento (dispersione anemocora) o dalle formiche (disseminazione mirmecoria) che vengono attratte dalle appendici oleose durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo. I semi maturi possono essere raccolti e utilizzati nella primavera successiva per ottenere nuove piante di Rabdosia.

Fioritura

La pianta fiorisce in autunno, da ottobre a novembre infatti regala splendide macchie di colore quando nei giardini scarseggiano le altre fioriture.

Rabdosia-longituba-fiori

Coltivazione della Rabdosia – Isodon

Esposizione

Ama i luoghi soleggiati o semiombrosi riparati dai venti freddi. Teme le temperature estive troppo alte, pertanto nelle regioni con estati afose e calde va coltivata all’ombra di siepi o alberi ad alto fusto per evitare serie scottature fogliari. Tollera bene il freddo e resiste anche ai -19° C.

Terreno

E’ una è pianta che anche se si adatta al comune terreno da giardino acido o leggermente alcalino, ricco di sostanza organica e ben drenato. Il suolo troppo compatto provoca il marciume delle radici che si estende via via al colletto e a tutta la pianta che rammollisce e muore anche nel giro di un giorno.


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Il terreno, arricchito di materia organica può essere acido o leggermente basico, evitando terreni troppo calcarei. Isodon tubiflora sembra resistere alla siccità, ma dà il meglio di sé in un terreno che mantiene una certa freschezza. Uno strato di compost intorno al piede della pianta aiuta il recupero, nutre la pianta e consente al terreno di mantenere una certa freschezza.

Annaffiature

La Rabdosia ama il terreno umido e quindi nei periodi di siccità e specialmente nei mesi estivi va irrigata regolarmente e frequentemente ma senza eccessi. La pianta coltivata in vaso va annaffiata con maggiore frequenza, in estate tutti i giorni.

Concimazione

La Rabdosia per produrre fiori a profusione necessita di un terreno ricco di nutrienti quindi  va concimata ogni 15 -20 giorni con somministrazioni di un fertilizzante specifico per piante da fiore in forma liquida opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature oppure ogni 40 giorni con un concime granulare a lento rilascio distribuito sulla superficie del terreno a circa 5 cm dal colletto.

Concime

Rabdosia o Isodon: coltivazione in vaso

E’ una pianta molto facile da coltivare in vaso adatta ad abbellire balconi e terrazze.

Per ottenere splendide fioriture il vaso deve avere un diametro di almeno venti centimetri se si tratta di una fioriera rettangolare la larghezza non deve essere inferiore ai 15 cm e la lunghezza almeno di 60 cm.

Il vaso va riempito con terriccio misto a sostanza organica, sabbia o altro materiale drenante.

Poichè la pianta ama il terreno umido va annaffiata con frequenza soprattutto se il vaso è piccolo e il clima eccessivamente caldo e secco.

Per favorire la crescita e la produzione dei fiori ogni 15-20 giorni sono utili somministrazioni di un concime ternario (N, K, P) sciolto nell’acqua delle annaffiature.

Rinvaso-pianta

Rinvaso

Il rinvaso si effettua quando la pianta non ha più spazio disponibile e le radici fuoriescono dai fori del drenaggio dell’acqua delle annaffiature.

  • Si estrae la pianta dal contenitore;
  • si elimina l’effetto vaso districando le radici spiralizzate e accorciando quelle troppo lunghe effettuando dei tagli netti per evitare dannosi sfilacciamenti;
  • si rinvasa la pianta in modo che le radici siano sistemate quanto più possibile in posizione verticale;
  • si compatta il terreno a 2-3 cm dal colletto e infine si procede con l’innaffiatura.

Moltiplicazione della Rabdosia

La riproduzione avviene per seme, mediante divisione dei cespi e anche per talea.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua in primavera in semenzaio freddo utilizzando un terriccio specifico, ben drenato ma mantenuto costantemente umido fino alla comparsa delle plantule.

Non appena le piantine sono abbastanza facili da maneggiare potranno essere messe a dimora definitiva, verso la fine di maggio mese in cui le gelate notturne sono del tutto scongiurate.

Propagazione per divisione dei cespi

La propagazione per divisione dei cespi in primavera e per divisione delle radici in settembre.

Si dividono i cespi più forti e rigogliosi in più porzioni ciascuna provvista di radici ben sviluppate e sane. Ciascuna porzione va impiantata al momento stesso nel terreno fresco e ben drenato.

