Michelia – Magnoliacee


Michelia-champaca

La Michelia è una pianta ornamentale sempreverde simile alla magnolia apprezzata per i suoi bellissimi fiori dai lunghi petali sfrangiati bianchi o gialli che sbocciano a profusione in primavera e talvolta  anche in estate.

Michelia-Alba-fiore


Caratteristiche della Michelia

Al Genere Michelia appartengono diverse specie di piante sempreverdi della famiglia delle Magnoliaceae diffuse in tutte le zone della Terra caratterizzate da un clima caldo umido.

Tra le tante specie di Michelia le più conosciute e coltivate in tutti i giardini europei ed italiani sono:  la Michelia figo e la Michelia alba che per portamento e tipologia di fiore ricordano la magnolia stellata e il Liriodendro o albero dei tulipani.

La Michelia in generale è un albero di medie dimensioni con tronco corto ricoperto da una corteccia liscia e grigiastra.

La chioma per lo più piramidale è composta da rami duri e legnosi.

Michela-foglie

Le foglie sono ovali, appuntite, coriacee e lucide, simili a quelle della magnolia grandiflora ma di colore verde chiaro su entrambe le pagini fogliari. Anche se sempreverde, talvolta la pianta perde le foglie a causa delle temperature invernali troppo basse.

Michelia-champaca

I fiori, molto decorativi, sono riuniti in gruppi e sbocciano alla base delle ascelle fogliari. La corolla è composta da numerosi petali (7-15) lunghi e nastriformi di colore bianco puro, bianco-rosato o crema-arancio a seconda della varietà.

Michelia-fiore

I fiori della Michelia sono profumatissimi e gradevolmente aromatici. Nelle ore più calde della giornata emanano un intenso profumo fruttato che ricorda l’aroma di una banana matura.

I frutti sono particolari capsule che a maturazione liberano dei semi scuri.

Michelia-semi

I semi, reniformi e grandi quanto un fagiolo, sono duri e avvolti da una pellicola o cuticola che li protegge dal freddo e dall’acqua. Quando le capsule maturano,  i semi  cadono al suolo e prima di germinare possono rimanere in una fase di quiescenza anche per mesi.

Fioritura: la Michelia fiorisce in primavera e talvolta anche se in maniera più sporadica produce una seconda fioritura nel periodo estivo.

Michelia-coltivazione

Coltivazione della Michelia

Esposizione

Anche se cresce forte e rigogliosa nelle zone a mezz’ombra, è una pianta che per produrre fiori a profusione va posta in luoghi e soleggiati per molte ore al giorno. Le cultivar ibride di Michelia resistono anche alle temperature molto rigide e inferiori agli 0°C.

Terreno

Predilige terreni ricchi, profondi e ben drenati e con valori di pH leggermente acidi. La pianta allevata in grandi vasi, richiede ogni 2-3 anni, un nuovo substrato ricco di sostanza organica.

Annaffiature

Le piante adulte coltivate in piena terra si accontentano delle acque piovane mentre quelle allevate in vaso vanno annaffiate all’incirca ogni 2-3 settimane e solo quando il terreno è completamente asciutto. Se il clima è siccitoso si consiglia di irrigare la Michelia per evitare l’accartocciamento delle foglie per disidratazione.

Concimazione

A fine inverno interrare ai piedi della pianta dello stallatico maturo o del concime granulare a lento rilascio. In primavera e per tutta l’estate a somministrare del concime ricco in azoto e potassio.

Michelia-Magnoliacee

Moltiplicazione della Michelia

La Michelia come le altre varietà della stessa famiglia si riproduce per seme e per via agamica  mediante talea semilegnosa.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua in primavera o in autunno utilizzando semi freschi scarificati con carta vetro per eliminare la cuticola che li riveste e quindi consentire all’umidità del substrato di penetrare  nel loro interno. La germinazione dei semi può essere anche agevolata tenendoli in ammollo in acqua per almeno 24 ore. La scarificazione o l’ammollo dei semi sono operazioni molto importanti per rompere la cuticola che li protegge che come abbiamo detto è completamente idrorepellente.

I semi si interrano in un terriccio da semina a poco più di 1 centimetro di profondità. Il semenzaio va avvolto all’interno di un foglio di plastica trasparente e collocato in un luogo luminoso e soleggiato. Il substrato va mantenuto costantemente umido fino alla comparsa delle nuove piantine.

Quando le nuove piantine di Michelia avranno raggiunto l’altezza di 25 -30 centimetri potranno essere ripicchettate in vasi singoli ed allevate in essi per almeno 2 anni prima di essere impiantate in piena terra.

Moltiplicazione per talea

La propagazione per talea semilegnosa è molto praticata. Le talee vanno messe a radicare in un cassone riscaldato contenente torba e sabbia in parti uguali, mantenuto costantemente umido fino alla comparsa di nuove foglie.

A radicazione avvenuta le nuove piante di Michelia così ottenute vanno allevate in vasi singoli per almeno 2 anni prima di essere messe a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora

La Michelia si mette a dimora in piena terra o in vaso in primavera, tra marzo – aprile. Le buche destinate ad accogliere le Michelie devono essere ben lavorate, ben drenate  e poco più grandi del pane di terra che avvolge le radici. Dopo l’impianto si compatta il terreno fino al colletto della pianta. Le piante giovani vanno guidate nei primi anni della crescita da appositi tutori.

Michelia-potatura

Potatura

La Michelia come le altre varietà di magnolia è una pianta caratterizzata da una crescita molto lenta e generalmente non va potata. Eventuali rami secchi o danneggiati dal gelo vanno recisi dopo la fioritura utilizzando attrezzi ben affilati e disinfettati.

Parassiti e malattie della Michelia

La pianta teme l’attacco degli afidi e della cocciniglia. Tra le malattie fungine è sensibile alla muffa grigia.

La pianta di Michelia allevata in vaso soffre il marciume radicale causato dalle eccessive annaffiature e dai ristagni idrici.

Pacciamatura-di-paglia

Cure e trattamenti

I trattamenti vanno praticati solo in caso di necessità irrorando la chioma della Michelia con prodotti a largo spettro. In inverno, nelle zone con clima invernale particolarmente rigido è buona norma proteggere la chioma della Michelia impiantata a dimora, con un telo traspirante. I piedi delle Michelie giovani vanno protetti con  una pacciamatura di paglia o foglie secche.

Michelia-fioritura

Nelle regioni settentrionali si consiglia di coltivare le varietà di Michelia più resistenti al freddo come la Michelia figo e la Michelia alba.

Se si vuole comunque allevare una Michelia champaca una varietà che meno delle altre tollera le basse temperature e il gelo, conviene impiantarla in un vaso in modo da poterla mettere al riparo alla fine dell’autunno o prima dell’arrivo del freddo pungente.

Per mantenere i semi di Michelia belli freschi si consiglia di conservarli nel frigo fino al momento della semina.

Curiosità

La Michelia figo è comunemente chiamata Albero banana per l’aroma fruttato di banana diffuso dai suoi bellissimi fiori.

Carlo Linneo, il padre della moderna tassonomia degli esseri viventi, diede il nome al genere Michelia, in onore di Pier Antonio Micheli un grande botanico, micologo e prefetto dell’Orto botanico di Firenze (Firenze 1679 – 1737).

Galleria foto Magnolia

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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