Loglio perenne – Lolium perenne


Loglio perenne


Il Loglio perenne è una graminacea che per la sua elevata velocità di germinazione e per l’ottima resistenza al calpestio viene prevalentemente impiegata nella costituzione dei tappeti erbosi dei giardini privati, dei parchi pubblici e soprattutto dei campi di calcio.

Loglio-Lolium


Caratteristiche generali del Loglio- Lolium perenne

Loglio perenne, nome scientifico Lolium perenne, è una pianta erbacea della famiglia delle Poaceae (Graminacee) originaria dell’Asia e del bacino del Mediterraneo, diffusa allo stato rustico in tutti i terreni freschi ed umidi delle zone temperate. Da secoli, viene coltivato anche come foraggio per gli animali da pascolo.

Il Loglio è una pianta erbacea perenne che se ben curata ha una vita longeva e generalmente nel in pieno sviluppo vegetativo forma velocemente densi cespugli frondosi alti  50-80 cm. La pianta è provvista di una radice fascicolata abbastanza robusta ma poco profonda.

La parte aerea è composta da ciuffi di foglie lucenti di colore verde brillante.

Le foglie, lunghe circa 30 cm, hanno la lamina lineare-lanceolata, apice appuntito, margine liscio ma tagliente. La lamina fogliare è larga 3-5 mm e porta alla base due auricole incrociate. I culmi delle foglie sono piegati alla base ma crescendo assumo un portamento eretto. La base è solitamente verde-rossastra.

Loglio-graminacea

I fiori sono riuniti in infiorescenze a spiga aristata lineare e discontinua formata da un asse sinuoso che porta su ciascuno dei due lati una fila di spighette lunghe 11-17 mm, inserite in posizione laterale rispetto al caule ed hanno ognuna 1 sola gluma (tranne quella apicale che ne ha 2). Ogni spighetta è formata da 5-10 fiori con alcune brattee appuntite. I fiori sono ricchissimi di polline che viene disperso nell’ambiente da aprile a settembre ad opera del vento (impollinazione anemofila).

I frutti sono cariossidi indeiscenti contenenti un solo piccolissimo semi neri.

Fioritura

Il Loglio produce infiorescenze a profusione dalla primavera all’autunno. Le spighe essiccate persistono sugli steli anche per tutto l’inverno. produzione delle infiorescenze avvie

I semi del Loglio si autoseminano producendo nuove piantine e in breve tempo tappezzano spazi molto ampi. I semi di questa graminacea sono tossici per ingestione in quanto tra il tegumento e l’albume si trova un fungo che produce un alcaloide, la temulina.

Coltivazione del Loglio perenne

Esposizione

Come le altre varietà di graminacee ornamentali o rustiche anche questa specie predilige l’esposizione luminosa e soleggiata anche se non  le temperature estive molto alte. Ha una scarsa resistenza al freddo.

Terreno

Cresce bene in tutti i terreni leggeri e ricchi, sabbiosi o limosi dai bordi dei campi ai terreni incolti ma predilige comunque terreni freschi, profondi e ricchi di nutrienti.

Annaffiature

E’ una pianta che non tollera la siccità e quindi necessita di regolari e abbondanti innaffiature soprattutto durante i mesi estivi. Le irrigazioni vanno fatte la mattina presto oppure verso la sera per evitare serie scottature fogliari. Le irrigazioni vanno comunque fatte in maniera moderata per evitare li eccessi idrici tanto temuti dall’apparato radicale.

Concimazione

Il Lolium perenne, per potersi sviluppare al meglio e soprattutto per potersi difendere dalle aggressioni di malattie fungine e dalle erbe infestanti, necessita di concimazioni azotate.

In primavera, dopo il primo taglio, per stimolare lo sviluppo vegetativo, sono utili somministrazioni di fertilizzanti granulari e concimazioni liquide (fosforo e potassio) per assicurare i nutrienti indispensabili alle radici e alle foglie e agli tessuti vegetali della pianta, che variano anche in relazione alle falciature effettuate. In autunno, ogni 2 anni, per arricchire il terreno di nutrienti basta somministrare del letame o stallatico ben maturo, in ragione di 30 quintali per 1000 mq.

