Fitolacca o Phytolacca americana: mini guida per conoscere questa pianta
Cos’è la Fitolacca? Che tipo di pianta è? In quale zone del mondo cresce? Quali sono le cure di cui ha bisogno? I suoi frutti sono commestibili o al contrario sono pericolosi e tossici? Scopriamo qualche informazione in più sulla Fitolacca o Phytolacca americana conosciuta anche con il nome di Uva turca.

La Fitolacca americana è una pianta erbacea spontanea, facile da trovare nei terreni incolti, nei campi, nei giardini, ma anche lungo i bordi delle strade e dei sentieri collinari, presso ruderi e casolari abbandonati. Conosciuta anche con il nome di Uva turca, viene spesso utilizzata a scopo ornamentale nonostante la sua tossicità. Se ne fa uso anche in campo alimentare, cosmetologico, farmacologico e medicinale. In questa mini guida, vi sveleremo tutte le info necessarie per conoscere questa pianta, coltivarla al meglio e approfondiremo qualcuno dei suoi tanti utilizzi.

- Caratteristiche generali
- Coltivazione: esposizione, scelta del terreno, annaffiature e concimazione
- Coltivazione in vaso e rinvaso
- Moltiplicazione per semina e divisione dei cespi
- Potatura
- Parassiti e malattie
- Varietà di Fitolacca: Phytolacca dioica
- Usi e proprietà
- La fitolacca è velenosa?
- Curiosità
- Fitolacca: foto e immagini
Caratteristiche generali

La fitolacca, nome scientifico Phytolacca americana, appartiene a un vasto genere di piante arboree, arbustive e perenni della famiglia delle Phytolaccaceae. Il genere infatti comprende circa 35 specie diverse originarie delle regioni orientali del Nord America e delle regioni tropicali e subtropicali. La pianta è naturalizzata in molti paesi Europei e in tutto il territorio italiano, fino a 400 metri di altitudine.
La parte ipogea della pianta è composta da una grossa radice fittonante che si insinua in profondità nel terreno come un fuso fino a 50/ 70 cm. La parte epigea, in generale, forma cespugli o arbusti che superano anche i 3 metri di altezza. Il fusto da eretto e lignificato alla base via via diventa erbaceo e le varie ramificazioni assumono un colore rosso porpora.
Le foglie, numerose e grandi, sono attaccate sugli steli mediante un corto picciolo. La pagina fogliare è ovata-ellittica, l’apice è appuntito, i margini sono lisci e la nervatura principale è lineare, molto evidente e di colore porpora. Anche il colore delle foglie è vario: vira dal verde brillante al giallo e, prima di cadere, al rosso scuro.
I fiori sono raggruppati in lunghe ed erette infiorescenze a racemo, inserite sui rami dalla parte opposta alle foglie. Possono raggiungere i 15 centimetri di lunghezza. Sono piccolissimi, ermafroditi; sono portati da brevi peduncoli di colore bianco-verdastro. La Fitolacca fiorisce da luglio fino ad ottobre inoltrato.
I frutti sono piccole bacche globose ed appiattite che da verdi quando sono immature diventano rosse-nerastre una volta giunte a maturazione. I frutti maturi della Fitolacca producono un succo violaceo utilizzato come tintura vegetale e per la produzione di inchiostro.
I semi, 10 per ogni frutto o bacca, sono neri e lucidi ed hanno forma lenticolare. Bacche e semi sono una buona fonte di cibo per gli uccelli, in particolare merli e tordi.
Coltivazione: esposizione, scelta del terreno, annaffiature e concimazione

