Mirra – Commiphora myrrha


Commiphora-Mirra


La Commiphora myrrha è una pianta esotica conosciuta in tutto il mondo per la produzione della mirra, una resina aromatica che viene largamente utilizzata in vari ambiti commerciali.


Caratteristiche generali della Mirra  – Commiphora myrrha

La Mirra, nome scientifico Commiphora myrrha, è una pianta arborea-arbustiva che appartiene al genere Commiphora della famiglia delle Burseraceae.

Esistono circa cinquanta specie di Commiphora ma la più usata per la produzione della mirra è la Commiphora myrrha un arbusto che cresce allo stato selvatico ad un’altitudine compresa tra circa 250 e 1.300 metri nelle zone semidesertiche calde ed asciutte dell’Africa, Arabia, Pakistan e anche in molte zone dell’India.


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E’ conosciuta in tutto il mondo per la commercializzazione della sua resina aromatica estratta dalla corteccia. Alle nostre latitudini la pianta viene coltivata come ornamentale e anche come bonsai.

La Commiphora myrrha in pieno sviluppo vegetativo raggiunge i 4 metri di altezza. E’ una pianta molto longeva.

La pianta ha un tronco spesso, legnoso con corteccia nodosa, fessurata di colore grigio-argenteo. Talvolta alla base del tronco si forma un largo caudex, che con la sua riserva d’acqua consente la sopravvivenza della pianta nei periodi di gran caldo e di prolungata siccità.

I rami sono contorti e provvisti di lunghe spine acuminate. La chioma è espansa in modo irregolare.

Le foglie, riunite sui rami in ciuffi di 3-4, sono caduche, piccole, coriacee e di colore verde intenso. Sono brevemente peduncolate e con forma tondeggiante – lobata. La pagina fogliare è liscia e il margine è orlato.

Alla fine della stagione piovosa, l’albero delle Mirra si copre di fiori aranciati riuniti in infiorescenze a pannocchie.

I frutti, prodotti dalla maturazione dei fiori, sono bacche rosse molto decorative.

Sempre alla fine dell’estate dalle spaccature della corteccia fuoriesce un essudato resinoso prodotto dalle cellule del parenchima vegetale, la mirra.

La mirra fresca che cola dalle fessure della corteccia ha un odore balsamico dolce con toni speziati, un sapore amaro e aspro colore giallo-aranciato mentre quella essiccata è di colore grigiastro o bruno-giallastro.


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Coltivazione della Mirra – Commiphora myrrha

Esposizione

E’ una pianta che anche se non disdegna la mezzombra predilige l’esposizione al pieno sole e al riparo dei venti. Ama il clima caldo ed asciutto. Non tollera il freddo e non sopravvive a temperature al di sotto dei 6-8°C.

Terreno

E’ una pianta che cresce nei luoghi semidesertici pertanto necessita di un terreno di coltivazione  leggero, molto drenante e mediamente fertile. Il substrato ottimale è un miscuglio di torba e sabbia grossolana.

Annaffiature

L’esemplare giovane e impiantato da poco tempo va regolarmente annaffiato durante la stagione vegetativa, ma solo quando il terreno è completamente asciutto. Le irrigazioni vanno gradualmente diminuite nella stagione autunnale e interrotte del tutto nei mesi invernali.

Concimazione

Il terreno di coltivazione dell’esemplare giovane di Mirra giovane e specialmente di quello allevato a bonsai va arricchito durante il periodo vegetativo con un concime liquido specifico composto dai tre elementi fondamentali, azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), ogni elemento con finalità diverse. L’azoto per favorire la crescita di foglie e steli, il Fosforo per un sano sviluppo delle radici e il Potassio per produzione dei fiori e dei frutti. Si può utilizzare un concime liquido opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature.

Mirra-bonsai

Mirra: coltivazione in vaso

Per la coltivazione in vaso si sceglie la Commiphora wildii la specie più adatta ad essere allevata a bonsai. E’ una una graziosa ma spinosa pianta aromatica che va coltivata al pieno sole in una zona riparata dalle escursioni termiche. Va annaffiata quando il terreno è asciutto e concimata per tutto il ciclo vegetativo.

Rinvaso

Si effettua generalmente quando lo spazio a disposizione è insufficiente. Si utilizza nuovo substrato molto leggero e mediamente fertile.

Moltiplicazione della Mirra

La pianta si riproduce per seme. Per per via agamica si possono ottenere nuovi esemplari anche  mediante talea di ramo trattata però con un ormone specifico al fine di favorirne la radicazione.

Le nuove piante ottenute dalla semina o dal taleaggio vanno trattate come la pianta originale.

