Hibiscus sabdariffa – Karkadè

Hibiscus-sabdariffa-Karkadè

L’Hibiscus sabdariffa, pianta arbustiva famosa nel mondo, largamente sfruttata per la preparazione del Karkadè  o tè di Ibisco, per scopi erboristici, medicinali e da poco anche come pianta ornamentale nei giardini e nei vasi delle zone con clima invernale mite.

Caratteristiche dell’Hibiscus sabdariffa

L’Hibiscus sabdariffa è una pianta perenne della famiglia delle Malvaceae, originaria delle zone tropicali dell’Asia e dell’Africa orientale. Viene coltivata in molte altre aree del mondo per la produzione e il commercio dei suoi frutti carnosi.

Si tratta di una pianta a sviluppo arbusto provvista di un robusto apparato radicale fascicolato. Nel pieno vigore vegetativo ha fusti eretti glabri, verdi-rossastri che possono superare i due metri di altezza. I fusti solitamente sono molto ramificati solo nella parte basale, semplici o con poche ramificazioni nelle  parti alte. porzione superiore.


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Le foglie, alterne e glabre, sono provviste di un lungo picciolo cilindrico verde-rossastro e si distinguono in basali e superiori. Quelle basali sono semplici, ovoidali con margini interi mentre quelle superiori sono palmate,  con 3-5 lobi a margine profondamente dentellato. Tutte le foglie, sono lunghe da 6 a 15 centimetri e tutte hanno le lamine con marcate nervature.

Karkadè-fiore

I fiori sono ermafroditi (hanno l’apparato femminile e maschile) e solitari sbocciano tra le ascelle delle foglie superiori; hanno un calice formato da 10 brattee lanceolate rosse e carnose; la corolla, molto grande, è formata da 5 petali bianchi o gialli con una macchia rosso scuro alla base di ogni petalo. L’impollinazione è entomogama o entomofila quindi viene effettuata dagli insetti, soprattutto api.

I frutti sono capsule ovoidali leggermente pelose, allungate e con apici appuntiti. Ciascun frutto o capsula o è suddivisa internamente in cinque logge contenenti ciascuna numerosi semi. I frutti del Karkadè maturano a settembre.

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I semi, piccoli, di colore marrone tendente al nero, si disseminano sul terreno una volta liberati dalle capsule mature dando vita a nuove piante.

Fioritura

L’Hibiscus sabdariffa produce una copiosa fioritura in estate da luglio in poi. , per poi regalare i frutti rossi e succosi a settembre, periodo in cui vengono raccolti.

Hibiscus sabdariffa-fiori


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Coltivazione del Karkadè – Hibiscus sabdariffa

Esposizione

E’ una pianta tropicale che ama il caldo e l’esposizione soleggiata al riparo dei venti forti. Resiste bene all’umidità, ma teme il freddo e soprattutto le gelate. La pianta coltivata in vaso va messa al riparo durante il periodo invernale.

Terreno

E’ un arbusto tropicale, annuale, spontaneo che si cresce forte e rigoglioso nel terreno fresco, sciolto, ricco di sostanze nutritive e soprattutto ben drenato. In un substrato troppo compatto la radice si sviluppa in maniera anomala, e col tempo soffoca, marcisce e di conseguenza la pianta muore.

Annaffiature

Se coltivata in piena terra, la pianta del Karkadè già sviluppata si accontenta delle piogge pertanto va annaffiata quindi solo di tanto in tanto nei periodi di prolungata siccità. La pianta giovane coltivata sia in vaso che in giardino, va invece irrigata con maggiore frequenza in modo da favorire la sua crescita.

Concimazione

Saltuariamente è consigliabile somministrare nel terreno di coltivazione dello stallatico per favorire la produzione dei fiori e dei frutti.  Si possono utilizzare dei concimi specifici a base di azoto, fosforo e potassio, granulari a lento rilascio oppure liquidi da diluire nell’acqua delle annaffiature.

Ibiscus sabdariffa: coltivazione in vaso

Come le altre varietà di Hibiscus prospera anche in vaso e può essere coltivata come pianta ornamentale d’appartamento. E’ una pianta termofila pertanto va tenuta al caldo in un zona luminosa, soleggiata, riparata dai venti, anche sui balconi. Va irrigata quando il terreno è asciutto e va concimata prima della fioritura. La pianta di Ibiscus sabdariffa coltivata in vaso, in inverno va ricoverata in serra, in casa o sotto una tettoia se le temperature invernali sono molto rigide.

Rinvaso

Il rinvaso si effettua solitamente ogni 2 anni, utilizzando un contenitore più grande del precedente e sempre lo stesso tipo di terriccio, ricco di humus, e mescolato a sabbia per assicurare un buon drenaggio.

Moltiplicazione Hibiscus sabdariffa – Karkadè

La riproduzione della pianta avviene facilmente per seme e per talea.

Semina

I semi vanno prima messi in ammollo per circa 12 ore in acqua e poi seminati in vasi profondi contenenti un terriccio di cocco o specifico per la semina.

Nel mese di maggio, si seminano a circa 1 cm di profondità e a distanza di 60 cm. Per favorire la germinazione il semenzaio va posto in un luogo caldo a temperatura di 22-25° C. Il tempo di germinazione varia dai 3 ai 10 giorni.

Propagazione per talea

Il Karkadè può essere riprodotto anche per via vegetativa o agamica per talee di germogli laterali che non hanno prodotto fiori. Con questa tecnica i nuovi esemplari prodotti saranno identici alla pianta madre poichè non vi è mescolanza genetica.

