Fertilizzante: come e quando usarlo nel modo giusto

Il fertilizzante non può essere utilizzato a caso. Ci sono delle tempistiche da rispettare e degli errori da evitare per far sì che i risultati siano come ci si aspetta. 

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Il fertilizzante aiuta le tue piante nella loro crescita e sviluppo. Se vuoi un giardino rigoglioso oppure un bel balcone fiorito, fertilizzare è un passaggio fondamentale, da non trascurare. Nonostante questo, se utilizzato al momento sbagliato e in quantità eccessive, il fertilizzante potrebbe addirittura danneggiare la pianta. Inoltre, dose massicce di fertilizzante potrebbero essere nocive per il terreno oltre che per noi stessi.

Ecco perché, quando si decide di utilizzare il fertilizzante sulle proprie piante, è necessario rispettare alcune tempistiche ed accorgimenti, oltre a leggere molto bene la confezione. Sì perché, spesso, può essere difficile utilizzare il fertilizzante naturale, soprattutto se facciamo riferimento a piante che si trovano in vaso o sul balcone. I fertilizzanti chimici o sintetici, invece, sono arricchiti e prodotti in laboratorio.


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In questo articolo, cercheremo di guidarti alle tempistiche e all’uso del fertilizzante commerciale.

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Tipologie di fertilizzante

Prima di pensare a fertilizzare le proprie piante, è necessario dover comprendere i componenti dei fertilizzanti chimici. Componenti che vengono chiaramente indicati sulla confezione e che ti aiuteranno a capire quale sarà il migliore per le esigenze della tua pianta.

I tre elementi chimici fondamentali per la crescita delle piante vengono rappresentati con la sigla NPK che, di solito, si trova sul retro del pacco. Questi tre elementi fondamentali sono:

  • Azoto (N): che permette alle foglie di crescere rigogliose. E’ indicato, dunque, soprattutto per le piante con le chiome molto folte ma anche per alcuni ortaggi e legumi. Attenzione però. Questi ortaggi e legumi sono in grado di procurarsi l’azoto direttamente dal terreno, in profondità. Quindi, per loro, il fertilizzante dovrà contenere poche quantità di azoto. Al contrario, i cereali che hanno foglie strette, hanno bisogno di più azoto.
  • Fosfato (P): nei fertilizzanti chimici viene estratto da scarti industriali oppure miniere. In natura, si trova nei terreni argillosi o sabbiosi.
  • Potassio (K): serve soprattutto alle piante da frutto. Viene usato dalle piante a livello delle cellule.

In vendita puoi trovare fertilizzanti:

  • liquidi che hanno un effetto rapido (durano al massimo un paio di giorni) diluiti in acqua;
  • polvere che vanno aggiunti in acqua;
  • in granuli che vanno inglobati nel terreno in modo uniforme;
  • in pellet che hanno base organica e possono essere sia inglobati nel terreno che distribuiti sulla superficie; hanno un rilascio molto graduale.

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Come usare il fertilizzante

Le piante in vaso hanno una quantità di terreno limitata, in cui le sostanze nutritive diminuiscono non solo con il tempo ma anche con le eccessive bagnature. Quando in primavera, rinvaserai la pianta, userai un terriccio nuovo, più soffice, migliore per assorbire il fertilizzante di cui si nutrirà la pianta. In questo caso, sarebbe meglio considerare un fertilizzante a rilascio programmato.


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Se vuoi fertilizzare le tue piante perenni in giardino, anche in questo caso, sarà la primavera il momento migliore per farlo. L’aggiunta di fertilizzante permetterà alle piante di fiorire meglio. In questo caso, meglio usare fertilizzante organico, anche in pellet, oppure granulari a rilascio programmato. 

Oltre a questi due accorgimenti, passiamo in rassegna alcune tipologie di piante più comuni. Le piante annuali vanno considerate come una pianta in vaso. Dovrai usare il fertilizzante in modo continuo in tutte le fasi della loro crescita e fioritura. Attenzione a non eccedere. Il fertilizzante dovrà essere ricco di fosforo, potassio e microelementi.


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Per quanto riguarda rose e alberi, il fertilizzante deve essere somministrato più volte nel corso dell’anno. Un dosaggio eccessivo, però, può portare delle striature colorate sui fiori chiari.

Per quel che concerne gli ortaggi, il fertilizzante dovrà essere specifico per ognuno di loro. La fertilizzazione va data in primavera e in autunno, quando i raggi solari sono meno forti.

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Quando usare il fertilizzante

La primavera viene generalmente considerata come il periodo che, più di tutti, è utile a concimare. Del resto, è proprio con l’arrivo della bella stagione che vengono messe nuove piantine, quelle vecchie vengono rinvasate, tagliate o potate.

Non tutte le piante, però, hanno bisogno di fertilizzante nello stesso momento. Ogni singola pianta, ma anche ogni singolo prodotto acquistato, possono avere diverse tempistiche.

Un consiglio di massima è quello di osservare le tue piante per capire quando occorre fertilizzare di più o di meno. Se la tua pianta produce tante foglie ma nessun frutto, potresti aver dato troppo fertilizzante. Se, invece, la pianta cresce poco, è gracile, probabilmente ha bisogno di un’altra dose di fertilizzante.

Attenzione agli agenti esterni: gli attacchi di parassiti, la carenza di luce solare, potrebbero essere confusi con carenza di fertilizzante. Perciò, meglio fertilizzare con piccole quantità di fertilizzante, ad intervalli di tempo regolare, affinché le tue piante possano rimanere in salute.

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Fertilizzante: come e quando usarlo nel modo giusto – foto e immagini

Ora che il fertilizzante per te non ha più segreti, non ti resta che valutare quando usarlo per le tue piante. Buon lavoro!

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista dal 2010
  • Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione
  • Master in Comunicazione, specializzazione in Design, Arredamento, Lifestyle
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