Glechoma hederacea – Edera terrestre


Glechoma-edera terrestre

La Glechoma, conosciuta comunemente come edera terrestre, è una piccola pianta erbacea officinale adatta alla coltivazione nei giardini ombrosi, come tappezzante dei muri di recinzione e come pianta ricadente nei panieri sospesi.

Glechoma-hederacea


Caratteristiche generali della Glechoma hederacea

La Glechoma è una pianta della famiglia delle Lamiaceae (Labiate) originaria dell’ Europa e dell’Asia settentrionale diffusa allo stato spontaneo in tutti i luoghi umidi e freschi, nei terreni incolti, nei prati, negli orti domestici, nelle delle pianure e nelle zone montane di molte regioni italiane fino a 1400 metri di altitudine.

L’edera terrestre è una piccola piantina erbacea perenne alta circa 30-40 centimetri a portamento strisciante. E’ provvista di una robusta radice stolonifera che in poco tempo emette numerose radichette secondarie ricoprendo  vasti superfici di terreno. Gli steli, pubescenti eretti o prostrati, sono erbacei e a sezione quadrangolare.

Le foglie, reniformi o cuoriformi e a margini dentati, sono inserite sugli steli mediante dei sottili peduncoli cilindrici. La pagina fogliare è rugosa ed è ricoperta da una corta peluria biancastra. Nel tempo la chioma della Glechoma tende ad allargarsi formando tappeti erbosi molto decorativi.

Glechoma-fiori

I fiori, solitari o riuniti in mazzetti penduli sulle estremità dei rametti all’altezza delle ultime foglie superiori, sono simili a piccole bocche di leone. Sono pelosi, ermafroditi e hanno la forma di piccoli calici sostenuti alla base da piccole brattee. Il colore dei petali varia dal rosa al blu e talvolta al violaceo. L’impollinazione avviene tramite gli insetti specialmente ad opera dei ditteri (mosche).

I frutti sono racchiusi nei calici dei fiori e sono tetracheni ovvero particolari capsule legnose dette nucule simili a piccolissime noci. Sono di forma ovale e di colore bruno con superficie liscia.

I semi, sprovvisti di endosperma ( tessuto cellulare di riserva che avvolge l’embrione all’interno dei semi), sono molto fertili e vengono dispersi dal vento anche a notevole distanza dal luogo di produzione.

Fioritura

La glechoma fiorisce dalla primavera fino all’inizio dell’estate, da marzo fino alla fine di maggio e talvolta anche fino giugno inoltrato.

Glechoma-coltivazione

Coltivazione della Glechoma

Esposizione

E’ una piantina erbacea che ama i luoghi freschi, ombrosi o parzialmente ombreggiati. E’ resistente al freddo, al gelo e anche all’inquinamento atmosferico.

Terreno

E’ una pianta che pur adattandosi a qualunque tipo di terreno predilige un substrato umido, poroso, ricco di sostanza organica e ben drenato. Il terreno ideale di coltivazione è un miscuglio composto di comune terra da giardino, torba (humus) e stallatico.

Annaffiature

Anche se in natura la glechoma si accontenta delle piogge va comunque irrigata saltuariamente per tutto il periodo vegetativo  da aprile a ottobre in quanto ama il terreno costantemente umido. Le piante. Se piantata in vaso, bagnare regolarmente da marzo a ottobre.

Concimazione

Predilige il terreno azotato e va concimata da marzo a novembre con concime per piante da fiore, liquido o granulare, almeno una volta ogni 30 giorni.

Glechoma: coltivazione in vaso

Si coltiva facilmente anche in vaso purchè abbastanza capiente da contenerne la crescita e preferibilmente di coccio. Il terreno deve essere fresco, umido, poroso e ricco di sostanza organica. Le annaffiature vanno praticate regolarmente da marzo fino ad ottobre e diradate nel periodo di riposo vegetativo.

Rinvaso-pianta

Rinvaso

La glechoma è una pianta quasi infestante che cresce velocemente pertanto va rinvasata almeno una volta l’anno. Si utilizza un contenitore più grande del precedente, terriccio azotato fresco misto a un po’ di sabbia o argilla.

Moltiplicazione della Glechoma

La pianta si moltiplica per seme e per via agamica anche per propaggine e margotta
Questo metodo è più sicuro rispetto a quello per talea.

Moltiplicazione per seme

La semina in semenzaio si effettua interrando i semi a circa 1 cm di profondità in un substrato torboso mantenuto costantemente umido per tutto il tempo necessario alla germinazione, circa 20 giorni. Il semenzaio va poi posto in un luogo luminoso e ricoperto con della pellicola trasparente al fine di mantenere il terreno caldo e umido. Ogni 2 o 3 giorni il film protettivo va rimosso per nebulizzare il terreno e rimesso fino a quando non compaiono i germogli. Alla comparsa delle nuove piante la pellicola va tolta definitivamente per procedere poi al trasferimento delle nuove piantine a dimora definitiva. La semina della Glechoma può essere fatta anche direttamente in piena terra facendo attenzione a non mettere i semi troppo vicini tra loro in modo che una volta cresciute le piantine non si soffochino a vicenda.

Propagazione per propaggine

E’ un metodo di moltiplicazione molto semplice, assicura piante identiche a quella orinale e che spesso praticato con successo su tante altre piante aromatiche e ornamentali come: salvia, rosmarino, rincospermum, glicine, bignonia, rose rampicanti, ecc.