In primavera, nel mese di marzo, le talee prelevate vanno messe a radicare in un vaso riempito con terriccio misto a torba mantenuto umido fino alla radicazione completa cosa che avviene nel giro di 3 settimane.

A radicazione avvenuta (comparsa di nuove foglie), le talee vanno trasferite in singoli vasi contenenti il terriccio adatto e allevati poi come la pianta madre fino al momento della messa a dimora definitiva, in vaso o in piena terra.

Impianto o messa a dimora

La pianta di  Hibiscus sabdariffa si impianta in piena terra in tarda primavera, tra maggio e giugno, periodo in cui le gelate notturne sono definitivamente scongiurate.

  • Si scava una buca aventi dimensioni il doppio del pane di terra.
  • Sul fondo della buca si mette uno strato di sabbia o altro materiale drenante, ricoperto da terriccio di scavo.
  • Si estrae la pianta dal vaso con molta delicatezza e la si pone al centro della buca.
  • Si colmano gli spazi vuoti aggiungendo altro terriccio che  va poi ben compresso tutto intorno al colletto che va lasciato libero.
  • Se si desidera mettere a dimora più piante, bisogna aver cura di lasciare circa 60 cm tra un esemplare e l’altro.

Potatura

Per avere una pianta più ricca e rigogliosa, di tanto in tanto è bene eseguire una leggera cimatura degli apici per favorire l’emissione di nuovi rametti laterali e l’incespimento basale.

Raccolta del karkadè

I frutti si raccolgono a settembre, generalmente dopo circa tre-quattro settimane dopo la fioritura, periodo in cui il calice del fiore è carnoso e di un bel colore rosso scuro.

Si mettono ad essiccare rapidamente all’aria e si conservano quindi in sacchetti di carta o in recipienti di vetro ben chiusi  in un luogo asciutto, privo di umidità.

Parassiti e malattie Hibiscus sabdariffa – Karkadè

E’ un arbusto che raramente viene attaccato dalla cocciniglia o dagli afidi, ma come quasi tutte le altre piante ornamentali è sensibile marciume radicale una malattia fungina che insorge quando il terreno di coltivazione è poco drenante.

Cure e trattamenti

Hibiscus sabdariffa o Karkadè, è un arbusto che necessita di  poche cure.  Periodicamente va liberato dalle erbe infestanti che crescono ai suoi piedi e in inverno va protetta dal freddo con una  leggera pacciamatura basale di paglia o foglie secche.

Il marciume radicale va contrastato con un terreno ben drenato ed evitando i ristagni idrici nel sottovaso.

I trattamenti fitosanitari vanno effettuati di rado e solo se necessari in quanto come detto precedentemente la pianta resiste bene anche ai parassiti.

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Usi alimentari del Karkadè

Tutte le parti del Karkadè sono commestibili: fiori, foglie e frutti.

I petali dei fiori vengono utilizzati per la preparazione Karkadè,  una famosissima bevanda dissetante, digestiva, tonificante, rinfrescante e anche leggermente lassativa.

I sepali di colore rosso rubino ricchi di acido citrico e pectina sono largamente utilizzati cotti nella preparazione di ottime marmellate, gelatine e coloranti alimentari. I sepali crudi, possono arricchire insalate e zuppe.

Le foglie verdi sono usate come gli spinaci. In Senegal, le foglie sono gli ingredienti base di un tipico piatto nazionale: il riso thieboudienne.

In Birmania le loro foglie verdi sono l’ingrediente principale nel curry di chin baung kyaw.

Usi erboristici e medicinali dell’Hibiscus sabdariffa

L’Hibiscus sabdariffa viene coltivato dalle popolazioni indigene per le sue numerose proprietà utili a combattere la febbre e i sintomi influenzali; come rimedio naturale per tosse, ipertensione, dispepsia e ritenzione idrica.

In medicina i sepali dei fiori del Karkadè vengono utilizzati per preparati efficaci nei disturbi del cuore, nella cura del cancro, nella prevenzione di alcune sindromi metaboliche come l’obesità e alla resistenza all’insulina.

In Brasile , sempre a scopo medicinale si utilizzano le radici della pianta per le loro proprietà emollienti e gastriche.

Le foglie trovano largo impiego anche nella preparazione di integratori.

Altri usi dell’Hibiscus sabdariffa

In India, questo Hibiscus viene coltivato principalmente per la produzione di fibre vegetali utilizzate per cordame e la fabbricazione della tela. Le fibre vengono ricavate dai sui fusti della pianta.

Negli ultimi anni l’Hibiscus sabdariffa o Karkadè viene coltivato nei giardini, nei parchi pubblici e negli spazi urbani e in vaso come pianta ornamentale.

 Linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori anche questo bellissimo ibisco è simbolo di bellezza fugace a causa dei suoi fragili fiori che durano solo un giorno.

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Nome inglese

Nei paesi anglosassoni l’Hibiscus sabdariffa viene chiamato comunemente Rosella fruit o Roselle in riferimento alla forma e al colore dei frutti.

Curiosità

L’Hibiscus sabdariffa è conosciuto nel mondo con tantissimi nomi diversi, fra cui Karkadè ( Egitto, Arabia Saudita e Sudan) e Roseya (Argentina).

In Italia, al contrario di altre specie come l’Hibiscus syriacus e l’Hibiscus rosa-sinensis, la coltivazione di questa varietà di Hibiscus è poco diffusa.

In Senegal, la produzione e il consumo nazionale di karkadè è di circa  700 tonnellate l’anno.

Galleria foto Hibiscus – Ibisco

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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