Farfaro – Tussilago farfara


Farfaro-Tussilago

Il farfaro chiamato comunemente anche Tossilaggine per le sue ben note proprietà benefiche, è una pianta officinale che può esser coltivata come ornamentale per abbellire e vivacizzare le aiuole dei giardini pubblici e privati con i suoi bellissimi e vistosi fiori di colore giallo-oro che sbocciano su steli nudi facendo capolino tra tappeti di foglie di alberi decidui.

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Caratteristiche generali del Farfaro – Tussilago farfara

Il farfaro, nome scientifico Tussilago farfara, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae diffusa in Asia e in tutta Europa. In Italia cresce allo stato spontaneo lungo i bordi delle strade, nei luoghi umidi, lungo i sentieri di campagna e montani fino a 2600 metri di altitudine.

La pianta di Tussilago farfara è provvista di una robusta radice rizomatosa carnosa ricoperta da scaglie che si approfonda nel terreno fino a raggiungere anche i due metri di lunghezza e come la Mandragora, una volta sviluppata, difficilmente può essere eradicata.

Dalla radice, a fine inverno-inizio primavera, prima delle foglie si originano numerosi steli fiorali verdi e squamosi alti circa 30 cm che da eretti tendono poi ad incurvarsi o a diventare penduli sotto il peso dei fiori.

Farfaro-foglia

Le foglie della farfara sono di due tipi: basali e caulinari che differiscono per forma e dimensioni. Le foglie basali che si sviluppano a livello del terreno e direttamente dal rizoma, sono sorrette da un lungo picciolo tomentoso (peloso) picciolate, hanno lamina ovata-poligonale, cordata alla base, margine irregolarmente dentellato. La pagina superiore delle foglie basali è di colore verde mentre quella inferiore è molto più chiara anche per la presenza di una fitta peluria biancastra che tende a staccarsi e a cadere col tempo.

Tussilago farfara

Le foglie caulinari appressate lungo gli scapi a mo’ di squame sono sessili, alterne con pagina lanceolata (lineare verso l’apice del caule) e margine intero. Le foglie compaiono dopo la fioritura e si sviluppano vigorosamente fino a tutta l’estate.

Farfaro-Tussilago farfara-fiori

Sugli steli, durante il periodo della fioritura, sbocciano grandi fiori a capolino, tipici delle Asteracee, con un vistoso e grande disco centrale composto da circa 40 fiori maschili (ermafroditi) e tubulosi contornati da circa 300 fiori periferici femminili con lunghi e stretti petali ligulati simili a quelli della Margherita. I fiori maschili e femminili, ricchi di xantofilla sono colore giallo carico e sono molto ricercati come fonte di nutrimento dalle api da altri insetti pronubi e non.

Farfaro-pappo-semi
I semi sono acheni cilindrici e come quelli del Tarassaco sono dotati di un pappo composto da numerosi peli denticolati, biancastri, morbidi e leggerissimi che vengono trasportati dal vento a molta distanza dal luogo di produzione.

Fioritura del farfaro: la pianta fiorisce dalla fine dell’inverno fino alla primavera inoltrata, generalmente da febbraio ad aprile.

Farfaro-coltivazione

Coltivazione della Tossilaggine – Farfaro

E’ una pianta che viene coltivata con successo nell’orto e di recente anche come pianta ornamentale nelle aiuole dei giardini vista la sua resistenza alle avversità.

  • Esposizione: il farfaro cresce bene nelle zone soleggiate, semiombreggiate e anche ombrose. Resiste al freddo e al gelo ma non sopporta il caldo afoso dell’estate.
  • Terreno: si adatta a qualunque tipo di terreno da quello arido e sabbioso a quello argilloso o roccioso purchè ben drenato. Eventuali ristagni idrici provocherebbero il marciume delle radici.
  • Annaffiature: il farfaro è una pianta che si accontenta delle piogge e dell’umidità ambientale e pertanto va irrigata solo in caso di prolungata siccità.
  • Concimazione: per contenere lo sviluppo eccessivo della vegetazione, la pianta va concimata una sola volta, in autunno, somministrando intorno al colletto un po’ di concime organico.

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Moltiplicazione del Farfaro – Tussilago farfara

La pianta in natura si riproduce per seme. In autunno la pianta può essere propagata anche per via vegetativa o agamica mediante la divisione dei rizomi che vanno impiantati al momento stesso direttamente a dimora.

Impianto e consociazioni del Farfaro

Le piante di farfaro vanno messe a dimora in buche abbastanza profonde e larghe circa il doppio delle dimensioni del rizoma e una distanza di circa 30 cm. Per un giardino floreale vivace ed allegro per tutto l’arco dell’anno, il farfaro si abbina perfettamente con piante che hanno le stesse esigenze come la Calla e alcune bulbose: Narciso, Giacinto, Ciclamino. Per contenerne lo sviluppo e ridurre il rischio che diventi infestante può essere consociata con piante che hanno le stesse esigenze nutritive come ad esempio le diverse varietà di menta Menta , il Rosmarino o altre Lamiaceae.

