Giuggiolo – Ziziphus jujuba


Giuggiolo-Ziziphus jujuba

L’albero delle giuggiole chiamato comunemente anche come dattero cinese è un albero da frutto molto antico coltivato anche a scopo ornamentale nei parchi pubblici e nei giardini privati come frangivento.

Giuggiole-datteri cinesi


Caratteristiche del Giuggiolo – Ziziphus jujuba

Il giuggiolo, Ziziphus jujuba, è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rhamnaceaee, le cui origini sono ancora incerte. Per alcuni botanici sembra che sia originario dell’Africa settentrionale e della Siria, per altri invece è originaria dell’Asia orientale, dove viene coltivato da oltre 4000 anni. In Italia, si trova diffuso allo stato rustico nei suoli poveri di antiche campagne abbandonate e nelle isole. Antichi esemplari di giuggiolo si possono infatti ammirare a Procida, in Veneto e sui Colli Euganei.

Il giuggiolo è un albero molto longevo, caratterizzato da una crescita molto lenta. Gli esemplari lasciati crescere liberamente superano anche i 10 metri in altezza mentre quelli che generalmente vengono potati sono alti mediamente 5 metri.

Giuggiolo-Zizyphus vulgaris

Il dattero cinese ha un robusto e profondo apparato radicale che lo tiene ben saldo al suolo.

La parte aerea invece è molto complessa: il tronco è tozzo e variamente articolato.

I rami sono brevi e per lo più penduli soprattutto sotto il peso dei frutti.

La corteccia, negli esemplari giovani è liscia e rossastra, mentre nelle piante di svariati anni di vita è rugosa, con fessure longitudinali e tendente marrone-grigiastro che tende facilmente a sfaldarsi.

La struttura dell’albero è molto complessa ed articolata per la formazione dei suoi rami cortissimi (brachiblasti) e contorti ricoperti di spine.

Giuggiolo-foglie e frutti

Le foglie, ovate-lanceolate, lucide e coriacee e a margini lievemente dentati sono di un verde brillante.

Giuggiolo-fiori

I fiori del giuggiolo, di colore giallo paglierino o bianco-verdastro, molto simili a quelli dell’Alloro, sono aggruppati nelle ascelle fogliari; sono piccoli, scarsamente decorativi, con corolla composta  da 5 petali disposti a stella.

Giuggiolo-giuggiole

I frutti, le giuggiole, grandi quanto un oliva, dal verde quando sono immaturi diventano color verde bruno-rossiccio in piena maturazione. La buccia avvolge una polpa soda e dolciastra il cui sapore è un misto tra il dattero e la mela.

Liquore di giuggiole ricetta

Il seme, uno per frutto, è ovoidale, legnoso e con un apice appuntito è molto resistente alla germinazione.

Giuggiole sotto spirito ricetta

 

C’è un solo nocciolo all’interno del frutto, simile a quello di un’oliva, che nella cucina persiana è noto come annab.

I semi della pianta sono molto restii a germogliare a causa dell’endocarpo molto duro e robusto, un modo semplice per aggirare il problema è il taglio della punta del seme con delle forbici da potatura per agevolare l’ingresso dell’umidità all’interno del seme.

Fioritura del giuggiolo: fiorisce in tarda primavera fino a metà dell’estate, tra da maggio e luglio.