Propagazione per talea

In autunno, a fine fioritura si prelevano con cesoie ben affilate e disinfettate, si prelevano gli apici degli steli e si interrano in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali.

Il contenitore con le talee di Rabdosia si mette in un luogo, luminoso e protetto dal freddo fino alla primavera successiva.

A radicazione avvenuta le nuove piantine potranno essere messe a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora della Rabdosia

Le piante acquistate o ottenute da semina in semenzaio casalingo vanno messe a dimora nel periodo primaverile, verso la fine di Aprile o a maggio a seconda delle zone climatiche.

Il terreno destinato ad accoglierle deve essere ben lavorato fino a circa 30 cm di profondità e alleggerito con sabbia grossolana.

Le buche d’impianto devono essere più grandi, almeno il doppio, della grandezza dei vasi e distanti tra loro non meno di 70 cm nel caso in cui si vuole realizzare una siepe o coltivare le piante di Rabdosia a gruppi.

Abbinamenti

La Rabdosia si accosta perfettamente con altre piante che amano il terreno umido come:
Felci, Epimedium, liriope, Actaea, Aralia, Lamium, Leucosceptrum, Persicaria e Polygonatum.

Potatura

Per contenere lo sviluppo della pianta a fine primavera, verso giugno si cimano le parti apicali degli steli. Per favorire l’incespimento e il rinnovamento completo della massa vegetale aerea alla fine dell’inverno la Rabdosia va potata a livello del terreno.

Rabdosia-longituba-fioritura

Parassiti e malattie della Rabdosia longituba – Isodon

E’ una pianta piuttosto rustica e resistente alle avversità. Viene attaccata dagli afidi solo se il clima è troppo umido e le piogge molto abbondanti. Teme il marciume delle radici se il terreno è scarsamente drenante.

Cure e trattamenti

Le piante di Rabdosia vanno protette dai venti freddi e in inverno, soprattutto nelle regioni settentrionali, si consiglia di proteggere l’apparato radicale con una pacciamatura di paglia, in modo da riparare le radici dal gelo e dalla neve. Anche una pacciamatura estiva con uno strato di compost intorno al piede della pianta consentirà al terreno di mantenere l’umidità necessaria richiesta.

Gli afidi, solo se presenti, possono essere debellati, nebulizzando la chioma con prodotti chimici specifici o naturali come l’antiparassitario all’aglio, quello all’ortica o al piretro. I trattamenti vanno fatti come sempre in una bella giornata soleggiata e non ventosa.

Varietà e specie di Rabdosia o Isodon

Esistono diverse specie note anche come Isodon.

 Rabdosia longituba ‘Tube Socks’

La Isodon longituba ‘Tube Socks’ è una specie perenne alta circa 129 cm e che a differenza della Rabdosia longituba, tra settembre -novembre, produce pannocchie di fiori bianchi. Va coltivata al sole o a mezz’ombra nel terreno normale, fresco e ben drenato

Rabdosia longituba ‘Noshoku’

La Isodon longituba Noshoku’, è una specie di dimensioni più contenute, 50 -100 cm di altezza.  Nel tardo autunno sugli steli leggermente arcuati ricoperti da foglie di colore verde scuro compaiono numerose infiorescenze composte da fiori di colore viola o blu scuro. È una pianta adatta per ombra o ombra parziale.

Rabdosia Kameba

Isodon longitubus ‘Kameba’ è una perenne che supera il metro di altezza. Gli steli sono ricoperti da foglie tondeggiante e da Agosto ad ottobre produce fiori blu scuro  con brattee rossastre-marroni. Predilige il terreno normale ben drenato e come esposizione il pieno sole.

Usi

Le varie specie di Rabdosia sono piante erbacee adatte a tutti i tipi di giardini, per realizzare grandi bordure ombreggiate o siepi lungo viali e strade di città e paesi, macchie di colore nei parchi pubblici.

Sono perfette anche per contrastare l’erosione del suolo e come indicatori di terreni con bassa disponibilità di carbonato di calcio e cloruro.

Curiosità

La Rabdosia fa parte della lista delle piante autunnali ed chiamata in latino Isodon tubiflora.

Altri sinonimi della pianta sono: Plectranthus effusus varietà longituba e Plectranthus longitubus.

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LauraB

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