Giusquiamo – Hyoscyamus niger

Giusquiamo-fiori

Il Giusquiamo nero è una pianta velenosa spontanea utilizzata a scopo medicinale e anche come ornamentale, in vaso e in piena terra.

Caratteristiche generali del Giusquiamo nero – Hyoscyamus niger

Il Giusquiamo nero, nome scientifico Hyoscyamus niger, è una pianta spontanea velenosa della famiglia delle Solanaceae originaria dell’Asia. E’ diffusa in Africa, in America settentrionale e in Europa, a partire da livello del mare fino a 1200 metri di altitudine. In Italia cresce tra i ruderi delle campagne, nelle fessure dei muri, lungo i bordi delle strade, dei sentieri vallivi e montani, nei terreni sciolti e nelle concimaie.


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Il Giusquiamo è provvista di lunghe radici fusiformi e in pieno vigore vegetativo forma un folto cespuglio alto mediamente 50 centimetri. Ha fusti eretti, spesso ramificati, rivestiti da lunghi peli  biancastri molli e vischiosi.

Le foglie sono ovato-oblunghe o lanceolate di color verde-grigiastro opaco; quelle inferiori sono grandi e picciolate mentre quelle superiori sono amplessicauli e molto più piccole. Anche le foglie come le altre parti verdi della pianta sono pelose e se stropicciate emanano un odore aromatico nauseabondo.

Hyoscyamus niger-Giusquiamo

I fiori, sono profumati ed ermafroditi. Solitari o in riuniti in piccoli gruppi, compaiono nella parte superiore della pianta, alla base delle ascelle fogliari. Hanno la corolla imbutiforme composta da 5 petali lobati di color giallo chiaro con venature reticolate di colore violetto che contrastano con il viola scuro o il vinaccia dell’interno dei tubuli nel cui centro sono evidenti 5 stami e lo stilo con l’ovario biloculare. Il calice del fiore è campanulato con 5 denti acuti di colore verde che nel periodo della fruttificazione avvolgono le capsule o pissidi. L’ impollinazione è entomofila, avviene tramite gli insetti.

Giusquiamo-hHyoscyamus-niger

Il frutto del Giusquiamo è la pisside, una particolari capsule detta pisside divisa internamente in da 2 cavità o sacche chiuse in alto da un opercolo che, a maturazione, da agosto a ottobre, si apre disseminando i i semi in essa contenuti. Generalmente ogni pisside contiene 300 – 400 semi.

I semi sono bruni, reniformi e dotati di una capacità di germinazione lunghissima infatti possono produrre piante anche dopo 600 anni. Vengono disseminati dal vento e dagli animali (si attaccano ai peli) anche a notevole distanza dal luogo di produzione.

Fioritura

Il Giusquiamo fiorisce in estate, da Maggio a Settembre. La fioritura è prolungata in quanto  fiori non sbocciano simultaneamente.


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Giusquiamo-foglie

Coltivazione del Giusquiamo nero

Esposizione

Il Giusquiamo nero predilige l’esposizione al sole pieno anche se si sviluppa abbastanza bene alla mezz’ombra di alberi ad alto fusto. Non soffre il caldo e resiste nelle  aree in cui le temperature invernali comprese tra -23 e -28° C.

Terreno

E’ una pianta che cresce in qualsiasi terreno da giardino a medio impasto, ricco di nutrienti, soprattutto azoto, umido ma ben drenato.

Annaffiature

Necessita di regolari e frequenti innaffiature durante i mesi più caldi dell’anno al fine di garantire un terreno sempre umido.

Concimazione

Va concimata in primavera con un fertilizzante ricco di azoto in forma liquida e opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature.


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Moltiplicazione del Giusquiamo

La riproduzione avviene facilmente per seme.

Semina

Può essere effettuata in primavera, tra aprile-maggio, oppure in estate tra agosto e settembre, in un terreno sciolto, soffice e ricco di sostanze nutritive.

I semi vanno interrati ad una profondità di 5 cm e distanti gli uni dagli altri almeno 60 cm. Il substrato di semina va posto in un luogo a temperatura di 20° C e va mantenuto umido fino all’avvenuta germinazione, 3 – 4 settimane. Le piante di Giusquiamo nate da seme produrranno i fiori generalmente nella stagione successiva alla semina.

Potatura

Vanno recisi i fiori appassiti per favorire l’emissione di quelli nuovi.

dorifora

Parassiti e malattie del Giusquiamo

Questa pianta come le altre Solonacee più conosciute (patata, peperone, melanzane, ecc.) viene attaccata dagli afidi, piccoli parassiti che rovinano anche i fiori ancora in boccio.