Impianto o messa a dimora della Mirra

La pianta di Mirra si impianta in un luogo del giardino esposto al sole per molte ore del giorno. La buca destinata deve essere profonda almeno 30 centimetri e larga 60 cm,

Prima dell’impianto per favorire il drenaggio dell’acqua, si arricchisce lo scavo con uno strato di sabbia grossolana, spesso 10 cm,  per facilitare lo sgrondo dell’acqua ed evitare il marciume delle radici dell’arbusto Commiphora myrrha.

Poi si aggiunge uno strato di terriccio messo da parte e si posiziona l’arbusto nella buca facendo attenzione a non lasciare spazi vuoti.

Si compatta ben ben il terreno e si annaffia con acqua preferibilmente piovana o non troppo dura.

La pianta va innaffiata regolarmente ogni due settimane se il terreno è completamente asciutto, successivamente l’arbusto ben attecchito si accontenta delle piogge.

Mirra-raccolta

Raccolta

La resina di mirra, come quella dell’incenso, viene raccolta dalla corteccia dell’arbusto di 3-4 anni di età.

  1. Si incide la corteccia  della Commiphora fino a 2,5 cm di profondità e si lascia fuoriuscire la resina.
  2. Dopo 15 giorni, quando la resina di mirra è completamente indurita si raccoglie staccandola dalla corteccia.
  3. Nei luoghi nativi, le masse di resina raccolte dal colore caldo rosso-marrone, vengono ammassate in sacche fatte di pelle di capra e mandate quasi esclusivamente ad Aden. La qualità di Mirra più ricercata è la “ogo”, proveniente dalle aree interne lontane dalla costa somala e da Guban[83]. Tempo addietro le masse resinose (gocce o lacrime di mirra) venivano esportate da Aden in paesi stranieri dove venivano lavorate per produrre resinoidi ed olii.

Varietà di Commiphora

Il genere comprende diverse specie.

Commiphora wightii

Nota come Commiphora mukul, è una pianta arbustiva originaria dell’India. Raggiunge un’altezza di 2-3 metri con fusti e rami ricoperti da una corteccia color cenere. Ha molti rami spinosi con foglie semplici o composte di forma ovata e margine irregolarmente dentato. E’ una pianta dioica:  esemplari che portano fiori maschili ed ermafroditi ed esemplari con fiori solo femminili. Durante il periodo della fioritura produce fiori con corolla composta da 4 petali rosati che portano a maturazione piccole drupe con apice appuntito. La mirra che fuoriesce dalle fessure della corteccia è di colore giallastro e ha un odore balsamico.

Commiphora gileadensis

Una varietà diffusa in Arabia Saudita, Yemen, Oman meridionale, Sudan e nel sud-est dell’Egitto. da essa si ricava una resina odorosa simile alla mirra noto come balsamo della Mecca utilizzato nell’industria dei profumi.

Commiphora wildii

Conosciuta come Omumburi ovvero l’incenso della Namibia, la Commiphora wildii, è una specie endemica diffusa sui versanti rocciosi tra i 600 ed i 1000 metri di altitudine. In pieno sviluppo vegetativo ha un’altezza media di circa 2 metri. Nel mese di Novembre produce un abbondante essudato resinoso che si essicca all’aria in 10 15 giorni che viene raccolto generalmente prima della stagione delle piogge. La resina che essuda dalla corteccia di questa specie viene utilizzata per il suo gradevole profumo nella preparazione di prodotti di bellezza della pelle.

Mirra

Utilizzi della Mirra

La resina o Mirra, nel passato veniva utilizzata per imbalsamare i morti e incenerita come l’incenso, all’interno di riti religiosi. viene quando viene fatta bruciare, anziché sciogliersi tende ad espandersi e incenerire.

Oggigiorno nella medicina moderna viene usata anche nella preparazione di farmaci per le sue  proprietà medicinali: antisettiche, astringenti, carminative, antinfiammatorie, rigeneranti e cicatrizzanti.

In cosmesi la mirra viene utilizzata come fragranza nei saponi, nei prodotti da bagno e persino nelle creme viso, nei balsami labbra e come ingrediente delle paste dei dentifrici.

In giardinaggio viene la pianta viene apprezzata come bonsai ornamentale e anche come repellente naturale per mosche, zanzare e altri insetti fastidiosi.

In commercio si trova la mirra che viene prodotta nel sud della Penisola Arabica (Oman e Yemen) e nell’Africa Nord-Orientale (Somalia).

Approfondimenti: Mirra proprietà.

Curiosità

La Commiphora myrrha, pianta associata alla bellezza divina, è menzionata da Ovidio nel nel X libro delle Metamorfosi.

I maggiori produttori della mirra i sono i paesi del sud della Penisola Arabica (Oman e Yemen) e dell’Africa Nord-Orientale (Somalia).

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LauraB

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