Piante di montagna o bosco pericolose


Amaranto-Amaranthus

Quali sono le piante che si trovano in montagna o nei boschi che sono pericolose, velenose o tossiche per l’uomo e per i cani, gatti e gli altri animali domestici?

bacche-biancospino

Quando si fa una gita o un picnic in montagna o una passeggiata rilassante nel bosco, la natura ci presenta tante piante e fiori colorati, ed alcuni di questi sono eduli, ossia commestibili, o ricercati per le interessanti proprietà fitoterapiche, ma non tutte le piante sono sicure per l’uomo, per i cani, gatti o altri animali domestici: diverse tipologie, specie o parti di piante, possono essere pericolose, tossiche, velenose in tutte le parti o limitatamente a semi, bulbi, piante o fiori.

Ecco perchè prima di raccogliere mazzetti di fiori o a raccogliere bacche colorate credendole commestibili è bene essere sicuri della reale tipologia di pianta con cui si ha a che fare.

Piante velenose di monntagna

Elenco Piante di montagna o di bosco pericolose per l’uomo, cani, gatti ed altri animali domestici

Ranuncoli o anemoni

Sono piante della famiglia delle Ranuncolacee, diffuse allo stato spontaneo nei boschi e in montagna. Vengono coltivati anche a scopo ornamentale nelle aiuole dei giardini e in vaso.

Anemone

Tutte le parti dei ranuncoli sono irritanti e velenose perchè rilasciano una linfa caustica.

Provocano irritazioni della pelle per contatto. Sono velenose per ingestione, sia per l’uomo che per gli animali.

Per ingestione sono altamente velenose e possono causare irritazione locale, problemi respiratori o cardiocircolatori.

Pungitopo-rusco

Pungitopo

E’ una pianta che si trova nel periodo autunno inverno sia in montagna che nei boschi e, se da un lato presenta germogli commestibili dall’altro ha delle bacche rosse che sono velenose e l’ingerimento può provocare nausea, vomito, diarrea, sonnolenza e in rarissimi casi convulsioni.

pianta-agrifoglio

Agrifoglio

Un arbusto decorativo che viene coltivato anche in giardino e in vaso per il suo splendido fogliame decorativo e per la produzione di bacche rosse. I suo rametti non mancano mai in casa durante le feste di Natale. Nel periodo vegetativo produce nuovi rami vigorosi, durante il periodo della fioritura, tra maggio e giugno, piccoli fiori bianchi a cui fanno seguito le bacche che da verdi in piena maturazione virano al rosso scarlatto.

Tutte le parti della pianta sono pericolose: le foglie sono spinose; le bacche sono velenose per l’uomo perchè tra i vari principi attivi hanno un’alta concentrazione di ilicina e saponine sostanze che per ingestione, a piccole dosi causano vomito e forti disturbi gastro-intestinali, mentre a dosi massicce possono provocare la morte. È quasi superfluo ricordare che questa pianta rientra nella lista delle piante pericolose per i bambini perchè che vengono inevitabilmente attirati dal colore rosso vivo e dalla forma sferica delle sue bacche simili a ciliege.

Colchico-autunnale

Colchico

E’ considerato il falso zafferano e non sono rari i casi di avvelenamento anche mortale per ingestione.

Tutte  le parti del colchico sono tossiche per l’uomo e per gli animali domestici, bulbi, foglie e fiori contengono colchicina, un alcaloide altamente tossico per l’uomo e per quasi tutti gli animali.

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Vischio

Mazzetti molto decorativi e ben auguranti entrano nelle case per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Una pianta che vive sugli alberi come emiparassita e che produce bacche sferiche bianche  tossiche per l’alto contenuto di viscumina una sostanza che per ingestione provoca l’agglutinazione dei globuli rossi. Bisogna tenerlo lontano dalla portata dei bambini in quanto l’ingestione di sole 3 piccole bacche richiede il pronto ricovero in ospedale.

I sintomi più frequenti e che si possono manifestare anche dopo molte ore dall’ingestione sono:  sete intensa, vomito, gastroenterite, diarrea, alterazione della vista, bradicardia (rallentamento dei battiti cardiaci), collasso, shock.

stramonio-erba-del-diavolo

Atropa

Pianta annuale che si incontra facilmente nelle radure, lungo le strade di campagna, i sentieri di montagna. Attrae l’attenzione dei bambini per i grandi fiori a tromba di colore bianco e per i suoi vistosi semi spinosi.

Tutte le parti della pianta sono velenose.

I sintomi in caso di sospetto avvelenamento sono: intense irritazioni cutanee; volto e collo arrossati; sete intensa; dilatazione delle pupille; allucinazioni; tachicardia; convulsioni; coma.

Amaryllis belladonna

Inoltre sono potenzialmente mortali se raccolte o ingerite anche in piccola quantità: Belladonna; cicuta maggiore, minore e acquatica;

Aconito

Aconito

Una delle piante della flora italiana più diffusa allo stato selvatico e che facilmente può attirare l’attenzione di grandi e bambini durante una piacevole gita in montagna. Anche se è molto bella e decorativa è anche una delle piante più velenose esistenti, il nome che porta infatti significa pianta velenosa.

Questa pianta anticamente veniva chiamata strozzalupo perchè utilizzata per avvelenare lupi e volpi. Altri nomi comuni della pianta e che alludono alla forma e ala colore  dei fiori sono:  Elmo blu, Cappuccio di monaco o Elmo di Giove o Elmo blu. Si riconosce facilmente per le foglie palmate-partite; per i fiori a elmo o cappuccio di colore blu e per i frutti simili a baccelli di fagiolo contenenti all’interno dei piccoli semi scuri.

