Ombelico di Venere – Umbilicus rupestris


Umbilicus rupestris -coltivazione

L’ombelico di Venere è una pianta spontanea officinale e commestibile utilizzata anche come tappezzante ornamentale nei giardini rocciosi o ghiaiosi.


Caratteristiche generali Umbilicus rupestris – Ombelico di Venere

L’ombelico di venere, nome scientifico Umbilicus rupestris, è una pianta perenne  appartenente alla famiglia delle Crassulaceae. E’ originaria dell’Europa occidentale ed è diffusa  allo stato rustico nelle zone a clima temperato su pareti, crepe dei muri e tra le fessure umide delle rocce. In Italia cresce un po’ ovunque, nelle zone collinari e montane fino 1000 metri di quota.

L’Umbilicus rupestri è è una pianta erbacea succulenta e perenne di piccole dimensioni, generalmente non supera i 50 cm di altezza.

Ombelico-di-Venere-Umbilicus rupestris

E’ una pianta geofita che persiste allo stato dormiente anche durante il periodo invernale. Presenta una radice rizomatosa- tuberosa di colore biancastro. In primavera, quando si risveglia dal riposo vegetativo, produce un fusto eretto e cilindrico ricoperto da foglie carnose.

Le foglie sono alterne e intere. Quelle basali sono disposte a formare una folta rosetta radente al suolo e sono dotate di un picciolo molto lungo inserito al centro della lamina fogliare mentre quelle cauline sono alterne e opposte. La pagina fogliare, tondeggiante, incavata al centro e a margini lievemente dentati, sembra un ombelico e a tale motivo si deve il nome comune della pianta. Le foglie dell’ombelico di Venere sono simili a quelle della Pilea peperomioides o pianta delle monete cinesi.

Ombelico di Vener-fiori

I fiori, riuniti in vistose infiorescenze a racemo portate da lunghi steli di colore rossastro, sono penduli e hanno la corolla tubulare-campanulata e petali lobati ovali giallo-verdastri o bianco-rosati. Dal tubulo della corolla sporgono 10 lunghi stami. Ciascun fiore è sorretto da un calice a 5 sepali ovati e verdi, saldati alla base. I fiori vengono impollinati dalle api e da altri insetti pronubi.

Il frutto, simile a quello dell’Aquilegia, è un polifollicolo o folliceto ovvero un frutto che a maturazione si apre lungo la linea di sutura delle foglie carpellari (foglie riproduttive).

I semi, contenuti nel folliceto, sono piccoli, scuri e fertili. Si autoseminano dando vita a nuove piantine.

Fioritura

L’ombelico di Venere fiorisce in primavera, da marzo a maggio.

Ombelico di Venere-Crassulacea

Coltivazione Umbilicus rupestris – Ombelico di Venere

Questa piccola pianta spontanea viene coltivata anche come ornamentale in piena terra e in vaso

Esposizione

E’ una pianta che va coltivata in luoghi umidi e parzialmente ombreggiati. Non tollera il vento, l’aria secca e il caldo estivo. Resiste al freddo e anche se alle temperature inferiori ai -20° C  la parte aerea secca  completamente, nella primavera successiva il rizoma ricaccerà nuove foglie e nuovi fiori.

Terreno

Ama il terreno terreno sciolto, pietroso. Il substrato ottimale è quello dei giardini rocciosi, con pietre prevalentemente arenarie, ricco di sostanza organica e discretamente drenato. Nei terreni compatti la radice soffoca e viene attaccata dalla muffa.

Annaffiature

E’ una pianta che ama il terreno umido e anche se  si accontenta delle piogge e dell’umidità dell’ambiente, va regolarmente annaffiata durante l’estate. Se coltivata in vaso le annaffiature vanno fatte con moderazione solo nel periodo vegetativo della pianta.

Concimazione

Non ha bisogno di essere concimata ma un apporto di fertilizzante liquido povero in azoto e più ricco di fosforo e potassio stimolerà la pianta a produrre nuovi getti floreali.

Umbilicus-rupestris

Ombelico di Venere: coltivazione in vaso

si coltiva in vasi larghi e poco profondi contenenti una parte di terra mischiata a fogliame, torba e sabbia. Quando si invasano le piantine, il terreno non va pressata eccessivamente, per mantenere un buon livello di drenaggio. Se il terreno non drena bene l’acqua, la pianta marcisce e muore. Le annaffiature vanno praticate in modo moderato facendo attenzione che non diventi arido.

