Kalimeris – Astro giapponese

Kalimeris

La pianta Kalimeris, nota come Astro giapponese, è una ‘erbacea ornamentale che produce fiori simili agli Astri settembrini.

Caratteristiche generali del Kalimeris

Il genere Kalimeris, famiglia delle Asteraceae, è originario dell’Asia orientale  comprende varie specie di piante da fiore largamente diffuse allo stato spontaneo su terreni abbandonati, pendii di colline e creste tra campi di riso, lungo strade e sentieri e anche nelle foreste di latifoglie.

La pianta di kalimeris generalmente raggiunge un’altezza media di circa 70 cm. Ha una robusta radice rizomatosa che emette anche numerosi stoloni sotterranei.

Ha steli erbacei verdi ricoperti da un fogliame deciduo.


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Le foglie blu-verdi variano a seconda della specie e sono lisce. Possono essere lunghe, strette, ovate rotonde con margini dentati o lobati.

fiori, simili a quelli della margherita, sono grandi e riuniti in capolini semplici o doppi con corolla composta da lunghi petali esterni ligulati di colore rosa, viola- lilla, mentre quelli interni che formano il grande disco centrale sono gialli.

I semi sono piccoli, scuri e fertili.

Fioritura

Il Kalimeris produce numerosissimi fiori a margherita per tutta l’estate, talvolta fino alla metà di ottobre.

Kalimeris-fioritura

Coltivazione del Kalimeris

Esposizione

È una pianta perfetta per le zone soleggiate o per l’ombra parziale nelle regioni del meridione e sud Italia. Tollera abbastanza bene il caldo e il freddo ma non sopporta il gelo.

Terreno

Predilige il terreno soffice, ricco di sostanza organica e ben drenato. Il terreno troppo argilloso e quindi poco drenante provoca il marciume delle radici e la morte della pianta.

Annaffiature

Va regolarmente e frequentemente irrigata durante la fase dello sviluppo e durante tutto il periodo della fioritura evitando di bagnare le foglie e i fiori per evitare la rottura degli steli e il rischio di malattie fungine come l’oidio. Tra una innaffiatura e l’altra è bene far asciugare perfettamente il terreno.

Concimazione

L’astro del Giappone necessita di nutrienti per produrre fiori a profusione pertanto si giova di concimazioni generose al momento dell’impianto con compost vegetale e letame maturo oppure di somministrazioni di concime granulare a lenta cessione, 1 volta al mese, per tutto il periodo della fioritura. In autunno invece va somministrata alcune manciate di compost.


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Kalimeris: coltivazione in vaso

E’ una pianta versatile e molto decorativa facile da coltivare anche in un vaso purchè abbastanza largo e profondo avente dimensioni di almeno 40 x 30 cm.

Il contenitore va riempito con comune terreno da giardino mescolato a del terriccio universale. Come materiale drenante di fondo va utilizzata dell’argilla espansa o ghiaia grossolana.

Dopo l’impianto il vaso va posto in un luogo soleggiato o al massimo semiombreggiato. Per ottenere fioriture abbondanti a fine primavera si somministra nel terreno del concime organico specifico per piante fiorite.

Le annaffiature vanno praticate regolarmente quando il terreno è asciutto e come sempre bisogna fare in modo che l’acqua non ristagni nel sottovaso.


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Per favorire il ricaccio della parte aerea e per stimolare un’abbondante fioritura estiva, durante il periodo vegetativo è necessario fornire del concime per piante da fiore, disciolto nell’acqua delle annaffiature ogni 10-15 giorni. Va potata fino a pochi centimetri dal terreno per favorire l’emissione di nuova vegetazione nella primavera successiva.

Rinvaso

Il rinvaso va fatto in autunno, ogni 2-3 anni o quando le radici fuoriescono dai fori del drenaggio dell’acqua. Si sceglie un contenitore leggermente più grande del precedente riempito del terriccio fresco e fertile. La pianta va rinvasata con tutto il pane di terra che avvolge le radici.

Moltiplicazione del kalimeris

La riproduzione dell’astro giapponese avviene principalmente per seme, nella stagione primaverile; in autunno è invece possibile dividere i cespi, ricordando di provvedere ad ogni porzione praticata alcune radici ben sviluppate.

Semina

Si effettua in semenzaio nel periodo primaverile utilizzando un substrato specifico mantenuto costantemente umido per tutto il tempo necessario alla germinazione dei semi e all’irrobustimento delle nuove piantine che, quando avranno raggiunto un’altezza di circa 10 cm, potranno essere trapiantate in singoli vasi o in piena terra.

Moltiplicazione per divisione dei cespi

Alla semina, che non assicura piante con le stesse caratteristiche di quella madre si preferisce il metodo di propagazione per divisione dei cespi in quanto più rapido e che tra l’altro assicura piante già robuste e vigorose.

La divisione dei cespi va praticata in autunno dopo la fioritura, su piante di 2-3 anni di età. Utilizzando un coltello ben affilato, si divide la radice della pianta in porzioni provviste di radici portanti almeno un getto vitale.

Le porzioni vanno invasate in piccoli contenitori posti in luoghi riparati dalla pioggia. Il terreno deve essere mantenuto sempre leggermente umido. Dopo l’attecchimento delle radici, le nuove piante vanno messe a dimora definitiva.

