Fillirea – Phillyrea angustifolia


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La Fillirea, Phillyrea angustifolia, conosciuta anche come Ilatro sottile, è una pianta arbustiva di facile coltivazione in vaso, perfetta per la realizzazione di siepi sempreverdi nei giardini privati e nei parchi pubblici.

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Caratteristiche generali della Fillirea – Phillyrea angustifolia

La Phillyrea angustifolia è una pianta cespugliosa sempreverde della famiglia delle Oleaceae  tipica della macchia mediterranea. Cresce allo stato spontaneo in quasi tutte le regioni italiane a quote comprese tra i 0-600 metri sul livello del mare.

La Phillyrea angustifolia, è pianta longeva a crescita provvista di una robusta e profonda radice fascicolata. La chioma è formata da numerosi rami rigidi, legnosi  lenticolari ricoperti da una sottile corteccia marrone-brunastra.  In pieno sviluppo vegetativo, circa 10-15 anni, può raggiungere l’altezza di 6-7 m.

Le foglie sono semplici, opposte, sempreverdi. Hanno la lamina lanceolata allungata con apice appuntito di colore verde verde intenso.

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I fiori sono dioici (femminili e maschili portati su piante diverse) e, come quelli dello Olivo e dello Osmanto, sono raggruppati in infiorescenze ascellari a grappolo. Sono piccoli, di colore bianco o giallo-verdognolo. Hanno il calice verdastro composto da 4 sepali e corolla formata da 4 petali riuniti alla base a formare un corto tubulo. Sono gradevolmente profumati, attraggono farfalle, api ed altri insetti impollinatori.

Fillirea-bacche

I frutti sono piccole drupe carnose ovate-sferiche riunite in grappoli (4-6) e da inizialmente verdi diventano rosso-bluastre e infine nere a maturazione completa che avviene da settembre a novembre secondo la latitudine, dell’esposizione e del clima del luogo. Le bacche della Fillirera non sono commestibili.

Phyllirea-fiori

Fioritura

La Fillirea produce un’abbondante fioritura in primavera, da Marzo a Maggio, talvolta fino all’inizio dell’estate a seconda del clima del luogo.

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Coltivazione della Fillirea – Phillyrea angustifolia

Esposizione

E’ una pianta che pur crescendo bene a mezzombra, per svilupparsi al meglio e produrre fiori e bacche in abbondanza predilige l’esposizione in pieno sole per molte ore al giorno, al riparo dei venti freddi. Anche se sopporta molto bene il freddo e le gelate, è consigliabile, soprattutto nelle zone d’Italia in cui le temperature minime invernali scendono a lungo al di sotto dello zero o le nevicate sono abbondanti, coltivarla in vaso, in modo da poterla spostare in un luogo riparato e non umido.

Terreno

La Fillirea è una pianta che si adatta a qualunque tipo di terreno anche quello calcareo tanto da essere impiegata in terreni molto difficili per altre specie di piante, ma se si vuole ottenere un arbusto compatto e sopratutto rigoglioso il terreno deve essere sciolto, ricco di sostanze organiche e soprattutto ben drenato se si vuole evitare il marciume della radice.

Annaffiature

Gli esemplari adulti e da tempo a dimora, vanno annaffiati con moderazione, lasciando asciugare il terreno tra un apporto idrico e l’altro, in generale si interviene ogni 15 giorni.  Gli esemplari giovani e impiantati da poco tempo invece richiedono frequenti e regolari irrigazioni per favorire l’attecchimento dell’apparato radicale nella nuova dimora, da marzo a settembre.  La Fillirera coltivata in vaso va irrigata in maniera più regolare e frequente sempre lasciando asciugare il terreno tra un’innaffiatura e l’altra. In Inverno le annaffiature vanno sospese o fatte solo sporadicamente se il terreno è completamente asciutto da più giorni.

Concime-pellettato

Concimazione

La crescita e l’accestimento della pianta può essere accelerato mediante la somministrazione di un concime pellettato o un fertilizzante ternario a lent0 rilascio ricco di azoto, potassio e fosforo. Nel periodo della fioritura è consigliato, ogni 15-20 giorni procedere con una concimazione con un concime per piante fiorite solo con fosforo e potassio.

Fillirea-rinvaso

Fillirea: coltivazione in vaso

La pianta della Fillirea si adatta facilmente ad essere coltivata in vaso in zone soleggiate e riparate dai venti, soprattutto durante i mesi invernali. Il vaso deve essere adeguato alla dimensioni della pianta; il terreno leggero e ben drenano misto a sabbia e le annaffiature vanno praticate sempre quando il terreno è completamente asciutto. In inverno, se il clima è troppo rigido la pianta può essere ricoverata in serra fredda o al riparo di tettoie luminose e annaffiata sporadicamente  in modo da evitare di lasciare la pianta in un terreno completamente asciutto.