Rinvaso

Si effettua in primavera quando la pianta ha occupato tutto lo spazio disponibile facendo attenzione anon rovinare le radici.

Moltiplicazione Umbilicus – Ombelico di Venere

In natura la pianta si autosemina e quindi può essere moltiplicata per seme oppure propagata per via agamica  per divisione dei cespi.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua utilizzando i semi raccolti dai folliceti. In primavera, si stratificano i semi su un substrato specifico mantenuto sempre umido fino alla comparsa dei germogli. I semi di solito germogliano solo se le condizioni ambientali sono quelle del loro habitat naturale.

Propagazione per divisione dei cespi

Questo metodo di moltiplicazione va fatto solo su piante di più di 3 anni di vita che hanno rizomi carnosi e sani. Con molta delicatezza si scopre il rizoma dal terreno che lo ricopre e si asporta una porzione periferica di peduncolo sotterraneo e la si impianta al momento stesso riservandole le stesse cure della pianta madre.

Impianto o messa a dimora

Le piantine di Umbilicus rupestris si mettono a dimora in primavera o in autunno.

Umbilicus rupestris foglie

Parassiti e malattie Umbilicus rupestris

E’ una pianta resistente all’attacco degli afidi e raramente viene attaccata dalle cocciniglie. Soffre il marciume delle radici a causa dei ristagni idrici nel terreno.

Cure e trattamenti

Va liberata dalle erbe infestanti che ne limitano lo sviluppo e la crescita. Non necessita di trattamenti antiparassitari.

Usi Ombelico di Venere

L’ombelico di Venere è una pianta perenne utilizzata nei giardini rustici e rocciosi, sui muri di recinzione come pianta ornamentale tappezzante. E’ perfetta anche per i bordi ombreggiati e per abbellire le siepi

Usi in cucina

Le foglie della piantina dell’ombelico di Venere sono ricche di sali minerali, ferro e tannini, hanno un sapore fresco e delicato e vengono spesso utilizzate in cucina per arricchire insalate miste. Si usano le foglie tenere prodotte in primavera con tutto il peduncolo.

Usi in cosmesi

Il settore cosmetologico sfrutta i principi attivi e le proprietà emollienti, detergenti, diuretiche, rinfrescanti, della pianta per la preparazione di creme, tonici e detergenti per l’igiene e le impurità della  pelle. Un impacco di foglie fresche, sminuzzate e stese sulla pelle del viso, fa scomparire i i punti neri.

Usi in medicina

Nella medicina popolare le infiorescenze e le foglie vengono utilizzate come rimedio per diverse condizioni di infiammazione delle vie respiratorie compresa l’asma bronchiale, bronchite acuta e cronica, e la pertosse.
Il succo è molto efficace per i problemi di stomaco, infiammazioni del fegato, dei reni e della ritenzioni idrica. Gli impacchi fatti con il succo delle foglie, guariscono i brufoli, herpes com il fuoco di Sant’Antonio ed altre affezioni della pelle. Applicazioni locali di pomate e unguenti calmano il dolore provocato dalle emorroidi e dai calli; sono efficaci nel dare sollievo anche ai dolori della gotta, della sciatica; guariscono i geloni; favoriscono la cicatrizzazione delle ferite.

Linguaggio dei fiori e delle piante

Nel linguaggio dei fiori la pianta di Umbilicus rupestris simboleggia la solitudine e la difficoltà a interagire con gli altri e per il suo umile portamento è considerata anche la pianta della trasparenza.

Curiosità

Il nome del genere “Umbilicus” deriva dal latino “umbilicus”, “ombelico, fossetta” e si riferisce alla forma tondeggiante delle foglie, che hanno una depressione al centro. L’epiteto specifico   “rupestris” deriva da” rupes”, che significa “parete rocciosa” fa invece riferimento al suo habitat rupestre. perché vegeta sulle rupi e sulle rocce.

L’ombelico di Venere è conosciuta anche con altri nomi comuni: Scodelline, Scudellina Cappellini, Concanetti, Coperchiole, Erba dei calli. In Sardegna questa pianta è chiamata bacioccu.

Galleria foto Ombelico di Venere – Umbilicus rupestris

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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