Cucunci e capperi, conoscete la differenza?


Lo sapevate che il cappero, in fondo, non è un frutto ma semplicemente il fiore non ancora sbocciato e che il frutto prodotto dalla pianta si chiama cucuncio? Scopriamolo insieme in questa guida interessante e gustosa!

Capers


Dall’ampia corolla dal colore bianco candido alle sfumature rosa violacee il fiore del cappero è una meraviglia per gli occhi e per l’olfatto. Oltre ad essere un bellissimo fiore contiene un frutto buono e gustoso dall’enorme versatilità in cucina e dalle spiccate proprietà nutrizionali. La patria di questa coltivazione è senza dubbio la calda Sicilia, dove si possono ammirare distese di coltivazione di capperi illuminate dal sole caldo della bella isola.

La sua diffusione è ampia soprattutto negli isolotti circostanti, dove la natura incontaminata offre paesaggi unici e prodotti di una terra gioiosa e autentica. L’offerta gastronomica è immensa e diversificata, ma se c’è una costante nelle tante preparazioni isolane è proprio il cappero che viene presentato insieme al suo insolito frutto che non tutti conoscono, il cucuncio.


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Lo sapevate che il cappero, in fondo, non è un frutto ma semplicemente il bocciolo del fiore non ancora sbocciato e che il frutto prodotto dalla pianta si chiama cucuncio? Mettetevi comodi e dedicate qualche minuto del vostro tempo alla lettura di questa guida interessante e gustosa alla scoperta di un prodotto meraviglioso!

Cappero

Storia e origini

La pianta del cappero cresce e prolifera come un piccolo arbusto ramificato ed è originaria dell’Asia minore oltre ad essersi estesa successivamente dal Giappone fino all’Europa. Importata nell’area mediterranea qui ha ben attecchito prediligendo le coste soleggiate e le temperature alte. Coltivata nelle aree più assolate d’Italia come Liguria, Puglia, Campania e nella zona insulare, più precisamente in Sicilia, è frequente vedere questo arbusto crescere in modo selvaggio soprattutto nelle straordinarie ed incontaminate Isole Eolie.
Qui il vigore e la vitalità del suolo vulcanico abbinato alle condizioni climatiche favorevoli garantisce una produzione costante e prolifica di questa pianta dalle straordinarie proprietà organolettiche. Una delle zone più famose dove il cappero viene coltivato e da cui si ricorda il famoso nome è l’isola di Pantelleria dove si è riusciti ad ottenere la denominazione IGP di questo prodotto unico al mondo dalle spiccate note aromatiche e dal forte sapore sapido e intenso.
Anche qui la presenza di un terreno di origine vulcanica e un clima caldo e ventoso hanno ben giovato alle piante di cappero prevedendone così una larga diffusione. Prodotto principe della gastronomia isolana ed insulare i capperi vengono adoperati in cucina in svariati modi, dal dolce al salato, in pezzi o paté è addirittura destinato per uso estetico per la preparazione di creme ed essenze dalle note intense e audaci.
capperi

Capperi e cucunci: conosciamo le differenze

Il cucuncio non è altro che il frutto della pianta del cappero e anche se il largo uso di quest’ultimo che se n’è fatto nel tempo ci ha fatto pensare che il cappero fosse un frutto, l’idea è totalmente sbagliata. Il cappero non è altro che lo straordinario fiore di una pianta bella e profumosa il cui frutto, turgido e succoso è spesso a noi sconosciuto.
L’immensa forza e varietà della natura fa sì che all’apertura del fiore del cappero e con l’inizio della fruttificazione avvenga la produzione del cucuncio che si differenzia dal cappero per forma, gusto e consistenza. Il cappero, chiaramente di dimensioni più piccole gode di una forma tondeggiante mentre il cucuncio (spesso definito cappero gigante) ha una forma più affusolata, un lungo picciolo all’estremità e caratterizzato da una consistenza turgida e carnosa i cui semi custoditi all’interno si rivelano essere teneri e digeribili.
cucunci

Capperi: proprietà nutrizionali

I capperi come i cucunci contengono betacarotene e flavonoidi dalla forte azione antiossidante e caratterizzati da un apporto calorico molto basso, contengono infatti circa 23 calorie per 100 grammi di prodotto. Producono naturalmente effetti benefici sul metabolismo e contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo con un’evidente azione antinfiammatoria e altamente protettiva a carico dell’apparato circolatorio.

Mixed capers in jar and bowl on dark kitchen table.

Capperi e rimedi naturali

Con l’arrivo della primavera e della bella stagione per chi soffre di allergie o riniti allergiche è uno dei peggiori periodi dell’anno. Spesso si ricorre a farmaci da banco nei casi più lievi o a vere e proprie cure antistaminiche per contrastare i segni più intensi di fastidiosi pruriti e irritazioni delle vie respiratorie. Per fortuna i rimedi naturali non mancano mai e spesso si può ricorrere alla fitoterapia per evitare di assumere troppi farmaci con ripercussioni anche importanti sullo stato di salute.

Nell’ambito dei fenomeni di sensibilità ed allergie i fiori del cappero ricoprono un ruolo importante donando un valido supporto ed un’ottima alternativa all’ingente somministrazione di farmaci. Il cappero contiene naturalmente un’alta percentuale di flavonidi, tra cui la quercitina e il kampferolo che in unione ai già potenti antiossidanti ricoprono un ruolo fondamentale soprattutto nella cura delle allergie.


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Studi fitoterapici confermano che gli estratti secchi del cappero sono dei veri e propri antistaminici naturali. L’assunzione costante di oli e opercoli di questo estratto sono capaci di aumentare le difese organiche e contribuire così alla diminuzione dei sintomi più importanti di allergie o riniti causate da polvere e pollini.

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Cucunci e capperi foto e immagini

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