Tutte le parti dell’aconito napello sono velenose per la presenza in esse di aconitina considerato il secondo veleno vegetale  più potente al mondo.

Il contatto diretto con la pelle di steli e foglie può provocare fenomeni irritativi molto intensi  che si manifestano a carico della cute con bruciore e prurito.

L’ingestione accidentale di aconito invece provoca disturbi vari molto gravi: formicolio al viso, difficoltà respiratoria, senso di angoscia, perdita di sensibilità, rallentamento del battito cardiaco. disturbi della vista e dell’udito, paralisi dei nervi motori e dei muscoli, contrazione della gola che  può provocare la morte per asfissia.

Sono sufficienti quantità di aconitina anche inferiori a 6 mg per causare la morte di un uomo adulto.

Ageratina-fiori

Ageratina

Il genere comprende diverse specie e la più pericolosa è la Ageratina altissima una pianta arbustiva di montagna pericolosa anche per gli animali da pascolo.

Foglie steli sono velenosi e provocano: tremore, irrigidimento muscolare, depressione, problemi cardiaci.

Actaea-pianta

Actaea

Una pianta arbustiva diffusa nei boschi e che comunemente viene chiamata con il nome di barba in riferimento alla forma dei suoi fiori bianchi. Anche se tossica viene impiegata in soprattutto nel giardinaggio, specialmente nei giardini rocciosi  per l’abbondante fioritura primaverile e per i grappoli colorati dei frutti che si formano in autunno.

Tutta la pianta è tossica specialmente le bacche.

Per ingestione provoca: bruciore alla bocca e alla gola, intensa salivazione, vomito, diarrea, crampi addominali

Amaranto-infiorescenze-fiori

Amaranthus

L’amaranto comune è una pianta arbustiva diffusa allo stato rustico ovunque e soprattutto nelle aree boschive più soleggiate. Produce vistose infiorescenze rosso porpora molto decorative tanto da essere impiegato a scopo ornamentale anche in giardinaggio.

Tutta la pianta è velenosa e per ingestione provoca: problemi respiratori, tremori, debolezza, coma.

Nicotiana-Infiorescenza

Nicotiana

La pianta del tabacco selvatico diffusa in montagna e facile da riconoscere per i suoi fiori gialli.

Le foglie sono velenose e se ingerite provocano:  ansietà, agitazione, depressione, gastroenterite, agitazione, tremori muscolari accompagnanti da atassia, paralisi, dispnea e morte rapida.

Bacche-Sambucus-ebulus

Sambuco – Sambucus

E’ un arbusto alto e largo in pieno sviluppo vegetativo. Produce grandi corimbi di fiori bianchi e profumati a cui seguono bacche nere utilizzate anche per la preparazione di una gradevole marmellata.sambuco

Tutta la pianta è tossica e provoca per ingestione: problemi gastroenterici, nausea, vomito, diarrea.

Eucalipto-foglie lanceolate

Eucalipto – Eucalyptus 

Foglie e  corteccia sono tossiche. Provocano: nausea, vomito, diarrea.

Biancospino

Biancospino

Il biancospino (Crataegus oxyacantha) è un arbusto spinoso perenne della famiglia delle Rosaceae, molto molto comune nelle zone temperate dell’emisfero nord, specialmente nei terreni incolti al limitare dei boschi. Ha foglie verdi di forma romboidale ed incise profondamente.I fiori bianco-rosati  sbocciano in maggio e sono raggruppati in grandi corimbi Ai fiori succedono i frutti piccole drupe ovali che a maturazione completa sono di colore rosso vivo.

Le drupe e i boccioli sono tossici e se ingeriti causano disfunzioni cardiache.

Cicuta

Cicuta maculata

Il Conium maculatum è una pianta erbacea diffusa allo stato rustico nei boschi, sulle montagne e anche nei campi incolti o negli orti.

Tutta la pianta è velenosa specie le radici. Se ingerita accidentalmente provoca:
ipersalivazione, difficoltà respiratorie, convulsioni violente, collasso, coma, la morte può avvenire anche solo dopo pochi minuti dall’ingestione.

Fitolacca americana-rami

Fitolacca

La Fitolacca, una pianta selvatica diffusa lungo i sentieri montani, collinari e talvolta coltivata anche a scopo ornamentale nei giardini di campagna. Produce grappoli di fiori bianchi da luglio a ottobre a sostituiti bacche che in piena maturazione sono nere e lucide ma velenose.

Tutte le parti della pianta, radici, foglie e specialmente le bacche sono velenose per gli animali, soprattutto cani e gatti, e l’uomo.

L’ingestione specialmente delle bacche provoca avvelenamenti che si manifestano con sudorazione, bruciore alla bocca e alla gola, vomito, disturbi gastrointestinali grave, diarrea emorragica, offuscamento della vista e svenimenti. 10 bacche, nel caso di bambini, possono provocare coma, paralisi respiratoria e la morte.

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Fusaggine

Una pianta conosciuta comunemente come berretta del prete in riferimento alla forma dei suoi frutti. I semi di questa pianta sono molto tossici.

I sintomi dell’intossicazione per ingestione, si manifestano con vomito, disturbi gastrointestinali, diarrea accompagnati, nei casi gravi, da febbre, allucinazioni, convulsioni e coma.

Nei casi gravi  gastroenterite, vomito anche persistente, diarrea acquosa. I sintomi da intossicazione possono presentarsi anche dopo 12 ore dall’ingestione di parti della pianta.

Conclusioni e consigli

Quando si va per boschi e montagne con i bambini bisogna raccomandare loro di non toccare le piante e soprattutto di non raccogliere i fiori e le bacche.

Galleria foto piante velenose di montagna

CasaeGiardino
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