Loglio-infiorescenze

Moltiplicazione del Loglio

Essendo una specie cespitosa che non è in grado di autorigenerarsi vegetativamente,viene generalmente utilizzato miscelato ad altre specie di graminacee pratensi quali le poe o a leguminose.esempio, di avere il tempo di impiantarsi ed in seguito colonizzare la superficie.

La semina può avvenire in primavera, se consociata a leguminose o a fine estate da agosto a non oltre la metà settembre) se in purezza. La coltura necessita di concimazioni azotate di 30–60 kg/ha all’impianto e di 100–200 kg/ha negli anni successivi.

Loglio-semina

Semina del Loglio perenne

Per una buona germinazione dei semi sono opportune determinate pratiche.

  • Preparazione del terreno con una una buona vangatura.
  • Un’erpicatura o zappettatura per sminuzzare le zolle di terreno troppo dure e compatte.
  • Somministrazione di letame o stallatico ben maturi nel terreno.
  • Livellamento del terreno.
  • Semina del Loglio che si effettua alla volata nei due sensi del terreno, cioè dall’alto in basso e da sinistra a destra, in un giorno non ventoso per rendere più uniforme lo spargimento del seme.
  • Rastrellatura leggera per ricoprire il seme con la terra, seguita dalla rullatura.
  • Infine un’abbondante innaffiatura da ripetere ogni qualvolta il terreno tenda ad asciugare.

Dopo l’inverno, soprattutto nelle terre fresche e compatte, si dovrà passare l’erpice per togliere il muschio e permettere all’aria, al calore e all’acqua di penetrare nella terra e attivare la nitrificazione. La semina dei miscugli è consigliabile eseguirla in primavera o in autunno, ma se si ha la possibilità d’innaffio si può ottenere uguale risultato durante l’estate. Con le semine di autunno si ottengono, nell’anno seguente, piante più vigorose da consentire così di guadagnare un anno.

Semina del Loglio come foraggio

In ambiente irriguo può essere coltivato con mais per la produzione di foraggio. La semina avviene ad ottobre per essere tagliato a ‘maggengo’, cioè maggio-giugno. In generale è preferibile comunque raccogliere la loiessa nella fase di spigatura visto che mediamente in questa fase il contenuto di sostanza secca è del 22-23% per un valore nutritivo di circa 0,7 unità foraggere di kg di sostanza secca ed un contenuto di protidi grezzi del 9-11%.

Impianto

Il Loglio è specie cespitosa non in grado di autorigenerarsi vegetativamente, pertanto avere il tempo di colonizzare una vasta superficie va impiantato con miscele di altre specie di graminacee  quali le poe pratensi.

Parassiti e malattie del Loglio

ll Loglio perenne come altre specie di piante appartenenti alla stessa famiglia è sensibile a malattie crittogame patologie causate quasi sempre da funghi, come:

  • la Ruggine, una malattia causata da un fungo e che si manifesta con danni a carico delle foglie: inizialmente compaiono macchie gialle sulla pagina superiore della foglia mentre alla base si formano grumi pulverulenti che virano in poco tempo alle colorazioni più scure, fino a diventare neri;
  • il  marciume delle radici;
  • la muffa grigia;
  • il mal bianco o oidio.

Cure e trattamenti

Il tappeto erboso realizzato con il Loglio perenne va monitorato frequentemente per evitare il suo degrado per stress idrico, eccesso o carenze di elementi nutritivi. La sua durata come prato o tappeto verde da giardino è di molti anni se opportunamente curato. Vediamo come mantenerlo in perfetto stato.

  1.  Eliminare manualmente le erbe infestanti per evitare che prendano il sopravvento e sottraggono i nutrienti dal terreno.
  2.  Asportare i muschi eventualmente presenti e colmare gli spazi vuoti con una semina parziale.
  3. Evitare che le piante di loglio Controllare Tosare spesso, in modo da non permettere mai uno sviluppo superiore ai cm. 15-20, favorendo così l’accestimento e il radicamento delle singole piantine.
  4.  Innaffiare con frequenza durante i forti calori.
  5.  In primavera e in autunno, effettuare le concimazioni indicate.
  6.  In primavera sarà ottima pratica comprimere il tappeto verde con un rullo e distribuire appositi concimi a cessione programmata e/o lenta cessione che troverete sul nostro catalogo.

