Cachi: un alleato per il sistema immunitario


Originaria della lontana Cina la pianta del caco giunge in Europa solo nel XVIII secolo. Succosi e golosi da mordere, la bontà dei cachi risiede soprattutto nella morbida polpa. Dalla consistenza compatta e gelatinosa, questo frutto succulento si lascia gustare in tutta la sua cremosità che lo distingue dagli altri per le sue spiccate note dolciastre e piacevoli al palato.


Cachi

Sono frutti che vengono raccolti solitamente ancora acerbi, e parimenti ad altri frutti come i kiwi, vengono fatti maturare successivamente in appositi contenitori. La morbidezza della polpa li rende perfetti nella preparazione di confetture e gelatine di frutta, da gustare al cucchiaio come crema o per decorare gustosi dessert dal sapore autunnale.

Se volete gustarli, invece, in tutta la loro bontà naturale si suggerisce di tagliarli a metà e con l’aiuto di uno cucchiaio scavare la polpa così da gustarlo in maniera genuina e naturale senza ulteriori aggiunte.

Kaki


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Storia e origini

La pianta del caco è originaria delle calde terre del Sol Levante dov’era già ben noto intorno all’anno 1000 nella Cina imperiale. Nella tradizione orientale è tutt’oggi considerato l’albero dalle sette virtù grazie alla sua longevità e alla sua corteccia forte e inattaccabile. In seguito all’esportazione nel vecchio continente gli fu attribuito l’epiteto dimela d’Oriente” come anche “Loto del Giappone” e spicca tra gli altri frutti invernali per il suo sapore zuccherino ed un colore arancio acceso che lo collocherebbe di diritto tra i freschi e luminosi frutti estivi pur essendo una tipicità dei mesi più freddi.

Avvolto da una buccia talvolta sottile, altre volte più spessa in base alla qualità coltivata racchiude una polpa morbida e succosa che gli ha conferito il nobile nome di “pane degli dei”. La pianta si presenta dalle grandi dimensioni, foglie larghe giallo rossastre riprendono in pieno i colori tenui e avvolgenti tipici dell’autunno e la corteccia spessa e dal colore scuro è perfetta per alimentare i fuochi del camino per riscaldare il freddo inverno.

Cachi

La sua coltivazione si estese in breve tempo dalla Cina al Giappone dove trovò terreno fertile per una produzione intensiva fino a giungere in Europa verso la fine del 1700 e utilizzato inizialmente come pianta puramente ornamentale per poi essere destinata al consumo alimentare solo dopo il 1800. La pianta del cachi ha attecchito benissimo anche in Italia già a partire dal 1800 e tutt’oggi la sua produzione è prolifica nelle terre di Calabria e della vicina Campania dove è possibile trovare curiose varietà di questo frutto dolcissimo e dalle spiccate proprietà benefiche.


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Cachi

Proprietà e benefici del cachi

Frutti invernali dalle innate proprietà energetiche vengono consumati nei mesi più freddi e sono ricchi di acqua oltre che di una discreta componente zuccherina che rende la polpa molto dolciastra al morso. I cachi vanno consumati ben maturi, così da ottimizzare le difese e preservare il corretto funzionamento del sistema immunitario.

La loro polpa morbida e succosa è ricca di principi importanti e costituisce un valido apporto di Vitamina A e C, fanno bene al fegato e svolgono un’ottima azione anti-influenzale per contrastare i malanni di stagione e stati frequenti di raffreddamento. Poco indicato per chi soffre di diabete a causa dell’alto tasso di zucchero contenuto nelle fibre, si rivela essere un ottimo alleato per chi soffre di stipsi e intestino pigro.

Il suo colore arancione brillante lo consacra come uno dei frutti più ricchi di betacarotene in grado di apportare all’organismo una buona dose di antiossidanti per un’azione preventiva nei confronti di molte patologie tumorali. Notoriamente molto calorico, oltre ad essere sconsigliato in caso di diabete non è indicato per chi soffre di obesità o problemi di sovrappeso legati a disfunzioni di varia natura o metabolismo lento.

Cachi

Varietà di cachi

I cachi possono essere di diverse varietà, in Italia non ne esistono moltissime è quello più noto è il cosiddetto “Loto di Romagna“. Questa tipicità è facilmente riconoscibile dalla forma tondeggiante e la buccia di colore giallo-arancio. Rispetto al cachi tradizionale la polpa si presenta più dura e facile al taglio e si produce maggiormente nelle zone del Riminese e tra le località romagnole di Cesena e Forlì.

Nelle aree più soleggiate del Sud Italia, invece, si coltiva in immense distese la varietà di cachi denominata “Vaniglia della Campania” dalla forma tonda e schiacciata alle estremità e la buccia tipicamente rosso arancio intenso, la cui polpa si presenta estremamente morbida e dallo spiccato sapore più zuccherino.

Nell’area flegrea il cachi viene coltivato intensamente e il suo nome assume valori diversi in base alle zone di coltivazione, notevolmente influenzato dai dialetti locali. Dal nome botanico “cachi”, si passa ad alterazioni e variazioni vernacolari come “cachisso” o “cachino” fino a giungere ad una vera e propria definizione di varietà tipica locale campana che è “legnasanta“.

Cachi

Conservazione dei cachi

I cachi sono frutti che vengono raccolti ancora acerbi e la maturazione avviene in appositi contenitori e vanno gustati teneri al tatto e dalla polpa morbida e succosa al palato. In base alla varietà scelta, possono essere conservati in cesti di vimini al riparo da fonti di calore e coperti da un telo per 2 giorni. Se invece preferite gustarli freschi e al momento dell’acquisto sono già morbidi a sufficienza è consigliabile conservarli in frigorifero per un massimo di 3 giorni.
Cachi

Cachi: un alleato per il sistema immunitario foto e immagini

Raffaella Gambardella
  • Scrittore e Blogger

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