Rinvaso

Il rinvaso va fatto in primavera, quando le radici fuoriescono dai fori di drenaggio e la pianta non ha più lo spazio necessario per la crescita Si utilizza un contenitore nuovo, leggermente più grande e terriccio fresco e fertile. Prima di effettuare il rinvaso, la pianta va annaffiata. Dopo il rinvaso, si   la pianta va messa per qualche giorno in un luogo parzialmente ombreggiato e solo dopo rimessa al posto di prima e a regolarmente annaffiata.

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Potatura

Per ottenere folti cespugli, dare armonia di forma alla chioma e stimolare la produzione di nuovi getti laterali le piante di Fillirea vanno leggermente cimate durante la fase vegetativa se invece si vogliono allevare ad albero vanno eliminati tutte le ramificazioni avventizie in modo da far sviluppare e irrobustire il ramo principale o centrale. A fine inverno si potano i rami secchi e quelli danneggiati dal freddo.  La potatura va fatta ogni anno, dopo la fioritura e non deve essere molto drastica.

Moltiplicazione della Fillirea

La pianta si riproduce per seme ma viene propagata agamicamente anche per per talea apicale  in primavera preferibilmente nel mese di marzo o per talea semilegnosa in autunno.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua in autunno da settembre ad ottobre in cassone protetto contenente un terriccio specifico mantenuto costantemente umido fino alla comparsa dei germogli.

Propagazione per talea

  • Si prelevano talee lunghe 15 -20 cm, utilizzando cesoie ben affilate e disinfettate.
  • Le talee vanno trattate con una polvere rizogena o ormone radicante.
  • Si interrano per circa la metà della loro lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali.
  • Si mantiene il substrato leggermente umido per tutto il tempo necessario alla radicazione il substrato va mantenuto leggermente umido.

A radicazione avvenuta, le nuove piantine vanno trasferite in vasi singoli e solo quando saranno abbastanza forti e sviluppate potranno essere messe a dimora definitiva.

Phillyrea

Impianto o messa a dimora

Il periodo migliore per la messa a dimora della Fillirea varia a seconda del clima: in autunno nelle regioni con clima mite e in primavera avanzata in quelle a clima rigido e le gelate tardive potrebbero causare seri danni. La pianta va impiantata nel terreno ben lavorato misto a sabbia o pietra pomice, in modo da renderlo ben drenato. La buca deve essere più larga e profonda del pane delle radici. Dopo l’impianto si annaffia regolarmente soprattutto se la pianta è giovane.

Abbinamenti

La Fillirea, Phillyrea angustifolia, è una pianta arbustiva della macchia mediterranea che può essere perfettamente consociata nei giardini costieri anche con;

Parassiti e malattie della Fillirera

E’ una pianta rustica resistente agli attacchi dei comuni parassiti animali come afidi e cocciniglie attaccano altre piante sa siepe come ad esempio il Lauroceraso o l’alloro o Laurus nobilis. Tra le malattie fungine invece è molto sensibile al marciume delle radici.

Cure e trattamenti

E’ una pianta di facile manutenzione: richiede riparo dal gelo e dal freddo con una pacciamatura basale di paglia. Nelle zone con inverni molto rigidi, molto umidi e troppo ventosi, la chioma può essere protetta con teli traspiranti.  Per scongiurare il marciume dell’apparato radicale bisogna evitare i ristagni idrici anche e nel caso della coltivazione in vaso è opportuno svuotare il sottovaso.

Varietà e specie di Fillirea

Il genere Phillyrea oltre alla Phillyrea angustifolia comprende una altra varietà sempre tipica della macchia mediterranea.

Phillyrea latifolia

Conosciuta come Fillirea a foglie larghe, una specie arbustiva che cresce spontanea in quasi tutte le regioni italiane specialmente in quelle del Centro-Sud. Si coltiva come la Phillyrea angustifolia; tollera ben anche il freddo. Fiorisce in primavera e può essere propagata facilmente anche per propaggine. Nel passato i rami di questa specie venivano utilizzati come legna da camino e per ricavarne carbonella. Spesso viene confusa con il Rhamnus alaternus o Alaterno.

Usi

La Fillirea viene impiegata in giardinaggio a scopo ornamentale per il fogliame sempreverde e per i piccoli frutti ornamentali. E’ideale per siepi, bordure in qualunque tipo di giardino, perfetta in vaso su balconi e terrazze o da crescere come bonsai.

Usi medicinali della Fillirea

Questa pianta molto diffusa allo stato rustico, fin dai tempi antichi, è stata sfruttata nella medicina popolare, per  le sue proprietà antiinfiammatorie, toniche e depurative. Ancora oggi, le sue foglie vengono utilizzate per la cura del mal di gola, mal di denti, di itterizia o di altri problemi epatici.

Curiosità

Il nome del genere Phillyrea si riferisce alla forma allungata e stretta delle foglie.

Alla stessa famiglia della Fillirea appartengono piante più conosciute come ad esempio: l’olivo, il frassino, il ligustro, la Forsizia, il Lillà – Syringa vulgaris,ecc.

La pianta nel gergo comune e chiamata anche: Filaria, Lillatro, Olivastro o Ulivastro.

Galleria foto Oleacee

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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