Giuggiolo-coltivazione

Coltivazione del Giuggiolo

  • Esposizione: come gli altri alberi da frutto predilige i luoghi soleggiati e anche se ama il clima mite è tollerante al freddo intenso tanto da sopravvivere a temperature fino a −15 °C e alle zone esposte ai forti venti.
  • Terreno: è un albero che si adatta a tutti i tipi di terreno, cresce in quelli con qualsiasi valore pH acido, basico o neutro. calcarei sia quelli acidi.
  • Annaffiature: il giuggiolo è un albero da frutto che si accontenta delle piogge e in virtù delle sue profonde radici è resistente anche a lunghi periodi di siccità ma per favorire la fioritura e quindi la fruttificazione va irrigato almeno una volta al mese con un apporto di circa 40 litri di acqua quantità variabile a seconda delle sue dimensioni.
  • Concimazione: per ottenere raccolti abbondanti e di buona qualità, il terreno di coltivazione delle giovani piante messe a dimora da poco, va arricchito con fertilizzanti ricchi di azoto, in una proporzione di 100 g/anno, interrati intorno alle piante di giuggiolo a pochi centimetri di profondità per evitare di danneggiare le loro delicate radici.

Moltiplicazione del Giuggiolo

La riproduzione avviene per seme, mediante portainnesti, per margotta oppure mediante i polloni basali che crescono numerosi ai piedi del giuggiolo.

La semina risulta molto difficoltosa in quanto i semi del giuggiolo come le altre specie di piante della stessa famiglia, sono molto duri e resistenti a germogliare; per facilitare la germinazione è buona norma tagliare la punta del seme con cesoie ben affilate e solo successivamente interrarli in un terriccio sciolto con un adeguato grado di umidità.

Propagazione per innesto

Per questo tipo di propagazione agamica, sicura e di ottimi risultati, si utilizza come portainnesto il piede franco ottenuto da semi e l’innesto stesso può essere  eseguito a spacco inglese, in febbraio.

Impianto o messa a dimora del Giuggiolo

La messa a dimora delle piante di giuggiolo si effettua a fine autunno tra novembre- dicembre,  in un sesto d’impianto che varia da 4 a 10 m, secondo il tipo di suolo. Nei terreni irrigui le piantine possono essere messe anche a distanza inferiore ai 4 metri.

La produzione inizia già dal secondo anno della messa a dimora ma per raccolti abbondanti bisogna aspettare almeno 10 anni: dopo tale tempo, infatti, un giuggiolo produce circa 100-150 kg di frutti.

Giuggiolo-potatura

Potatura del giuggiolo

La potatura del giuggiolo di solito viene fatta due volte l’anno:

  • La prima potatura che ha come scopo di prolungare la fioritura, dare armonia di forma alla chioma e favorire l’arieggiamento e il soleggiamento delle parti più interne si effettua in estate, eliminando i rami secchi e quelli  non produttivi. Si accorciano quelli troppo lunghi fino a circa 5 metri dal suolo per facilitare la raccolta dei frutti.
  • La seconda potatura invece si pratica in autunno dopo la raccolta delle giuggiole e di solito dopo la prima gelata. Questa volta l’intervento deve essere più radicale per stimolare la fioritura dell’estate successiva. Con cesoie ben affilate e disinfettate si accorciano i rametti di circa la metà della loro lunghezza e si potano a pochi cm dal suolo quelli danneggiati e vecchi. Prima di potare il giuggiolo è importante irrigarlo abbondantemente per evitare gli stress idrici inferti dai tagli.

I giuggioli potati in forma arbustiva, facilitano i lavori di mantenimento e di raccolta.

Giuggiole-raccolta

Raccolta delle giuggiole

La giuggiole si raccolgono in piena maturazione, quando la buccia diventa color mattone carico. I frutti, che hanno il gradevole sapore di mela, saranno più dolci se la buccia è leggermente appassita e grinzosa come quella del dattero. Se la raccolta viene anticipata, la zizifina, contenuto nelle foglie del giuggiolo, conferisce alle giuggiole un sapore asprigno e allappante come avviene per i cachi.

Giuggiole-conservazione

Conservazione delle giuggiole

Le giuggiole si possono conservare, come tante altri tipi di frutta, facendole essiccare all’aria in ambienti asciutti e privi di umidità o anche nel forno a temperatura di 40° C, ma con lo sportello aperto. Per conservare le giuggiole essiccate, la raccolta va fatta oltre la piena maturazione quando la buccia si presenta grinzosa e disidrata. In questo caso le giuggiole si usano poi per la preparazione di marmellate, sciroppi, confetture e gelatine.