Come si fa

  • Si sceglie uno stelo basso e vigoroso che striscia a livello del terreno
  • Lo si lascia attaccato alla pianta madre;
  • si scorteccia superficialmente per circa 1 cm sul lato inferiore a contatto con il suolo;
  • si interra la parte scortecciata per circa 2 cm di profondità;
  • si fissa il ramo interrato con un gancio ad U o lo si blocca con una pietra o altro oggetto pesante.
  • quando il rametto avrà emesso le sue radici, 9/12 mesi, si separa dalla dalla pianta madre;
  • si estrae dal terreno con tutta la sua zolla di terreno facendo attenzione a non danneggiare le sue radici;
  • si ripianta al momento stesso in vaso o in piena terra. Questo metodo funziona bene un pò con tutti gli arbusti o piante con corteccia . Io l’ho provato su: ortensia, rosmarino, salvia, gelsomino di S. Giuseppe, glicine, bignonia e rosai rampicanti e mi sono riempita il giardino.

Propagazione per margotta

La margotta si applica invece su rami eretti sani e vigorosi che dopo essere stati scortecciati vanno racchiusi in una sacca in nylon riempita di torba che va inumidita mediamente ogni 3 giorni. Anche in questo caso la radicazione richiede circa un anno e una volta che le radici saranno abbastanza robuste basta recidere il ramo radicato e con piantarlo subito.

Impianto della Glechoma

Le piantine di Glechoma vanno messe a dimora a distanza di 10-15 centimetri le lune dalle altre per evitare che espandendosi possano soffocare e rallentare la loro crescita. Le buche destinate ad accogliere devono essere ben lavorate, soffici e porose per evitare dannosi ristagni idrici. Per ottenere un tappeto folto in poco tempo sarnno sufficienti 7-8 piantine per ogni metro quadrato.

Abbinamenti

La glechoma è perfetta anche per realizzare aiuole miste e si abbina perfettamente con le diverse specie di Viola, con altre piante che amano i luoghi freschi ed umidi come Felce, Astilbe, Geranio selvatico, Hosta, Lamium, Ophiopogon, Platycodon, ecc.

Potatura

A fine fioritura o in primavera si recidono gli steli a pochi cm dal suolo. I rametti tagliati si possono consumare freschi oppure conservati essiccati. La potatura, anche se non necessaria, favorirà l’emissione di nuovi getti forti e vigorosi non appena la Glechoma riprenderà il suo ciclo vegetativo.

Parassiti e malattie della Glechoma

Si tratta di una pianta rustica resistente agli afidi e all’attacco delle cocciniglie. Tra le malattie fungine o crittogame invece è sensibile alla ruggine che si manifesta con macchie brunastre sulle  foglie. Teme anche come tantissime varietà di piante il marciume delle radici se il terreno è troppo compatto e scarsamente drenante.

Cure e trattamenti

Per proteggere le piantine di Glechoma dal caldo e dal freddo si consiglia di effettuare una leggera pacciamatura a livello del suolo. I trattamenti vanno effettuati solo nel caso in cui la pianta viene coltivata a scopo ornamentale utilizzando prodotti specifici.

glechoma

Varietà e specie di Glechoma

Glechoma hederacea ‘Variegata’

E’ una pianta a portamento ricadente e tappezzante con steli erbacei ricoperti da tantissime foglie aromatiche a forma tondeggiante di colore verde con screziature di colore bianco-crema che ricordano quelle della pianta dell’incenso o Plectranthus. In primavera produce numerosi fiorellini simili a bocche di leone di colore viola-blu. E’ perfetta per la coltivazione nei panieri sospesi, per rivestire o tappezzare muri ombrosi del giardino o come sostituto del prato. Va potata all’inizio della primavera prima del risveglio vegetativo.

Parti utilizzabili e conservazione della Glechoma

Tutte le parti della pianta steli, fiori e foglie sono commestibili e ricche di proprietà benefiche per la salute.

Le sommità fiorite generalmente vengono raccolte in mazzetti, fatte essiccare all’aria in un luogo ombroso ma areato e poi conservate in barattoli o in sacchetti di carta.

Usi in cucina

Le foglie della Glechoma possono essere usate in cucina per la preparazione di minestre, frittate e pizze rustiche e come ripieno di tortellini e ravioli.

In Svizzera, le foglie vengono utilizzate per la preparazione di un ottimo tè, particolarmente indicato per la cura di traumi e contusioni da caduta.

glechoma-variegata

Usi in fitoterapia

La glechoma è una pianta officinale aromatica benefica per la nostra contiene alcaloidi, flavonoidi, è considerato un ottimo rimedio naturale per la cura di numerose affezioni infatti agisce da:

  • espettorante contro la tosse grassa, il raffreddore bronchiale e la sinusite;
  • diuretico, combatte la ritenzione idrica e contrasta la cellulite;
  • cicatrizzante, favorisce la cicatrizzazione di piccole ferite;
  • digestivo, facilita la digestione se consumata fresca o assunta sotto forma di infuso aromatico e  molto gradevole al palato;
  • antidolorifico per il mal di testa;
  • antiinfiammatorio contro infezioni cutanee di varia natura;
  • deodorante e rinfrescante per la pelle.

Controindicazioni

La glechoma non ha effetti collaterali ma se assunta sotto forma di infuso per periodi molto lunghi  potrebbe provocare diarrea. L’utilizzo è comunque sconsigliato in gravidanza, durante il periodo dell’allattamento e ai bambini.

La Glechoma è velenosa?

Per il contenuto di glechomina la pianta risulta leggermente tossica per gli animali.

Curiosità

Il nome generico deriva della pianta di Glechoma deriva dal greco glèchon, in riferimento al nome di una pianta aromatica simile alla menta, quello specifico invece al portamento invadente  della comune edera. Il nome scientifico fu dato alla Glechoma da Carlo Linneo il padre della moderna classificazione degli esseri viventi.

Galleria foto Glechoma

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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