Lunaria coltivazione
La Lunaria, nota come moneta del Papa è una pianta rustica coltivata anche a scopo ornamentale per composizioni floreali dal design leggiadro ed elegante.
Caratteristiche Lunaria
Al genere Lunaria della famiglia delle Brassicacee o Crocifere, appartengo tre specie di piante erbacee diffuse allo stato rustico in tutti i luoghi freschi ed umidi dell’Italia, dell’Europa e dell’Asia occidentale.
La Lunaria è una pianta rustica coltivata come annuale o perenne dotata di una radice carnosa che produce fusti cilindrici eretti alti circa 1 metro ricoperti per tutta la loro lunghezza da numerose foglie.
Le foglie simili a quelle dell’ortica o del Coleus, sono di colore verde scuro. La forma è ovata o cuoriforme e i margini seghettati.

I fiori ermafroditi di colore rosa- violaceo sono riuniti in racemi o in infiorescenze e di solito compaiono dopo il secondo anno di vita della pianta.
I frutti sono silique discoidali appiattite simili a monete che allo stadio immaturo appaiono di colore verde.
In autunno, a maturazione avvenuta, le silique assumono un caratteristico colore bianco – argenteo traslucido.

I semi, piccoli e sferici, si trovano all’interno delle silique e a maturazione completa appaiono come punteggiature nerastre.
Fioritura: la Lunaria fiorisce nel periodo aprile – maggio.
Coltivazione Lunaria
Esposizione: predilige i luoghi semiombrosi con temperature basse.
Terreno: ama i terreni soffici, ricchi di sostanza organica e ben drenati.
Annaffiature: leggere annaffiature fino all’autunno e senza ristagni idrici.
Concimazione: 1 volta al mese fertilizzare con concime liquido diluito nell’acqua delle annaffiature specifico per piante da fiore. In alternativa una volta l’anno, in autunno quando la vegetazione aerea si dissecca, somministrare ai piedi delle Lunarie un terricciato maturo di letame.
Moltiplicazione della Lunaria
La Lunaria si riproduce per seme. I semi, raccolti in autunno, una volta liberati dalla siliqua che li protegge vanno seminati, da giugno a metà settembre, in un semenzaio contenente terriccio specifico o direttamente a dimora-
Le nuove piante ottenute dalla germinazione dei semi vanno poi messe a dimora a una distanza di circa 50 cm. Per evitare il trauma del trapianto si consiglia di seminare le lunarie direttamente a dimora e diradare le piantine in eccesso.
Cimatura della Lunaria
Per favorire l’incespimento cimare solo i rami o i getti laterali non fioriferi e recidere alla base gli steli secchi. Le cime fiorite vanno tenute perchè portano i frutti e i semi.
Parassiti e malattie della Lunaria
A causa dell’eccessiva umidità ambientale la pianta soffre il mal bianco o oidio che si manifesta soprattutto a carico delle foglie con con depositi polverosi biancastri. Tra i parassiti animali è sensibile agli attacchi degli afidi e delle cocciniglie che possono essere prevenuti irrorando i nuovi germogli con trattamenti specifici.
Varietà di Lunaria
Le specie più note e e più diffuse sono:
- la Lunaria annua, un’erbacea di rapida crescita, alta dai 40 ai 100 cm, con foglie cuoriformi a margini seghettati e grappoli di fiori profumati di colore porpora o bianco. Fiorisce da aprile a maggio.
- la Lunaria rediviva, pianta erbacea perenne alta anche più di 1 metro composta da steli cilindrici glabri ricoperti da foglie ovate – lanceolate di colore verde scuro e con margini dentellati. I fiori profumati e raccolti in infiorescenze ombrellifere, hanno corolla piatta composta da petali obovati di colore rosa, violetto chiaro e talvolta anche bianco. I frutti sono silique lanceolate. Fiorisce da maggio a giugno.
Curiosità, significato ed usi della Lunaria
Il nome della Lunaria deriva dall’aspetto piatto e tondeggiante del frutto, che seccandosi assume un aspetto argenteo simile alla faccia della luna piena.
I frutti della lunaria ritenuti di buon auspicio spesso vengono regalati secchi agli sposi durante i matrimoni.
Le silique essiccate vengono utilizzate per composizioni floreali.
Linguaggio dei fiori
La lunaria nel linguaggio dei fiori simboleggia all’incostanza negli affetti e la dimenticanza.










