Piante di San Giovanni


Quali sono le erbe di San Giovanni utilizzate come portafortuna a protezione della casa, dei familiari, contro il malocchio, le malelingue e le dicerie ? Come si coltivano? Quando si raccolgono? Come si conservano? Che cos’è l’acqua di San Giovanni, come si prepara e a cosa serve ?

stramonio


Non è vero ma ci credo così come diceva Peppino De Filippo quando portava in scena l’omonima commedia, in ognuno di noi regna un atavico senso di superstizione che vogliamo a tutti costi sconfiggere facendo ricorso a talismani portafortuna o ad amuleti vegetali per scacciare spiriti e proteggere la casa.

Iperico-fioritura

La Natura con le sue erbe spontanee, le piante aromatiche e alcune ornamentali ci offre una vasta gamma di amuleti contro il malocchio, le malattie, le avversità climatiche; erbe che allungano la vita, proteggono i bambini, la casa dagli spiriti maligni, dalla malvagità e dall’invidia, e possono portare soldi e prosperità.


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ortica


Erbe di San Giovanni

Tra le erbe di San Giovanni che i nostri antenati raccoglievano ed usavano come amuleti citiamo:

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la Verbena officinalis una piccola erbacea spontanea simbolo di prosperità e pace che per le sue benefiche proprietà è in grado di curare varie malattie;

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l’iperico una bellissima pianta erbacea che produce numerosi fiori gialli da appendere in piccoli mazzi sulla porta di casa per tenere lontano disgrazie e sventure o da utilizzare per la preparazione di decotti o tisane contro l’insonnia e affezioni di varia natura;

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la ruta graveolens per le sue proprietà curative, usata dagli antichi anche come scaccia diavoli, per la forma a croce delle sue foglie;

Artemisia-pianta-aromatica

l’artemisia contro il malocchio, oggi utilizzata per le proprietà digestive, per preparare farmaci contro la malaria e contro il cancro; gli antichi raccoglievano l’artemisia per proteggersi dai fulmini.

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la menta, pianta erbacea aromatica, è simbolo di lunga vita e di rinnovamento soprattutto se raccolta la mattina presto quando è bagnata dalla rugiada;

salvia
la salvia che con il suo odore pungente tiene lontano le creature malvagie;

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la vinca, chiamata anche “Violetta degli stregoni“, in quanto veniva utilizzata dai maghi per r praticare incantesimi, preparare filtri d’amore ed esorcizzare gli spiriti maligni, se raccolta  nella notte di San Giovanni preserva dalle malattie, protegge dai demoni, dagli attacchi di serpenti e animali feroci, dai veleni, dall’invidia e dalla paura;

mandragora

la mandragora, una pianta velenosa, citata anche nelle opere del Boccaccio e di Shakespeare, con virtù erotizzanti e fecondanti e con facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschio e femmina; le streghe, la usavano per preparare filtri d’amore e potenti sedativi ad effetto narcotico;

Felce-pianta

la felce, simbolo di sapienza e di forza;

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la lavanda, raccolta in piena fioritura, veniva riposta a mazzetti nei cassetti e negli armadi, per profumare e proteggere la biancheria dai parassiti;

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il ribes che produce bacche commestibili di colore rosso chiamate anche bacche di San Giovanni, per gli innamorati è il simbolo della sessualità e degli amori duraturi mentre per i commercianti rappresenta un miglioramento economico;

Rosmarino-fiori

il rosmarino, il Rosmarinus officinalis, appeso alle porte delle case, teneva lontani diavoli e streghe;

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l’aglio, raccolto all’alba, era un potentissimo talismano, contro vampiri, spiriti malvagi e streghe:

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l’erba carlina, che con i suoi numerosi fiori simili a grandi margherite teneva la strega inchiodata alla porta di casa, intenta nella conta dei suoi capolini;

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l’ortica fresca veniva bruciata nei camini per tenere lontano le negatività, le persone sgradite, le malelingue e le dicerie; la radice bollita era usata per assorbire le malattie e l’acqua di cottura dopo aver igienizzato il pavimento veniva buttata in posto lontano dalla casa.

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Quando raccogliere le erbe di San Giovanni

Le erbe di San Giovanni da utilizzare come amuleti vanno raccolte tra la notte del 23 – 24 giugno in occasione della festività del Santo.

Che cos’è l’acqua di San Giovanni

Si tratta di una specie di infuso a freddo di erbe officinali, messe in un bacinella piena d’acqua, che veniva lasciata fuori casa per tutta la notte per preservare tutta la famiglia dal malocchio, dalle fatture e dall’invidia.

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Come preparare l’acqua di San Giovanni

Le erbe o piante di San Giovanni, aromatiche, spontanee o ornamentali, dopo la raccolta effettuata nelle prime ore del mattino,  vanno immerse in acqua ed esposte all’aperto, sotto la luce della luna, durante la notte tra il 23 e il 24 giugno.

Il 24 giugno si utilizza l’acqua di San Giovanni per detergere mani e faccia in segno di rinnovamento e con l’obiettivo di propiziare la fortuna come all’inizio di un nuovo anno.

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Come conservare le erbe di san Giovanni

Per utilizzare un mix di amuleti vegetali basta far essiccare le erbe e conservarle in sacchetti in luoghi della casa e fuori.

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Non è vero ma ci credo ma per maggiore sicurezza estirpate lo stramonio o erba del diavolo che cresce spontanea nel vostro orto o lungo la strada che vi porta a casa!

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Cose da sapere sul giorno di San Giovanni

Sempre tra la notte del 23 -24 giugno raccogliete le noci per preparare il famoso liquore di noci o nocino. Misteriosamente avranno un sapore molto più intenso.

Galleria foto erbe di San Giovanni

LauraB

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