Parassiti e malattie del farfaro- Tossilaggine

E’ una pianta che non teme gli attacchi dei comuni parassiti animali e solo raramente le foglie se il clima è troppo umido o piovoso le foglie soffrono il mal bianco o oidio.

Cure e trattamenti

Il farfaro è una pianta molto rustica che non necessita di una particolare manutenzione.

Farfara-raccolta

Raccolta del farfaro

La raccolta delle parti vegetali di questa pianta viene fatta in periodi diversi: i fiori vengono raccolti durante il periodo della fioritura e ancora in boccio, mentre le foglie più tenere via via che fanno la loro comparsa.

Conservazione del farfaro

I boccioli chiusi dopo la raccolta vanno fatti essiccare in un posto caldo o nel forno a temperatura di 40° C e poi chiusi in un sacchetto di carta conservati un luogo buio ed asciutto per poi utilizzarli tutto l’anno per usi medicamentosi.

Componenti  chimici della Tossilaggine

Tutta le parti vegetali della pianta sono ricche alcaloidi, tussilagine, flavonoidi, carotenoidi, triterpeni.

Le foglie, i fiori e le radici rizomatose contengono mucillagine, acido tannico, glucoside amaro, olio essenziale, cera, pectina, e come la cicoria e il topinambur anche inulina.

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Proprietà del farfaro

Grazie a i suoi numerosi principi attivi il farfaro è una pianta officinale con notevoli proprietà benefiche, infatti:

  • calma la tosse più stizzosa;
  • favorisce l’espulsione delle secrezioni bronchiali;
  • è un potente antinfiammatorio;
  • è un efficace antinevralgico;
  • è emolliente (risolve uno stato infiammatorio) e in cosmetica viene utilizzata come ingrediente di creme antirughe e preparati lenitivi per pelli sensibili.
  • è diaforetico, agevola la traspirazione cutanea.
  • è un rilassante dei muscoli e dei vasi sanguigni grazie alle petazine presenti nel rizoma

Inoltre, secondo recenti studi, alcuni estratti del farfaro potenzierebbero le difese immunitarie.

Usi del farfaro

In cucina, i boccioli e i giovani fiori dal sapore leggermente amaro e dall’odore gradevolmente pepato vengono consumati crudi come insalata, cotti nelle minestre o in brodo e saltati in padella come contorno.

Anche le foglie più tenere vengono consumate sia fresche in insalata che come aggiunta a zuppe e cotte come contorno.

I fiori e le foglie, sia fresche che secche, vengono utilizzate in molte regioni per la preparazione di un tè aromatico il cui sapore ricorda vagamente quello della liquirizia e la radice ridotta e fette sottilissime viene conservata candita.

La pianta di farfaro viene impiegata a scopo ornamentale, per stabilizzare il terreno lungo le sponde dei corsi d’acqua e le foglie per arricchire il compost.

Nell’antica Grecia il medico Dioscorides consigliava di fumarla per trarre sollievo dalla tosse e dall’asma e, ancora oggi, entra come ingrediente in molte sigarette a base di erbe.

Tussilago farfara-usi

Usi medicinali del farfaro

La Tossilaggine oltre ad essere è una delle piante più conosciute in erboristeria, viene usata anche in farmacologia e nella medicina popolare soprattutto come rimedio naturale contro l’asma, la tosse e come espettorante delle secrezioni bronchiali.

Utilizzi della Tossilaggine a scopo terapeutico

Le parti della pianta possono essere utilizzate per uso esterno e interno sotto forma di decotti o infusi.

Per uso esterno si usano i decotti di foglie fresche per calmare le irritazioni della pelle. Per uso interno invece è ottimo l’infuso in caso di tosse o di affezioni bronchiali.

Controindicazioni ed avvertenze

Il consumo è sconsigliato in gravidanza ed allattamento e mai dai bambini sotto i 6 anni di età.

La tossilaggine è velenosa?

Prima di utilizzare il farfaro a scopo medicamentoso anche per brevi periodi (3 -4 settimane) si consiglia di limitarsi nel consumo e di consultare il parere del proprio medico in quanto questa pianta contiene, in misura variabile, alcuni alcaloidi tossici che anche se vengono largamente distrutti quando la pianta viene bollita per ricavarne un decotto, possono danneggiare il fegato per accumulo.

Farfaro-Tussilago farfara

Curiosità sulla tussilago

La Tussilago farfara un tempo era il simbolo delle farmacie parigine infatti i suoi fiori venivano dipinti sulle porte in segno di riconoscimento.

Il nome generico della pianta Tussilago che deriva dal latino tussis (tosse ) e ago (agire su) si riferisce alle proprietà medicinali della pianta che veniva raccomandata anche ; l’attributo specifico farfarum è invece l’antico nome latino della pianta.

La Tussilago farfara è conosciuta anche con altri nomi volgari come:

  • Tossilaggine comune,
  • Tussilagine,
  • Fàrfara,
  • Farfallone,
  • Farfaraccio,
  • Farfugio,
  • Paparacchio,
  • Piè d’asino.

Galleria foto Farfaro – Tussilago farfara

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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