Palmeto Santa Cruz di Tenerife


Nell’arcipelago spagnolo più vicino all’Equatore vi è una vera e propria oasi per gli amanti delle piante. Si tratta del Palmeto Santa Cruz, la collezione di palme più grande e meglio tenuta che ci sia in Europa. 120.000 m² di vegetazione lussureggiante che occupa l’area verde più grande di Tenerife.


Palmetum – Lago

Le Isole Canarie offrono un paesaggio tutto particolare: deserto, oceano e ampi spazi verdi si alternano sotto lo sguardo dell’osservatore. E in questo contesto è possibile ammirare varietà vegetali che ad altre latitudini, tutte insieme, appare impossibile far vegetare.


Un progetto di riqualificazione

Il Palmeto Santa Cruz è, in realtà, un’area riqualificata. Nasce da una vecchia discarica che fu chiusa all’inizio degli anni ’80.

Nel 1995, grazie ai fondi europei e alla possibilità di convertire un’area ormai in decadimento, l’ingegnere Caballero e un botanico italiano, Carlo Morici, iniziano a dare forma al progetto.

Quando la discarica fu chiusa, partorire l’idea di un parco naturale era quasi impensabile. Anni e anni di accumulo di spazzatura aveva reso l’area un mix di sporcizia, rifiuti fermentati, natura trascurata, venti ingovernabili. Per fortuna l’ingegnere, amante e conoscitore delle palme, propose la conversione dello spazio in un’area vantaggiosa per tutti.


Leggi anche: Cani per Ciechi, conosciamoli più da vicino

Iniziano i lavori nel 1996 e la collina viene letteralmente rivoltata per consentire al terreno e alle rocce di smaltire tutti i liquidi e il percolato. Un sistema ingegneristico di pompe lavora per l’estrazione dei gas nocivi dalla zona: l’Unione Europea stanzia 4 milioni di euro per convertire la discarica nel parco che conosciamo oggi.

È in questo periodo che entra Morici in gioco, incaricato di costruire il team di botanici e fare una cernita per iniziare a collezionare quello che sarà il Palmetum. Molte delle specie presenti sono state coltivate a partire da semi accuratamente selezionati e germinati già a Tenerife.

palmetum-santa-cruz2

Il parco prende pian piano forma e vengono costruite le prime strutture architettoniche e progettate le aree acquatiche: cascate, laghetti e oasi dove far vegetare il Palmetum. Vengono importate e piantate le prime palme: il parco si anima.

Ma dal 2000 al 2006 molte di esse non sopravvivono e lo scenario cambia drasticamente. Sono tempi di attesa e di nuovi progetti. Si fa strada l’idea di un museo dedicato. Esso viene ideato come un impianto sotterraneo e allestito come se dovesse richiamare l’idea di una foresta. Qui è possibile visitare l’erbario e usufruire di meeting room.

L’apertura nel 2014

Dopo quasi 18 anni, finalmente il palmeto Santa Cruz apre i battenti e i visitatori possono ammirarne le bellezze.

La collezione di palme comprende oltre 4.000 esemplari. Il parco è diviso in diverse regioni adatte all’acclimatazione degli esemplari. Alcune specie che prima erano minacciate, come la coccothrinax borhidiana, ora proliferano e si riproducono senza essere a rischio. Particolarmente curata è la sezione delle palme dei Caraibi: Morici è specializzato proprio in questa varietà.

Sezioni Biogeografiche

La collezione si divide per area geografica: quelle autoctone delle Isole Canarie, la sezione dedicata al Madagascar, quella delle isole caraibiche accennata in precedenza, la sezione del nord e del Sud America, e ancora Malesia, Nuova Caledonia, Hawaii, Australia , Asia e Africa.

Un posto d’onore spetta all’ “El Octógono”, una sorta di serra che protegge dal vento e mantiene costante la temperatura e l’umidità per le piante che ne hanno bisogno. Il tutto è accompagnato da magnifici scenari progettati da architetti specializzati che hanno creato appositi laghi e torrenti.

Tenerife

Quando visitare il parco

Il parco è sempre aperto, ma la direzione consiglia di visitarlo in autunno: in questa stagione, dopo il caldo dell’estate, la maggior parte delle palme riempie le fronde con frutti colorati. Le temperature comunque ancora molto calde, consentono alle piante di tenere in vita ancora anche i fiori. A novembre, invece, la vegetazione prospera poiché con le prime piogge la maggior parte delle specie tropicali sono al loro apice e il Palmetum diventa un posto magico.

La fauna

Il parco è perfetto anche per gli amanti del bird watching: le palme offrono un rifugio ottimale per gli uccelli che hanno bisogno di nidificare, i laghi costituiscono l’habitat naturale per i pennuti acquatici e diventano visibili anche uccelli che alle Canarie normalmente non vedremmo.

Una bellissima curiosità: gli uccelli che abitano il parco sono tutti spontanei, nessuno di loro è stato introdotto dall’uomo.

Palmetum – Octógono

I prezzi

Visitare questo bellissimo palmeto non è per niente costoso: il prezzo di un biglietto medio è di 6,00 € per gli adulti non residenti – si dimezza la cifra per gli isolani. I bambini pagano solo 2,80 € e gli over 65 soltanto 1,50 €. Il parco è a misura di persona con mobilità ridotta e si può prenotare anche una visita guidata mandando una mail a info@palmetumsantacruz.com.

Sostenere l’iniziativa

È possibile caldeggiare la causa del Palmetum di Santa Cruz iscrivendosi al programma “Friend of Palmetum”. Questa associazione comprende sia soci da tutto il mondo – che magari hanno visitato il posto e ne sono rimasti impressionati – che abitanti dell’isola. È un modo per contribuire alla speranza di un mondo sostenibile che evolve la propria natura distruttiva e ne esce rinnovato.

Palmetum Santa Cruz immagini

Ilaria Rita Iannone

Commenti: Vedi tutto