Propagazione per talea

Nuovi esemplari di Kalimeris si possono ottenere facilmente anche mediante taleaggio. In primavera si prelevano talee apicali dagli steli nuovi e si mettono a radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali. Le talee che hanno attecchito si lasciano irrobustire e solo quando sono facili da maneggiare  potranno essere impiantate in vaso o in piena terra.

Impianto o messa a dimora

Il Kalimeris anche può essere messo a dimora tutto l’anno, si consiglia la primavera o al massimo l’autunno se il clima è mite.

  • Le buche destinate ad accogliere le piante devono essere lavorate a fondo, profonde e larghe  il doppio e anche più delle dimensioni delle radici.
  • Si estrae la pianta dal suo contenitore e con tutto il pane di terra che avvolge l’apparato radicale si inserisce nella buca e la si ricopre fino al colletto con nuovo terriccio, fatto aderire tutto intorno con una leggera pressione delle mani.
  • Dopo la messa a dimora si annaffia, facendo attenzione a non bagnare le foglie.

Abbinamenti

Le piante di kalimeris  possono essere accostate in vaso, nelle bordure e nelle aiuole dei giardini con piante aventi le stesse esigenze pedoclimatiche come: Coreopsis, Salvia, Geranio, Achillea, Campanula e anche Crocosmia o Cosmea.

Potatura

Il kalimeris va potato in autunno, tagliando la parte aerea ormai secca a pochi centimetri dal suolo. Vanno asportati regolarmente i fiori appassiti, a meno che non si desideri raccoglierne i semi. Nelle regioni italiane caratterizzate da un clima invernale molto rigido la potatura va fatta in primavera.

Parassiti e malattie del kalimeris

L’astro giapponese teme il marciume delle radici a causa del ristagno idrico nel terreno ed è molto sensibile all’oidio una malattia fungina che imbratta le foglie con depositi polverosi biancastri che rallentano la fotosintesi e compromette la vita stessa delle piante. Viene attaccata dagli afidi che colonizzano steli e fiori e di conseguenza dalla fumaggine.

Cure e trattamenti

Le diverse specie di Kalimeris sono piante rustiche e resistenti che non richiedono cure particolari. Necessitano di trattamenti fitosanitari solo se colpite dagli afidi e, a tale scopo, possono essere utilizzati prodotti biologici a base di piretro, l’antiparassitario all’aglio o all’ortica.

Varietà di Kalimeris

Esistono tante specie che differiscono per dimensioni e colore dei fiori ma tutte belle facili da coltivare.

 Kalimeris incisa Blue Star

Una erbacea perenne cespitosa robusta e resistente, alta mediamente circa 70 cm. Ha foglie oblungo-lanceolate, dentate, lunghe circa 3-8 cm. Dall’estate all’autunno produce fiori larghi 3-4 cm, di colore lilla-blu. E’ ideale per la coltivazione in vaso e per bordure. Sopporta il freddo e anche se va in riposo vegetativo durante la stagione invernale riprende a vegetare nel periodo primaverile.  riprendono la fase di vegetazione all’aumentare delle temperature.

Kalimeris pinnatifida hortensis

E’ una bellissima Asteracea spogliante originaria di Giappone e Corea. In pieno vigore vegetativo forma un cespuglio tondeggiante alto circa 90 cm. Produce fiori doppi di colore bianco puro dalla fine della primavera fino all’autunno. Si coltiva a mezz’ombra specialmente in luoghi con estati molto calde, nei terreni sciolti, umidi ma mai inzuppati di acqua. Resiste alle basse temperature invernali fino ai -20° C.

Kalimeris integrifolia

Kalimeris incisa Charlotte

E’ una varietà perenne, alta 70-90 cm. Per  tutta l’estate produce fiori di colore blu-ghiaccio chiaro. Predilige il pieno sole e il terreno ben drenato. Va potata alla base a fine inverno.

Kalimeris integrifolia

E’ una perenne ornamentale utilizzata anche per i fiori recisi. Fiorisce in estate, producendo fiori bianchi. Ama il sole e il terreno ben drenato. E’ perfetta in vaso e nelle bordure dei giardini rocciosi.

Kalimeris incisa Madiva

Un’erbacea cespitosa perenne, alta circa 80 cm. Forma un robusto cespuglio con steli ricoperti da un ricco fogliame verde scuro. In estate produce numerosissimi fiori bianco-violetti con disco centrale dorato.  Va in riposo vegetativo durante l’inverno ma ricaccia nuova massa aerea con l’aumentare della temperatura.

Kalimeris-incisa

Usi

Le piante di Kalimeris vengono utilizzate ovunque in vaso e in piena terra per abbellire balconi, realizzare splendide aiuole fiorite, bordure miste e anche rotatorie urbane.

Curiosità

Il genere Kalimeris fu descritto per la prima volta nel 1825 dal botanico francese Alexandre Henri Gabriel de Cassini. Il nome generico scientifico deriva invece dal greco antico,  καλός ( bello) e ἡμέρα ( giorno), che letteralmente significa ‘bella di giorno’ e fa riferimento alla bellezza della pianta.

La pianta di Kalimeris è conosciuta anche come Aster giapponese o falsa Boltonia.

Galleria foto margherite

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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