Per quanto riguarda le infestazione fungine e quelle parassitarie vanno contrastate pena il  deperimento della pianta e quindi dell’intero prato, ricorrendo ad antiparassitari specifici.

Varietà o specie di Loglio

Lolium temulentum

Conosciuto come Loglio ubriacante o Zizzania,  è una pianta erbacea annuale, spontanea, robusta diffusa sul nostro territorio sia nei terreni incolti sia in quelli coltivati. Cresce ovunque anche lungo i bordi delle strade urbane tanto da essere considerata una pianta invasiva. Ha foglie glabre con nervature molto marcate, lembo intero colore verde più chiaro. Produce spighette discontinue contenenti semi velenosi che se ingeriti provocano una specie di stordimento e senso di ubriachezza, e il suo nome comune è riferito proprio a questi sintomi. Il nome comune zizzania è dovuto al fatto che i semi di questa pianta mescolati ai semi buoni del grano rendono cattiva la farina dei cereali commestibili e che se utilizzata cereali  provoca mal di testa, disturbi alla vista, vomito e perdita dell’equilibrio. Un tempo era diffusa nei cereali primaverili soprattutto nell’orzo e nell’avena.

Lolium multiflorum Italicum

Chiamato anche loietto italico o loiessa, è una graminacea annuale o biennale di origine mediterranea. Forma cespi alti 40-100 cm, a cespi eretti che a differenza del Loglio perenne ha maggior vigore. Ha foglie più larghe con orecchiette e ligule più pronunciate.  E’ resistente al gelo e in Italia viene coltivata, principalmente nella pianura padana, per la produzione di foraggio ad uso zootecnico ed in particolar modo per le vacche da latte.

Lolium multiflorum westewoldicum

Una graminacea graminacea microterma a crescita rapida, ad elevata rapidità di insediamento e che vegeta costantemente anche nei mesi invernali. Nelle regioni caratterizzate da inverni miti, grazie alla sua migliore produttività, questa sottospecie è una buona fonte di cibo per gli animali da pascolo.

Usi

Il loglio perenne è una graminacea di grande rilievo nella costituzione dei tappeti erbosi. Ad una elevata velocità di germinazione ed impianto unisce ottima resistenza al calpestio. Su terreni sportivi rigenerati di frequente il Loglio perenne trova la sua collocazione anche come monocoltura. Può rappresentare un’alternativa all’avena come erbaio autunno-primaverile, per la produzione di erba e di fieno con raccolta in aprile-maggio. Esistono produzioni consociate con il trifoglio violetto per la produzione di fieno, pascolo, o insilato allo scopo di migliorarne la qualità.

Loglio-prato

Usi

Il loglio perenne è una graminacea apprezzata soprattutto per la realizzazione dei tappeti erbosi perchè alla sua elevata velocità di germinazione ed impianto unisce ottima resistenza al calpestio. Viene utilizzato come monocoltura anche su terreni sportivi e come foraggera alternativa all’avena spesso viene consociato consociate con il trifoglio violetto per la produzione di fieno o pascolo.

Tossicità del Loglio

Il Loglio perenne è una tra le piante allergeniche responsabile dei disturbi che colpiscono il 60% dei soggetti sensibili alle allergie, generalmente in primavera una sola infiorescenza immette nell’aria da 6 a 8 milioni di granuli di polline. Per questo motivo è una graminacea ad allergenicità molto elevata e, nei soggetti sensibili, provoca crisi respiratorie, problemi ai bronchi, e disturbi rino-congiuntivali.

Curiosità

Il nome scientifico del genere è Lolium, l’epiteto specifico perenne si riferisce alla durata della pianta.

Loglio come già detto, viene chiamato nel gergo comune erba Zizzania in riferimento al fatto che i semi neri mischiati al grano lo rende malefico per qualità.

Galleria foto Graminacee

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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