Piselli coltivazione e cure


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Il Pisello, Pisum Sativum, è una leguminosa erbacea di lunghezza variabile a seconda delle varietà, dai 40-50 cm ai 130 cm (piselli nani, semi rampicanti e rampicanti).

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Le semi-rampicanti come l’Espresso Generoso, il Principe Alberto (piselli precoci), e il Senatore (pisello tardivo); i rampicanti tipo il Lavagna (medio precoce), il Serpente verde e bianco (medio-tardivi) e il Gigante svizzero (tardivo).

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Caratteristiche generali della pianta di piselli

Il pisello è una leguminosa con radice a fittone che ha steli verdi variamente ramificati su cui sono inserite foglie pennate ovate composte; foglioline modificate detti cirri; fiori peduncolati a racemo di colore bianco, frutti o semi racchiusi in baccelli o taccole.

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Coltivazione dei piselli

Clima: il pisello è una pianta che tollera il freddo, anche se teme il gelo; soffre la siccità.

Terreno: pur adattandosi a qualunque tipo di terreno preferisce quello a medio impasto fresco, profondo e a pH neutro.

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Annaffiature: costanti e regolari per tutto il periodo vegetativo e abbondanti prima della raccolta.

Letame

Concimazione: le piante di piselli richiedono lavorazioni profonde del terreno sorrette da una concimazione di circa 6 q di letame o terricciato per ogni 100 mq di orto.

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Varietà di piselli

Tra le varietà ricordiamo: le nane-precoci come il Dolce di Provenza, il Meraviglia d’Italia ed il medio tardivo Primavera.

Fanno parte del genere Pisum sativum anche la varietà macrocarpon o pisello mangiatutto, conosciuto anche come taccola, di cui si mangia anche il baccello, in quanto i semi rimangono allo stato embrionale.

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Moltiplicazione dei piselli

La pianta di pisello si riproduce per seme

La semina  effettuata due giorni dopo il primo quarto di luna avviene in epoche diverse a seconda delle condizioni climatiche: nelle zone costiere e nelle zone centro-meridionali si effettua in autunno; nelle zone settentrionali febbraio-aprile. (vedere la guida alla semina e raccolta dei piselli)

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La semina si effettua a file a distanza media di 60 -70 cm secondo le varietà.

I semi interrati in solchi profondi 5 cm e larghi 10 cm, vanno distanziati di circa 6-8 cm.

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Raccolta dei piselli

La raccolta dei piselli avviene a seconda della destinazione del prodotto e per lo più quando il baccello è turgido e pieno.

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Il periodo di raccolta varia in relazione all’epoca di semina in genere da febbraio-marzo in poi.

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Cure dei piselli

Sostegno e reti per le specie rampicanti; scerbature periodiche per eliminare le erbe infestanti; zappature per conservare il potenziale idrico del terreno.

Parassiti e malattie dei piselli

I piselli temono il tonchio, un insetto che di notte divora le foglie e i germogli; la tortrice, una farfalla che depone le uova nei baccelli; l’oidio, la peronospora, e la muffa dei baccelli.

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Trattamenti e cure

Per combattere le malattie e i parassiti dei piselli si effettuano trattamenti: a base di zolfo bagnabile per l’oidio; zappature invernali per esporre le larve delle tortrici alla voracità degli uccelli; calce bianca intorno alle piantine per combattere il tonchio.

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Conservazione dei piselli

I piselli sono legumi facili da conservare: i freschi si conservano sgranati in freezer, quelli secchi in sacchi di tela in locali asciutti.

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Calorie dei piselli

100 grammi di piselli freschi forniscono 81 Calorie

100 grammi di piselli secchi 285 Calorie

100 grammi di piselli mangiatatutto o taccola apporta circa 42 Calorie

Galleria foto piselli



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Commenti: Vedi tutto

  • roberto - - Rispondi

    Per l'oidio, ho sempre dato il rame (sbagliando?)

    Qui leggo lo zolfo, come stanno le cose?

    Grazie di un'eventuale risposta.

    R

    • LauraB - - Rispondi

      Ciao, l'oidio o mal bianco è una malattia fungina che si manifesta nei periodi caldo – umidi e che attacca foglie, fusti e fiori e frutti ricoprendoli con una specie di polvere biancastra. Si combatte preventivamente posizionando le piante in zone arieggiate, diradando i rami per favorire il soleggiamento anche delle parti più interne. Come trattamenti chimici preventivi antioidici solitamente si usano prodotti a base di zolfo che hanno il vantaggio di essere atossici per gli animali e per l'ambiente. Gli interventi a scopo preventivo vanno effettuati 2-3 volte all'anno.
      L'oidio può essere combattuto anche con rimedi biologici mediante l'utilizzo dei suoi antagonisti come ad esempio l'ampelomyces quisqualis un fungo le cui spore parassitizano l'oidio e lo distruggono. Questo rimedio che viene largamente impiegato nelle colture biologiche non va associato a prodotti a base di zolfo.
      Saluti LauraB

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