Metodo kokedama: come coltivare il ciclamino senza vaso

Che cos’è il kokedama e come è possibile coltivare un ciclamino in sospensione senza la presenza di un vaso? Proviamo a dare una risposta a questi due interrogativi descrivendo un’antica tecnica giapponese capace di dare soddisfazione anche a chi non ha il famoso pollice verde.

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Una casa priva di piante, per quanto caratterizzata da un design raffinato e alla moda, risulta sempre nuda. È come se mancasse un elemento prezioso, il cui scopo è proprio quello di aggiungere una sorta di scintillio verde all’insieme. Oltre a questo, poi, è ormai risaputo che coltivare delle piante in casa, sia in esterno che all’interno, agisca in modo positivo sulla salute mentale e fisica della persone.

Per questo motivo, dunque, la cura da riservare ad una attività che, riduttivamente, possiamo chiamare giardinaggio, richiede una conoscenza sempre più sofisticata. Nel corso del tempo, infatti, gli amanti di piante sempreverdi e floreali hanno acquisito nuove tecniche per riuscire a far crescere queste preziose creature in salute e per tutto l’anno.


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Tra le più utilizzate in questo momento c’è il kokedama. Si tratta di un modo per coltivare piante in totale assenza di vaso, unendo la tecnica botanica ad un chiaro scopo decorativo. Non a caso, infatti, questa tendenza proviene dal Giappone, già noto per l’arte dell’ikebana, grazie al quale è possibile disporre i fiori recisi, rispettando i canoni di bellezza e grazia.

Ma cosa vuol dire, esattamente, il termine kokedama? La sua traduzione letterale significa palla o perla di muschio. In alternativa, poi, le piante curate con questa tecnica vengono chiamate anche bonsai volanti, visto che crescono in sospensione e non all’interno di un vaso. Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, vediamo nello specifico come è possibile coltivare un ciclamino senza vaso. Prima di entrare nello specifico, però, proviamo a scoprire alcune note storiche sul kokedama.

1. Coltivare ciclamino con kokedama: cenni storici

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Abbiamo già accennato al fatto che questa tecnica proviene direttamente dal paese del sol levante e risale, con esattezza, al 1600. Anche se oggi è utilizzata con dei chiari scopi ornamentali, all’inizio nasce sotto la spinta di necessità puramente pratiche. Una leggenda popolare, infatti, racconta che il primo kokedama della storia botanica si deve ad un contadino tanto povero da non possedere nemmeno un vaso. Come fare, dunque, per godere della coltivazione di una pianta nonostante la mancanza di tutto il necessario? L’uomo, aguzzando l’ingegno, ha pensato di creare una palla di terreno all’interno della quale la pianta cresce e sviluppa le sue radici.


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Ed ecco che il kokedama è nato e, da un po’ di tempo, ha cominciato a trovare largo spazio anche in molte abitazioni dal gusto più occidentale o in locali, come elemento puramente decorativo. Queste sfere, infatti, nascono proprio per essere messe in sospensione attraverso un spago e diventare, in questo modo, un compendio d’arredo veramente particolare. In caso, poi, è possibile posizionare il proprio kokedama anche su di un centrotavola o un piccolo vassoio per ornare un tavolo. Dopo aver fatto chiarezza sulle origini e sulla funzione di questa tecnica, iniziamo a vedere nel dettaglio come coltivare un ciclamino grazie al kokedama.


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2. Coltivare ciclamino con kokedama: piante e dimensioni

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Prima di addentrarci nella descrizione della pratica, è bene chiarire alcuni elementi essenziali. Il primo riguarda la grandezza del proprio kokedama. Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto per chi si avvicino a questa tecnica di coltivazione per la prima volta. La tradizione giapponese, volta soprattutto alla realizzazione di ambienti sempre armoniosi e di una bellezza raffinata, vuole che le dimensioni della sfera siano limitate.

Più o meno si consiglia di prendere come esempio quelle di un’arancia per non rischiare di esagerare. Oltre all’elemento puramente estetico, poi, proporzioni limitate permettono di gestire nel migliore dei modi il kokedama, soprattutto se non si è particolarmente esperti o non si è dotati di grandi qualità manuali.

Il secondo aspetto fondamentale per la buona riuscita del progetto, invece, è la scelta della pianta giusta. Solitamente si tratta di soggetti molto resistenti e che non richiedono una cura eccessiva. Questo vuol dire, dunque, poter scegliere tra molte e diverse specie vegetali, anche se il ciclamino rappresenta una scelta ottimale, soprattutto per la sua numerosa fioritura.

Oltre a questo, poi, la pianta ha la capacità di adattarsi, senza troppi problemi, a diverse condizioni. A questo punto, dunque, non rimane che acquistare il colore di ciclamino preferito e iniziare a progettare il proprio kokedama. Con l’occorrente giusto ed un po’ di pazienza il risultato sarà sicuramente di grande effetto. Vediamo come.

3. Coltivare ciclamino con kokedama: come fare

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Per realizzare il vostro kokedama personalizzato con dei ciclamini è fondamentale munirsi di tutto l’occorrente, prestando particolare attenzione soprattutto alla composizione della sfera. Questa, infatti, è alla base della sopravvivenza del ciclamino. Si consiglia, dunque, di creare un composto fatto di due parti di terriccio da gerani o pomice e una di torba.

In questo modo si crea l’habitat ideale per permettere alle radici della pianta di trarre il giusto nutrimento. Per plasmare la palla, però, è fondamentale indossare dei guanti da giardinaggio e miscelare il composto appena descritto con poca acqua. Dopo aver composto questa sfera, bisogna estrarre delicatamente il ciclamino dal vaso e inserirlo al suo interno, facendo molta attenzione alle radici.

A questo punto, è il momento di far intervenire il muschio, con cui rivestire e sigillare tutta la sfera, creando uno strato spesso un centimetro. Per finire, poi, e compattare l’insieme, basta avvolgere la sfera con del filo spesso o con dello spago colorato. Ed ecco che il kokedama di ciclamini è pronto. Attenzione, però. Prima si essere appeso o esposto, è importante che venga tenuto a bagno per due ore. Passato il tempo necessario può essere posizionato in un luogo dove possa ricevere luce senza essere esposto direttamente ai raggi del sole.

E per innaffiarlo? In questo caso le soluzioni migliori possono essere due. Nel primo caso basta munirsi di uno spruzzino per nebulizzare le foglie ed i fiori del vostro ciclamino. La seconda tecnica, invece, prevede di immergere il kokedama in acqua a temperatura ambiente per quindici minuti. Prima di riposizionarlo, però, dovrà essere asciugato alla perfezione.

Coltivare ciclamino con kokedama: foto e immagini

Che abbiate il pollice verde o siate privi di qualsiasi talento nella coltivazione di piante, la tecnica del kokedama può rappresentare una soluzione. Attraverso le immagini nella galleria scoprite di cosa si tratta e come è possibile coltivare il ciclamino senza vaso.