Cavolo nero – Cavolo toscano
Il cavolo nero conosciutissimo come cavolo toscano è un ortaggio apprezzato per il suo sapore e per le sue innumerevoli proprietà salutari,viene coltivato in piena terra e anche come pianta ornamentale commestibile in capienti vasi o fioriere su balconi e terrazze.
- Caratteristiche generali del cavolo nero o cavolo toscano
- Coltivazione del cavolo nero o cavolo toscano
- Esposizione
- Terreno
- Annaffiature
- Concimazione
- Coltivazione in vaso del cavolo nero
- Moltiplicazione del cavolo nero o cavolo toscano
- Semina
- Trapianto
- Raccolta
- Parassiti e malattie del cavolo nero
- Cure e trattamenti
- Rotazione e consociazione
- Usi e conservazione
- Proprietà e benefici del cavolo nero o toscano
- Calorie del Cavolo nero
- Curiosità
- Galleria foto Cavoli
Caratteristiche generali del cavolo nero o cavolo toscano
Il cavolo nero, Brassica oleracea acephala, come tante altre varietà di cavoli appartiene alla famiglia delle Brassicaceae e viene coltivato in molti paesi dell’America del Nord e del Sud, in Africa, Asia, Europa e in Italia per l’alto valore nutritivo delle sue foglie bollose.
Si tratta di un ortaggio a foglia dotato di una robusta radice rizomatosa-fascicolata dalla quale si genera un fusto eretto che può raggiungere anche 1 metro di altezza.
La vera particolarità di questo benefico cavolo sono le sue lunghe foglie bollose a sviluppo verticale che restano tali fino alla raccolta.
Le foglie dalla forma oblunga e lunghe circa 30 -40 cm sono prive di peduncolo e sono attaccate ai fusti tramite la loro vistosa nervatura principale di colore biancastro e tante nervature capillari che intersecandosi fra loro rendono le lamine fogliari bollose. Le foglie sono sono di colore verde scuro quasi nerastro e ricoperte da un sottile strato di pruina.
I fiori del cavolo nero sono commestibili e sono riunite in infiorescenze a racemo che si sviluppano alla base delle ascelle fogliari e da verdi nel periodo autunno-inverno assumono un bellissimo colore giallo senape con i primi tepori primaverili.
I frutti sono silique, dei piccoli baccelli verdastri contenenti numerosi semi che vanno lasciati maturare direttamente sulle piante.
I semi sono piccoli, rotondi e di colore nerastro e molto fertili. Si raccolgono quando le silique sono di colore bruno. Si mettono ad essiccare su un telo e i semi prodotti si conservano in un vasetto di vetro scuro con tappo a vite fino al momento della semina. I semi ben conservati sono vitali per quattro-cinque anni.
Coltivazione del cavolo nero o cavolo toscano
Esposizione
E’ una pianta erbacea che vegeta nel periodo autunno-invernale e si sviluppa vigorosamente dopo un periodo di freddo intenso o di gelate. Va comunque esposto in zone soleggiate e al riparo dal vento.
Terreno
E’ un ortaggio a foglia che pur adattandosi senza alcun problema a qualsiasi tipo di terreno per produrre foglie in abbondanza predilige un terreno a medio impasto con valori di pH tra 5,5 e 6,8. Un terreno troppo sabbioso o argilloso e valori di pH diversi compromettono la produzione e le caratteristiche organolettiche delle foglie.
Annaffiature
Il cavolo nero necessita di regolari apporti di acqua nelle prime fasi di crescita, al momento dell’impianto per favorire l’attecchimento delle radici e soprattutto in estate e nei periodi di prolungata siccità. Le irrigazioni vanno diradate o sospese del tutto nelle con autunno e inverno piovosi.
Concimazione
Questo ortaggio a foglia non richiede terreni ricchi di sostanza organica nel periodo che precede la semina mentre nella fase di crescita necessita di concimazioni di copertura a base di nitrato ammonico granulare da somministrare ogni 15 giorni per tre mesi consecutivi. Il fertilizzante favorisce la crescita di piante forti e robuste e aiuta a produrre foglie sane e dolci.
Coltivazione in vaso del cavolo nero
Il cavolo nero può essere facilmente coltivato in vaso sia per la raccolta delle foglie sia come pianta ornamentale visto il suo elegante portamento.
- Occorre un vaso abbastanza capiente largo e profondo non meno di 30 cm per una sola pianta o una fioriera lunga almeno 1 metro per 3 piante.
- Sul fondo del contenitore, per favorire il drenaggio dell’acqua, si mettono 2 cm di argilla espansa.
- Si riempie il vaso fino a 5 cm dal bordo con comune terriccio mescolato con una parte di sabbia.
- Si invasano le piante di cavolo nero fino al colletto. Si fa aderire il terreno intorno compattandolo con le mani.
- Infine si innaffia con moderazione nelle prima fasi della crescita per favorire l’attecchimento delle radici.Successivamente le annaffiature vanno diradate e sospese del tutto almeno 1 mese prima della raccolta delle foglie. Se viene coltivato come pianta ornamentale saltuariamente e solo se il terreno è asciutto o arido fornire un po’ di acqua.
Moltiplicazione del cavolo nero o cavolo toscano
E’ un ortaggio che si riproduce facilmente grazie ai suoi semi fertili.
