Piante mortali – Piante velenose

Taxus-Tasso

Quali sono le piante mortali o più pericolose al mondo che mettono a rischio la nostra vita con le loro sostanze velenose? Come riconoscerle? Quali sono i sintomi più frequenti d’avvelenamento? Cosa fare per prevenire seri rischi per la salute? 

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Piante mortali – Piante velenose

Molte piante ornamentali e spontanee sono tossiche e pericolose per tutti: bambini, adulti e anziani.

Ecco una lista e la descrizione di quelle più pericolose al mondo che per le sostanze tossiche che rilasciano o che si trasformano a contatto con l’aria, provocano seri disturbi solo per contatto, inalazione e, spesso per ingestione la morte.


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Molta attenzione e una buona conoscenza meritano anche le erbe o piante spontanee che si raccolgono durante una gita in montagna o lungo i sentieri vallivi e collinari: bisogna saperle riconoscere per evitare avvelenamenti che possano mettere a rischio la nostra vita.

Vediamo insieme alcune tra le specie più comuni e diffuse di piante velenose o addirittura letali per l’organismo.

Mancinella-Hippomane mancinella

Mancinella – Hippomane mancinella

La Mancinella, Hippomane mancinella, è un albero originario dell’America latina, conosciuto come l’albero della morte e, per tale motivo, si contende il primato della classifica delle piante più pericolose al mondo insieme all’albero dei suicidi o degli omicidi. non a caso è in testa alla classifica delle piante più pericolose al mondo.

Questo albero dall’elegante portamento ornamentale, per fortuna raro nel nostro Paese, ha caratteristiche inconfondibili che ci consentono di riconoscerlo fin da subito.

Si tratta di un albero sempreverde, che in pieno vigore vegetativo raggiunge un’altezza di circa 15 metri. Ha un tronco grigio-rosso, foglie coriacee verdi, alternate e dentellate lunghe dai 5 ai 10 cm, nel periodo della fioritura si copre di piccoli fiori gialli o verdi seguiti da piccoli frutti velenosi, simili a piccole mele che, in piena maturazione assumono un colore giallo-verdastro.

L’ingestione di un solo frutto può portare alla morte a seguito di vomito e diarrea prolungata. Anche le altre parti della Mancinella, foglie e corteccia, sono tossiche e caustiche per contatto.


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Le foglie e la corteccia della Mancinella rilasciano una sostanza biancastra e appiccicosa simile alla resina che per contatto provoca scottature e vesciche.

Anche solo la prolungata permanenza nelle vicinanze della pianta può portare per inalazione delle sostanze tossiche allo sviluppo di malanni di vario genere e addirittura alla cecità soprattutto se colpiti dalle gocce di acqua in caso di pioggia in quanto il forbolo della resina (una potente tossina idrosolubile, reagisce con l’acqua trasformandosi in acido).

Di questa pianta letale non si utilizza nulla neanche la legna in quanto bruciando rilascia un fumo tossico che può causare seri danni agli occhi, cecità temporanea e problemi all’apparato respiratorio.


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Cerbera odollam

Cerbera odollam

Il Cerbera odollam, un albero elegante e maestoso, conosciuto fin dai tempi antichi per la sua elevata tossicità. I semi del Cerbera odollam contengono cerberina un glicoside cardiaco, che causa la morte per arresto cardiaco. Secondo il parere di alcuni tossicologi i semi di questa pianta sono stati utilizzati da più persone per suicidarsi e da qui il funesto appellativo: “albero dei suicidi”.

Il veleno contenuto in un solo seme è fatale: porta alla morte entro 1-2 giorni.

I sintomi più comuni d’avvelenamento sono: sensazione di bruciore in bocca, vomito violento,  espirazione irregolare, mal di testa, battito irregolare, coma ed eventuale morte.

La Cerbera odollam si presenta con ramoscelli avvolti intorno al tronco,  foglie verdi con basi affusolate, apici acuminati e margini interi. Il frutto si presenta come un piccolo mango, con un guscio fibroso verde che racchiude un nocciolo ovoidale bianco che a contatto con l’aria diventa viola, poi grigio scuro e infine marrone o nero. La pianta nel suo insieme produce un lattice bianco lattiginoso.