Questa pianta, anche se tossica e considerata altamente infestante, viene coltivata a scopo ornamentale in molti giardini europei e italiani, soprattutto in campagna, a ridosso di muri di separazione o di ringhiere. Se volete coltivare il vostro esemplare di fitolacca, ecco l’abc per procedere nel migliore dei modi ed ottenere un bel cespuglio forte e rigoglioso:
- Esposizione: la fitolacca è una pianta che, pur non disdegnando la mezz’ombra, per svilupparsi al meglio necessita di un’esposizione luminosa. Collocatela perciò in una porzione ben illuminata del vostro giardino o terreno. Non teme il freddo, anche se, con l’abbassarsi delle temperature, generalmente la parte aerea dissecca.
- Terreno: essendo una pianta rustica e spontanea, si sviluppa in qualsiasi tipo di terreno. Tuttavia, dovendo scegliere, potreste utilizzare un terriccio sciolto, ricco di humus, umido ma non troppo.
- Annaffiature: trattandosi di una specie rustica e infestante, la sua resistenza sta anche nel non avere bisogno di annaffiature troppo frequenti. Potrebbe essere sufficiente l’acqua piovana: nei periodi di siccità o durante le estati particolarmente torride, è bene annaffiarla almeno una volta a settimana, facendo sempre attenzione ai ristagni idrici onde evitare la marcescenza radicale.
- Concimazione: in primavera, durante la messa a dimora, sarà necessario nutrire il nuovo esemplare, somministrando un concime a lenta cessione o interrando dello stallatico maturo, alla base della pianta di fitolacca. Questo fertilizzante organico vi assicurerà ottimi risultati.
Coltivazione in vaso e rinvaso

La Phytolacca è una pianta versatile e ben si adatta alla coltivazione in vaso, soprattutto nel caso in cui dovesse essere spostata con il sopraggiungere dell’inverno. Occorrerà un vaso dal diametro minimo di 40 cm, riempito con un terriccio sciolto e ben drenato. Va collocata in un luogo soleggiato o a mezz’ombra, e irrigata solo quando il substrato si presenta completamente asciutto; potrà essere concimata in primavera con un fertilizzante organico.
Il rinvaso potrà essere effettuato quando le radici della pianta spunteranno dai fori del drenaggio dell’acqua delle annaffiature collocati alla base del vaso.
Moltiplicazione per semina e divisione dei cespi

La fitolacca è una pianta che si può riprodurre facilmente, sia per seme sia mediante divisione dei cespi.
La semina si effettua in autunno o in primavera, distribuendo i semi su terreno universale, a una profondità di circa 5 cm. Sarà possibile seminare anche in semenzaio; procedendo in piena terra, si dovranno formare delle file distanti tra loro circa 30 cm. Le piantine nate in semenzaio, appena possibile, andranno ripicchettate in vasetti singoli, e coltivate al loro interno fino al momento della messa a dimora definitiva, una volta giunta la primavera. Questo al fine di evitare il rischio di gelate notturne.
In alternativa, la fitolacca può essere moltiplicata per via agamica, in marzo o ottobre, dividendo i polloni basali e impiantandoli sul momento all’interno di buche ben lavorate e sufficientemente profonde. Le piante di Fitolacca si mettono a dimora in primavera nel terreno lavorato a fondo mescolato a terriccio da compostaggio, un po’ di sabbia e dello stallatico maturo.
Potatura

La Fitolacca è una pianta invasiva quindi, per contenerne lo sviluppo, andrà potata alla fine del ciclo vegetativo, tagliando i rami a circa 10 cm dal livello del terreno. La potatura drastica è utile per favorire anche il ricaccio di nuovi getti nella primavera successiva.
Parassiti e malattie

La fitolacca, essendo una pianta rustica, non soffre gli attacchi dei comuni parassiti animali. Tra le malattie fungine o crittogame teme solo il marciume delle radici causato dai ristagni idrici nel terreno. Per scongiurare questo pericolo, ecco il nostro articolo con le info per evitare la marcescenza delle radici.
Varietà di Fitolacca: Phytolacca dioica