Semina
La semina si effettua quasi tutto l’arco dell’anno anche se il periodo migliore va da giugno alla metà di agosto o in semenzaio o direttamente in pieno campo.
Il metodo migliore per seminare è quello nei contenitori alveolati riempiti con del terriccio per semine ponendo poi un paio di semi per alveolo, avendo cura in seguito di togliere la pianta meno sviluppata.
La semina direttamente a dimora si effettua in un terreno ben lavorato, soffice e ben drenato.
I semi di cavolo nero o toscano si interrano a poco più di 1 cm di profondità e a 8 cm di distanza gli uni dagli altri.
A germinazione avvenuta, quando le nuove piantine avranno almeno 4 foglie ben sviluppate, potranno essere diradate eliminando quelle più fragili e trapiantando in vaso o in un’altra zona quelli più vigorose.
Trapianto
L’operazione del trapianto si compie in genere dopo circa 30-40 giorni, quando le piante hanno sviluppato almeno 4 o 5 foglie. Le distanze migliori per la messa a dimora sono 70-80 cm tra le file e 50-60 cm sulla fila.
Nel giro di 1-2 mesi le piante saranno mature e le foglie pronte per essere raccolte.
Le piante vanno interrate fino all’altezza del colletto in buche profonde poco più del pane di terra che avvolge le loro radici e distanti tra loro circa 40 centimetri.
Raccolta
Si effettua da ottobre fino ad aprile, generalmente dopo circa 2 -3 mesi dalla semina. Le foglie recise con un coltello ben affilato, vanno raccolte man mano che crescono e solo quando le piante hanno superato i 20 cm di altezza.
Se si raccoglie l’intera pianta, lo stelo va tagliato a pochi cm dal terreno e per un nuovo raccolto bisogna aspettare la produzione di nuove foglie. Le foglie del cavolo nero raccolte in ritardo diventano più coriacee e assumono un sapore amarognolo.
Parassiti e malattie del cavolo nero
Si tratta di una pianta che vegeta in inverno e pertanto difficilmente è attaccata dai comuni parassiti. Raramente viene attaccata dai bruchi della di cavolaia che rovinano vistosamente le foglie con il loro potente apparato masticatorio. Nemici delle foglie del cavolo nero sono anche le lumache e alcuni vermi terricoli. Tra le malattie fungine teme il marciume delle radici se il terreno di coltivazione non è ben drenato.
Cure e trattamenti
Per ottenere raccolti abbondanti di cavolo nero è bene tenere pulito il terreno sottostante dalle erbe infestanti soprattutto nella fase di crescita. Successivamente tale operazione non è più richiesta in quanto le erbacce trovandosi all’ombra delle foglie dei cavoli non riescono a prendere il sopravvento e quindi seccano.. Eventuali bruchi possono esseri eliminati manualmente o facendo ricorso a metodi biologici mediante l’utilizzo di antagonisti come il Bacillus thuringiensis var. kurstaki e le lumache possono essere tenute a distanza con la polvere del camino o trappole biologiche.
Rotazione e consociazione
Il cavolo nero può essere coltivato nello stesso terreno non prima di 2 anni e sempre in appezzamenti in cui non sono presenti altre varietà di Brassicaceae o Crucifere, fagioli, fragole o piante di pomodori.
Le uniche consociazioni permesse sono quelle con ortaggi a precoce sviluppo e a rapida crescita.
Usi e conservazione
Il cavolo nero può essere consumato crudo nelle insalate miste, cotto al forno come le patatine fritte, cotto al vapore, brasato, bollito, saltato in padella o fritto e come ingrediente di minestre e zuppe e la nota ribollita toscana. Ottimo anche il succo centrifugato di foglie fresche utile per facilitare la digestione, come depurativo naturale.
Le foglie del cavolo nero si possono conservare per circa tre settimane in frigorifero.
Proprietà e benefici del cavolo nero o toscano
Anche questa varietà di cavolo a foglia è ricchissimo di sostanze antiossidanti, sali minerali e vitamine, in particolare la C e fibre e pertanto possiede numerose proprietà benefiche per la nostra salute.
E’ un vaccino migliore vaccino naturale contro forme influenzali, raffreddore, tosse e dolori articolari e da sempre viene utilizzato dalla medicina popolare o tradizionale per curare distorsioni, edemi o tumefazioni e infiammazioni osteoarticolari.
Recenti studi e recenti dati sperimentali confermano che il cavolo nero è anticancro e che il suo consumo regolare aiuta a prevenire il cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alle vie urinarie ( vescica). E’ utile per combattere l’invecchiamento delle cellule, risulta efficace anche nel contrastare la gastrite, l’ulcera e la stitichezza.
Calorie del Cavolo nero
Per il suo basso apporto calorico, circa 30 Calorie per 100 grammi, è consigliato nelle diete dimagranti.
Curiosità
Il cavolo nero è uno degli ortaggi simbolo della tradizione culinaria e ortiva della Toscana e infatti non a caso la sua coltivazione risale a circa 3000 anni fa.
Questa varietà è noto anche con altri nomi volgari: cavolo da foglia, cavolo a penna o cavolo palmizio tutti riferiti alla particolare forma e disposizione delle foglie.










