Innesto a spacco: cos’è, come si fa, quando

L’innesto a spacco è un metodo utile a propagare gli alberi da frutto. In questo articolo, ti aiuteremo a conoscerlo meglio per metterlo in pratica. 

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Per ottenere dei risultati buoni qualitativamente e quantitativamente con le tue piante esistono gli innesti. Si tratta di metodi previsti in agricoltura e in giardinaggio che permettono di poter dare un aiuto laddove la natura vegetale, con la riproduzione sessuata ed asessuata, non arriva.

Un innesto permette di incrociare manualmente due o più parti della pianta al fine di ottenere una varietà nuova con proprietà estetiche ed organolettiche migliori, se non ottime. Gli innesti sono utili anche per liberarsi di quelle varietà poco soddisfacenti, oppure per coltivare più varietà in poco spazio ma anche ricreare delle varietà che altrimenti non avresti nel tuo giardino. Gli innesti, generalmente, sono compatibili soltanto fra piante di uguale specie ma di varietà diversa, con delle eccezioni.


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Di seguito, analizzeremo l’innesto a spacco, molto utilizzato per supportare lo sviluppo degli alberi da frutto.

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Innesto a spacco: cos’è

Gli innesti a spacco vengono messi in pratica sugli alberi da frutto, per supportarne lo sviluppo. E’ un innesto che viene classificato tra quelli a marza. Viene chiamato così perché, sul portainnesto viene praticato uno spacco con un coltello. La lama del coltello dovrà essere ben affilata. Al portainnesto vengono addizionati rami che contengono due o tre gemme.

Viene considerato come un innesto che attecchisce facilmente, valido su quasi tutti gli alberi da frutto, fatta eccezione che per gli albicocchi ed i peschi. In questi due, infatti, un innesto a spacco potrebbe favorire la gommosi.

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Innesto a spacco: come si fa

Il ramo o la pianta giovane che dovrà fungere da portainnesto dovrà essere segata accuratamente, senza creare slabbratura. Utilizza la roncola per rifinire il taglio che dovrà essere spaccato diametralmente. Al suo interno, dovrà essere inserito un cuneo di piccole dimensioni, perfettamente al centro.

A questo punto, dovrai ricavare due marze che appariranno nella loro parte centrale. Si tratta delle varietà che andranno innestate. Nella parte bassa di ogni segmento, dovrai tagliare due fettine. Lo scopo è che ciascun moncone termini con un cuneo.

Successivamente, i monconi devono essere inseriti nel portainnesto, laddove hai praticato lo spacco che dovrà essere tenuto aperto dal cuneo inserito. Ogni moncone andrà posizionato quasi alla fine dello spacco, evitando che ci sia contatto con il bordo di fuori. Lo scopo è che la corteccia della marza combaci perfettamente con la corteccia del portainnesto.


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Poi, il cuneo andrà tolto facendo attenzione a non urtare i nesti. Il passo successivo è quello di utilizzare qualcosa che leghi la spaccatura. Può essere della rafia, della plastica l’importante è che sia legato tutto intorno affinché i monconi siano serrati nello spacco. L’ultima operazione coinvolge il mastice che dovrà essere spalmato.

Per essere più preciso, sarà meglio che tu leghi vicino alla pianta, un cartellino con il nome della varietà innestata. Se a maggio, quando avverrà la ripresa vegetativa, emetteranno delle foglioline, vuol dire che l’innesto avrà attecchito.


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Innesto a spacco: quando si fa

Questa tipologia di innesto deve essere effettuata nei mesi di febbraio o marzo. Non a caso vengono scelti questi due mesi. La pianta, infatti, deve essere dormiente, dunque, a riposo, prima che esploda la primavera. Le piante, inoltre, non devono avere un’età superiore ai 7/8 anni.

In ogni caso, considera che il periodo favorevole per praticare questo tipo di innesto varia da pianta a pianta ma anche dalle condizioni climatiche.

Tieni presente che le marze (cioè i rami che presentano le gemme) devono essere prelevate durante l’inverno, cioè durante il riposo vegetativo della pianta. Affinché non si deteriorino, le marze vanno conservate in frigorifero, in un sacchetto per alimenti.

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Tipologie di innesto a spacco

Di innesti a spacco ne esistono diverse tipologie che andremo ad analizzare di seguito. Si tratta dell’innesto a spacco comune, all’inglese, laterale.

L’innesto a spacco comune, o a spacco diametrale, consiste nel praticare un taglio verticale nel portainnesto, lungo tutto il suo diametro. Preventivamente, però, il portainnesto deve essere capitozzato, cioè le sue parti vegetali vanno tolte. Visivamente, questo tipo di innesto assomiglia al tronco di un albero tagliato.

Entrambi i rami, sia quello con le gemme che il portainnesto, devono essere aperti in due parti. Per essere più accurati, oltre che al coltello si può usare un martello per spaccare meglio il legno. Una cesoia, invece, sarà utile per poter prelevare le marze.

L’innesto a spacco inglese, a differenza di quello precedente, prevede la realizzazione di uno spacco più piccolo. Serve a ridurre i tagli della pianta e a diminuire i rischi di infezioni dell’albero.

L’innesto a spacco laterale prevede un taglio di tre centimetri posto, come dice il nome, lateralmente alla pianta madre.

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Innesto a spacco: cos’è, come si fa, quando – foto e immagini

Ora che ti è più chiaro come praticare l’innesto a spacco, potrai valutare su quale pianta metterlo in atto. Buon lavoro!

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista dal 2010
  • Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione
  • Master in Comunicazione, specializzazione in Design, Arredamento, Lifestyle
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