Abrus-precatorius

Abro – Abrus precatorius

E’ un albero fortemente tossico, spacciato per liquirizia americana. L’abro, nome scientifico Abrus precatorius, è una pianta della famiglia delle Fabaceae (Leguminose) originaria delle montagne dell’Indocina molto diffusa allo stato rustico in quasi tutte le zone tropicali.

E’ una pianta rampicante lunga fino a 5 metri con rami legnosi alla base e rami giovani pelosetti. Ha foglie composte da 20-30 foglioline regolari; i fiori riuniti in infiorescenze a racemo, sono rosa-purpurei, talvolta bianchi a cui fanno seguito i frutti, tipici legumi appiattiti contenenti da 3 a 7 bacche dure, di colore rosso brillante con una macchia scura.

L’ingestione di un solo seme causa  disidratazione, nausea, malfunzionamento dei reni e del fegato e solo 3 microgrammi di abrina, la sostanza tossica in esso contenuta, sono sufficienti a causare la morte.

Nonostante la sua elevata tossicità, l’abro viene usato nella medicina tradizionale indiana come rimedio naturale per infezioni cutanee e in quella dell’Africa centrale ed orientale, le foglie vengono invece utilizzate per la preparazione di preparati efficaci  nella cura delle congiuntiviti e delle mastiti.

stramonio-erba-del-diavolo

Stramonio comune

Conosciuto anche come erba del diavolo, lo stramonio è una pianta erbacea molto decorativa con larghe foglie di colore verde brillante, i suoi fiori grandi fiori a tromba bianchi simili a quelli della datura e per i suoi grandi frutti rivestiti da una buccia coriacea con numerose spine morbide. E’ una pianta della flora italiana che spontanea nei terreni incolti, lungo i bordi delle strade di campagna, dei sentieri collinari.

E’ molto velenosa a causa dell’elevata concentrazione di alcaloidi presenti soprattutto nei semi. Ha proprietà allucinogene, inoltre se ingerita può provocare nausea, crampi, dolori addominali e anche portare alla morte. Con

Ranunculus bulbosus

Ranunculus bulbosus

Una piccola pianta erbacea della famiglia delle Ranuncolaceae che cresce spontanea nei terreni incolti, nei prati e nelle radure delle zone montane di tutta Europa. Ha una radice bulbosa-rizomatosa, steli cilindrici verdi e pelosi con foglie basali trilobate e dentellate di colore verde scuro.  In primavera, tra Maggio-Luglio, produce fiori vistosi composti da petali di colore giallo carico sorretti da un calice formato da sepali riflessi e verdi.  Tra Luglio e Settembre, maturano i frutti, dei piccoli acheni sferici con un corto becco.

Tutte le parti del Ranunculus bulbosus sono velenose per la presenza di ranuncolina una sostanza volatile che si trasforma in protoanemonina. La protoanemonina è una sostanza volatile, caustica e fortemente irritante che  per contatto causa irritazioni e vesciche cutanee; per ingestione provoca infiammazione della mucosa orale, vomito, dolori intestinali, infiammazione ai reni, vertigini, crampi e insufficienza respiratoria.

Aconito napello

Aconito napello

L’aconito napello (Aconitum napellus), è una delle piante più tossiche della flora italiana, diffusa soprattutto sulle zone montane riconoscibile per i suoi fiori blu a spiga e per le foglie arrotondate. In passato, i guerrieri intingevano le punte delle lance in un estratto velenoso di questa pianta per uccidere i nemici. Oggi, le piante di Aconito vengono coltivate anche come ornamentali nei giardini non frequentati da bambini o animali domestici.

Tutte le parti di questa pianta, tubero, foglie e fiori, sono velenosi: l’ingestione causa bruciore della bocca, vomito, diarrea, irregolarità del battito cardiaco, inoltre può portare al coma e talvolta alla morte.

Tasso-Taxus

Tasso

Il Taxus baccata è una pianta della famiglia delle Conifere coltivata come ornamentale in quasi tutti i giardini.

Tutte le parti della pianta, in particolare le morbide bacche rosse, sono velenose perchè contengono alcaloidi tossici, come la tassina, che se ingerite causano problemi gravi che portano alla morte per paralisi cardiaca o respiratoria.