Il vero nemico del Giusquiamo è però la dorifora un insetto che mangia di tutto: foglie, fiori e steli e se non si interviene subito lo stato vegetativo e produttivo della pianta viene seriamente compromesso.

Cure e trattamenti

Lo giusquiamo coltivato in piena terra necessita di frequenti scerbature mentre quello coltivato  c in vaso va protetto dal gelo dell’inverno spostandolo in un luogo riparato e solo dopo aver avvolto il a il contenitore con un foglio da imballaggio al fine di evitare il congelamento delle sue radici.

Le piante infestate dai parassiti e dalle dorifore possono essere trattate con nebulizzazioni a base di piretro, rotenone o farina di roccia. I trattamenti sono efficaci su larve e insetti adulti se vengono fatti al mattino presto.

Varietà di Giusquiamo

Esistono undici specie e oltre al Giusquiamo o Hyoscyanus niger l’altra più diffusa in tutta Europa ricordiamo  il Giusquiamo bianco o Hyoscyamus albus.

Hyoscyamus albus

Il Giusquiamo bianco è una pianta annuale, biennale o perenne diffusa in tutta l’Europa meridionale. Cresce indisturbato nei terreni incolti, sassosi e sabbiosi fino a 900 metri di quota. Forma un cespuglio alto dai 30 ai 70 cm; ha radici fusiformi molto ramose e fusti cilindrici eretti e appiccicosi per la presenza di peli ghiandolari.

Le foglie sono alterne, lanceolate, con margine sinuoso, talvolta dentato e tutte picciolate; hanno consistenza carnosa e il loro colore è verde scuro nella lamina superiore, più chiaro in quella inferiore. I fiori sono imbuti a 5 petali lobati con calice verde villoso. I fiori del Giusquiamo bianco sono più piccoli di quello nero: i petali sono di colore giallo pallidissimo con tubulo interno privo di venature violacee e e i semi maturano nella pisside. Anche il Giusquiamo bianco è tossico per ingestione a causa degli alcaloidi presenti nelle foglie, nei semi e nelle radici.

Hyoscyamus-albus-Giusquiamo bianco

Proprietà medicinali del Giusquiamo

Il Giusquiamo possiede varie proprietà farmacologiche-medicinali: allucinogena, antielmintica, antispasmodica, antitumorale, calmante il dolore, diuretica, febbrifuga, ipnotica, midriatica, narcotica, sedativa.

In campo farmacologico il Giusquiamo come la Belladonna viene impiegato nella preparazione di farmaci utili nella lotta del Parkinson, del delirium tremens e di altri disturbi dell’eccitamento motorio. Inoltre la scopolamina viene utilizzata per combattere la malattia del viaggio o del movimento nota come cinetosi.

In passato, Il Giusquiamo  veniva utilizzato come anestetico durante gli interventi chirurgici e in piccole dosi per alleviare il mal di denti, le nevralgie, attenuare gli effetti della pertosse o tosse asinina, dell’epilessia e delle malattie mentali.

Oggi viene utilizzato per la preparazioni di prodotti repellenti contro pidocchi, zecche ed altri parassiti ematofagi.

Giusquiamo-frutto

 

Il Giusquiamo è velenoso?

Tutte le parti della pianta sono tossiche, soprattutto le foglie ed i semi che contengono alcaloidi come la josciamina e la scopolamina che per effetto del riscaldamento o dell’essiccamento delle si trasformano in atropina. Se le parti della pianta vengono ingerite provocano sdoppiamento della vista, aggressività, sonno profondo o addirittura la morte. L’ingestione di 20-30 semi può causare la morte di un bambino, mentre un numero 5 volte superiore quella di un adulto.

Nome inglese

In Inghilterra, il giusquiamo nero viene chiamato Henbane o Stinking Nightshade è (puzzolente belladonna).

Nomi volgari del Giusquiamo

I nomi volgari sono tanti e variano da regione a regione:

  • Fava Porcina, in Italia
  • Erba càmola o Erba d’I mal di dent, in Piemonte
  • Oppio dei forti, in Lombardia
  • Erba apollinaria o apollinea, in Toscana
  • Zambugnara, in Abruzzo
  • Grassuda, in Sicilia.

La pianta è chiamata anche pianta delle streghe o occhio del diavolo per la sua l’azione psicoattiva.

Curiosità

Il nome scientifico Hyoscyamus niger  deriva dal greco antico, Hyòs (porco) e Kyamos  (fava) e fu dato alla pianta da Linneo in riferimento al fatto che i maiali se ne cibavano senza conseguenze. . L’epiteto specifico niger che deriva dal latino e significa nero, è riferito al reticolo scuro presente in fondo alla corolla e nelle venature dei suoi fiori.

Galleria foto Giusquiamo

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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