Oltre alla Phytolacca americana un’altra varietà conosciuta è la Phytolacca dioica.
La Phytolacca dioica, una pianta sempreverde originaria del sud America diffusa in tutta l’area mediterranea. La pianta ha portamento arboreo e in condizioni ambientali adeguate può superare anche i 3 metri di altezza. La parte epigea è formata da radici nodose superficiali che in prossimità del fusto tendono ad affiorare dal terreno.
La parte aerea della Fitolacca dioica è composta da un tronco breve e tozzo che nella parte alta è variamente ramificato. Nel tronco e nei rami, spugnosi e facili da tagliare, scorre una linfa velenosa. La chioma larga ed espansa è formata da grandi foglie coriacee di colore verde brillante.
I fiori maschili e femminili sono portati su due piante distinte e sono riuniti in racemi fioriferi penduli. In Italia fiorisce tra la primavera e l’estate. Ai fiori seguono i frutti, delle bacche globose appiattite di colore violaceo le cui macchie sono difficili da togliere. I semi sono piccoli, lucidi e scuri. Dal momento che la linfa è velenosa, la Phytolacca dioica o Cremesina arborea non andrebbe coltivata nelle prossimità di allevamenti animali.
Usi e proprietà

Come già detto, questa pianta, nonostante il contenuto di principi tossici quali fitolaccatossina, saponine triterpeniche, fitolaccina e istamine, trova largo impiego in vari settori. Vediamo i principali:
- Uso alimentare: le foglie giovani della fitolacca, anticamente ed ancora oggi, in molti Paesi anglosassoni e americani, vengono mangiate lesse come gli spinaci oppure, sempre previa bollitura, saltati in padella come gli asparagi. I frutti vengono utilizzati per la preparazione di dolci e il loro succo come colorante alimentare.
- Uso farmacologico: in farmacologia, la fitolacca viene utilizzata nella preparazione di farmaci ad attività antinfiammatoria, antivirale, anticancerogena e immunostimolante.
- Uso medicinale: nella medicina omeopatica, questa pianta, da sola o associata ad altri rimedi omeopatici, viene utilizzata per il trattamento di una grande varietà di disturbi. Fra i più comuni menzioniamo: infiammazioni delle mucose respiratorie, bronchiti, tonsilliti, faringiti, disturbi reumatici, dismenorrea, infiammazioni delle ghiandole mammarie, patologie infettive di varia natura, dolore associato alla dentizione nei bambini e ulcere del cavo orale. Attualmente la medicina sperimentale usa una particolare proteina (PAP) isolata dalla Fitolacca per inibire la replicazione del virus HIV nelle cellule umane.
Avvertenze: poiché tutte le parti della pianta sono tossiche anche per l’uomo ( l’uso eccessivo provoca diarrea e vomito), i trattamenti farmacologici e sanitari ricavati dalla fitolacca devono essere assunti sotto stretto controllo medico.
La fitolacca è velenosa?

Tutte le parti della pianta sono tossiche per gli animali domestici, per l’uomo e soprattutto per i bambini che si avvelenano per ingestione dei frutti. Nell’uomo, l’ingestione di piccole quantità di radici o di foglie arrossate può provocare conati di vomito seguiti da seri disturbi clinici quali dispnea, spasmi, tremori, diarrea e talvolta convulsioni. L’ingestione di dosi massicce, soprattutto di preparati con le radici, può causare la paralisi degli organi respiratori e quindi rivelarsi fatale.
E’ quindi sconsigliata quindi la coltivazione della phytolacca in presenza di bambini o animali domestici.
Curiosità

Il nome generico della Phytolacca deriva dal greco phyton (pianta) e dalla radice araba lakk (lacca), in riferimento al colore del succo del frutto maturo. L’attributo specifico fa riferimento invece al luogo d’origine. La fitolacca americana ha molti nomi comuni infatti è conosciuta come cremesina, uva turca, uva da colorare, vite di Spagna, spinacio della Virginia. Inoltre, secondo ricerche di alcuni illustri studiosi, la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti fu scritta con un inchiostro ricavato da bacche fermentate di Fitolacca.
Fitolacca: foto e immagini
Ecco le immagini più belle di questa pianta: sono tanti gli usi che se ne fanno nonostante la sua tossicità. Impariamo a conoscerla attraverso questa galleria di foto.