Il Tasso ha un effetto narcotico e paralizzante anche su molti animali domestici, cani e gatti. Anticamente questa bellissima pianta ornamentale era chiamata: albero della morte.

Ricino-infiorescenze

Ricino

Il Ricino, nome scientifico Ricinus communis, anche se famoso per l’olio utilizzato in campo medico come lassativo, è un arbusto altamente tossico a causa della ricina, una sostanza che si trova nei semi.

L’ingestione da 4- 8 semi può provocare la morte per arresto cardiaco. L’olio di ricino, diversamente dai suoi semi, non è tossico ma oggi giorno non viene più utilizzato come rimedio alla costipazione.

Cicuta

Cicuta

La cicuta, Conium maculatum, è una pianta erbacea diffusa allo stato spontaneo nei terreni incolti. produce fiorellini bianchi e piccoli frutti verdi.

Tutte le parti di questa pianta sono altamente velenose, radici, fusti, foglie e semi. Si riconosce per il suo odore sgradevole, specie quando viene spezzata. La cicuta è famosa per essere stata la pianta con la quale è stato avvelenato Socrate.

Oleandro- Nerium oleander

Oleandro

L’oleandro, Nerium oleander, arbusto coltivato a scopo ornamentale nei giardini, nei parchi pubblici e sulle autostrade, di tutto il territorio italiano è una pianta altamente velenosa anzi una tra le più tossiche.

Foglie, fiori, frutti, corteccia e semi dell’oleandro contengono un potente alcaloide, l’oleandrina, una sostanza chimica che per ingestione oltre a seri disturbi gastrici e nervosi può provocare la morte per arresto cardiaco.

Belladonna-coltivazione

Atropa – Atropa belladonna

La belladonna una pianta spontanea della famiglia delle Solanaceae con foglie e radici ricche di sostanze tossiche ma  pericolosa soprattutto per le sue bacche che se ingerite possono provocare il coma e la morte.

I sintomi d’avvelenamento sono: allucinazioni, aridità della bocca, vomito e prurito diffuso. In caso di ingestione  è necessario l’immediato ricovero ospedaliero.

Ageratina-Eupatorium rugosum

Eupatorium rugosum

Conosciuta comunemente come Ageratina è una pianta erbacea originaria degli Stati Uniti. Presenta steli erbacei eretti verdi – rossastri, alti più di 1 metro. Verso la fine dell’estate produce vistose infiorescenze composte da piccolissimi fiori bianchi.

E’ una pianta spontanea estremamente velenosa a causa di una quantità elevata di una sostanza altamente tossica, presente soprattutto nelle foglie e negli steli.

L’Eupatorium rugosum è velenoso per gli umani e per gli animali. Provoca tremori, crisi cardiaca e può causare la morte.

Brugmansia-Datura

Brugmansia – Datura

Conosciuta come Tromba degli Angeli per l’aspetto dei suoi grandi fiori simili a grosse trombe di colore bianco, giallo o rosa, questa splendida pianta ornamentale coltivata in quasi tutti i giardini è altamente tossica perchè contiene sostanze allucinogene (in particolare scopolamina e atropina),  che causano: sonnolenza, confusione, disorientamento, secchezza della bocca,  dilatazione delle pupille,  visione appannata, allucinazioni
difficoltà di minzione e rash.

Colchico-autunnale

Colchico autunnale

Il colchico, chiamato anche zafferano bastardo o arsenico vegetale è una bulbosa coltivata anche a scopo ornamentale nei giardini e nei vasi. Cresce spontaneo nei boschi, nei castagneti e i suoi fiori  campanulati e violacei vengono confusi con quelli del Crocus sativus o zafferano buono.

E’ assai velenoso e se utilizzato erroneamente per preparare il risotto è mortale e contro le sue tossine mortali non esiste antidoto.

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Fusaggine

E’ conosciuta come berretta del prete per la forma particolare dei suoi frutti di colore rosso-arancio. La Fusaggine è una pianta spontanea altamente velenosa: foglie e soprattutto i frutti contengono alcaloidi che causano vomito e diarrea. I frutti se ingeriti provocano la morte.

Avvertenze: le piante vanno maneggiate sempre utilizzando guanti e occhiali protettivi. In caso di avvelenamento bisogna andare subito in ospedale.

Galleria foto piante velenose

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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