Parassiti e malattie del Giuggiolo

Generalmente la  pianta di giuggiolo non soffre le comuni malattie fungine o crittogame. E’ tra i comuni parassiti animali solo i frutti sono suscettibili alla mosca della frutta, la Ceratitis capitata, le cui larve dopo la schiusa delle uova penetrano nella polpa causando danni seri e gravi come il suo disfacimento, la completa degenerazione del frutto e la cascola precoce.

Cure e trattamenti

In inverno, la base del Giuggiolo va protetta con una leggera pacciamatura di aghi di pino soprattutto se coltivato ad altitudini più elevate, in zone interne ed esposte a nord.

Per quanto riguarda la lotta alla mosca della frutta, i trattamenti tradizionali con prodotti specifici o mediante l’impiego di trappole biologiche,si ricorda che vanno fatti  il periodo dopo l’allegagione dei frutti fino a 15-20 giorni prima della raccolta.  In caso di forte infestazione e in caso di piogge persistenti, i trattamenti possono essere ripetuti.

Giuggiolo-usi

Usi del giuggiolo

Il giuggiolo, come già detto è un albero spinoso e pertanto nel passato veniva impiegato ai confini degli appezzamenti di terreno per realizzare barriere difensive contro gli animali feroci ed aggressivi. Oggi oltre che come albero da frutto, il giuggiolo viene coltivato anche a scopo ornamentale. In  alcune regioni anche come pianta mellifera in altre per contrastare le frane e in altre come frangivento. Nel Veneto, sui Colli Euganei, esiste una coltivazione più intensiva che si è affermata negli ultimi anni grazie alla produzione del “Brodo di Giuggiole” un infuso di giuggiole e frutti autunnali, come uva Moscato, le cotogne Cydonia oblonga, scorze di limone, uva e melograni.

I frutti, le giuggiole. ben mature, invece trovano largo impiego nella realizzazione di gustose ricette come:

il buonissimo Brodo di giuggiole, prodotto nel Veneto e sui Colli Euganei, preparato con l’infusione di altri frutti autunnali come uva Moscato, le cotogne Cydonia oblonga, scorze di limone, uva e melograni;

Marmellata di giuggiole-ricetta

la marmellata di giuggiole,

Liquore di giuggiole ricetta

il liquore di giuggiole,

brodo-giuggiole-ricetta

le giuggiole sotto spirito e anche un delizioso ed efficace sciroppo di giuggiole per la tosse.

Giuggiolo – Ziziphus jujuba

 

Varietà di giuggiolo

Le specie di giuggiolo più diffuse e coltivate sono:

  • il Giuggiolo Sherwood, una varietà tardiva dal portamento eretto e rami pendenti che produce frutti grandi e succosi, di colore brillante, che  maturano in settembre;
  • il giuggiolo Autumn Beauty, un albero molto decorativo con produzione precoce di frutti dolci e di colore oscuro;
  • il giuggiolo Li, una varietà autofertile con frutti grandi simili a mele che vanno raccolti quando sono giallo-verdi;
  • il giuggiolo Lang, che produce grandi frutti simili a pere.

Giuggiolo-curiosità

Curiosità sul giuggiolo o sulle giuggiole

In Cina il giuggiolo viene chiamato comunemente natsume o tsao. In molte regioni d’Italia le giuggiole vengono chiamate: zinzuli, in altre zizzole o scicule.

100 grammi di giuggiole apportano circa 80 Calorie, 0,2 g di Grassi, 20 g di Carboidrati e 1,2 g di Proteine.

Galleria foto Giuggiolo



Il meglio di Casaegiardino.it

Ricevi gratuitamente la newsletter con le migliori guide ed articoli esclusivi.

Commenti: Vedi tutto

Lascia una risposta