Piantaggine proprietà


Piantaggine


La Piantaggine è una pianta erbacea officinale molto diffusa allo stato selvatico su tutto il territorio italiano e nota fin dall’antichità per le sue magiche proprietà fitoterapiche e per i suoi utilizzi in cucina.

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La Piantaggine, nome scientifico Plantago lanceolata è un’erbacea perenne della famiglia delle Plantaginaceae presente in quasi tutte le zone del nostro Pianeta. In italia cresce spontanea tutto il territorio nei luoghi sabbiosi, terreni incolti, prati, pascoli, nei boschi radi da 0 a 2000 metri di quota.

Questa pianta selvatica o spontanea perenne è facile da coltivare anche in vaso. E’resistente agli attacchi dei parassiti, delle malattie fungine e anche agli inverni molto rigidi in quanto le gemme sotterranee vengono protette dal terreno e anche dalla neve.


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In pieno sviluppo vegetativo questa benefica pianta officinale è formata da una rosetta di foglie basali lunghe più  di 10 cm.

Le foglie sono di colore verde intenso e con la superficie un po’ lucida. Hanno forma ovale-lanceolata. margini interi e lamine solcate da nervature parallele molto evidenti.

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Componenti e principi attivi della Piantaggine

Tutte le parti vegetali della piantaggine, in particolare le foglie sono ricche di vari principi attivi come: glucosidi (D-galattosio, L-arabinosio), acidi fenolici e flavonoidi, sali minerali, in particolare potassio e zinco, mucillagine, tannini e saponine, tutti componenti che le conferiscono proprietà benefiche per il nostro organismo.

Proprietà benefiche della Piantaggine

Per i suoi costituenti naturali alla piantaggine vengono riconosciute proprietà:

  • bechiche ed espettoranti, infatti è in grado di alleviare la tosse persistente e molto fastidiosa e favorire l’eliminazione del muco, delle vie aeree superiori,  prodotto da catarro e raffreddore;
  • antinfiammatorie, Hanno la capacità di ridurre infiammazioni e dolori, come ad esempio disturbi articolari, mal di testa, mal di denti e nevralgie. Non solo, hanno anche anche un’azione antipiretica, perché sono in grado di abbassare la temperatura corporea in caso di febbre. Inoltre, gli antinfiammatori naturali non fanno male allo stomaco e non danneggiano il fegato.
  • cicatrizzanti, accelera il processo di guarigione dei tessuti lesi attraverso una serie di processi riparativi, volti essenzialmente a garantire la ricostruzione anatomica del tessuto leso.
  • astringenti,
  • antianemiche ed emollienti.

Utilizzi fitoterapici della piantaggine

Le mucillagini contenute nelle foglie della specie Major e i semi della piantaggine Psyllium, in fitoterapia, vengono consigliate per bloccare le emorragie e favorire la guarigione delle ferite.

Gli impacchi, ad uso esterno, di foglie fresche e triturate sono utili invece per accelerare la cicatrizzazione delle ferite, lenire infiammazioni degli occhi, della pelle, e nella cura di ustioni lievi e superficiali e per l’effetto antipruriginoso anche come rimedio naturale contro le punture delle zanzare o di altri insetti.

Il suo infuso può essere si può usare per fare gargarismi in caso di infiammazione della bocca e della gola e come blando lassativo nella cura della stitichezza ostinata e per altri problemi del tratto intestinale.

Come preparare l’infuso di piantaggine.

La piantaggine è una pianta versatile e anche i semi della piantaggine Psyllium, ricchi di mucillagini, possiedono proprietà medicinali per l’apparato digerente, in quanto agiscono da antiparassitari e lassativi. Sono l’optimum infatti per coloro che soffro di stitichezza cronica. Il consumo di piccola piccola quantità di semi favorirà l’evacuazione in quanto  essi a contatto con l’apparato digerente, assorbono acqua, aumentano di dimensioni, provocando un aumento del volume intestinale.

Per curare i malanni invernali è ottimo anche lo sciroppo di Piantaggine, facile da preparare anche in casa.

 Sciroppo di piantaggine

  • 1/2 litro di succo di foglie giovani
  • 300 grammi di zucchero di canna
  • 2-3 bacche di Ginepro

Per la preparazione di questo benefico e naturale sciroppo occorrono foglie di Piantaggine fresche raccolte in luoghi non inquinati o semplicemente dalle piante coltivate in vaso, nell’orto o anche in aiuole riparate del proprio giardino persino quelle che crescono nel cotico erboso.

Si lavano le foglie in acqua fredda; si versano in una pentola e dopo averle ricoperte d’acqua si mettono a cuocere a fuoco lento per 2 ore.
Trascorso il tempo indicato, si filtrano le foglie e si spremono ben bene per raccogliere il loro succo.
Si misura il succo ottenuto e si aggiunge lo zucchero variando la dose in relazione alla quantità ottenuta. Si può aggiungere qualche bacca di ginepro per addolcire e si mescola bene bene per amalgamare il tutto.
Dopodiché, si versa il composto nella pentola e sempre a fuoco lento si fa cuocere, per far sciogliere lo zucchero.
Una volta che lo zucchero si è sciolto, si spegne il fuoco e si lascia raffreddare lo sciroppo. Infine si versa lo sciroppo in bottigliette di vetro scuro, si tappano. Lo sciroppo si conserva in luogo fresco e asciutto.

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Piantaggine: utilizzi in cucina

Le foglie fresche, disponibili tutto l’anno, sono commestibili. Quelle più tenere possono essere consumate crude, come il radicchio, nelle insalate miste oppure saltate in padella come gli spinaci oppure bollite in aggiunta ai minestroni come ripieno di torte salate, frittate e pasta verde fatta in casa ( le foglie tingono di verde le pietanze con cui entrano in contatto). Anche le radici, ben lavate e finemente tagliate, possono essere consumate stufate nei mesi freddi mentre le teste dei fiori, dal sapore simile a quello dei funghi champignon possono essere conservate nell’aceto balsamico e utilizzate per la preparazione di sfiziosi contorni o negli antipasti.

Il succo di Piantaggine ottenuto dalle foglie fresche mescolato con succo di limone è ottimo come diuretico in quanto contrasta la ritenzione idrica.

Controindicazioni

La piantaggine non ha controindicazioni. Si consiglia comunque di evitarne l’uso in caso di allergia accertata verso le piante del genere Plantago anche se l’allergia nei confronti di questa pianta è dovuta al polline e non ai suoi componenti.

Avvertenze: per l’assunzione della piantaggine a scopo terapeutico è bene consultare il parere del proprio medico.

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Curiosità

Il nome scientifico Plantago, deriva dal latino planta (pianta del piede), e fa chiaro riferimento alle foglie basali piatte, che ricordano appunto la forma del piede.

Negli Stati Uniti, la Piantaggine si chiama Snake Weed, da una credenza nella sua efficacia in caso di morsi di animali velenosi. Infatti in per lenire le punture di insetti, i morsi di serpenti, piaghe, eruzioni cutanee, piaghe cutanee.

Anticamente la Piantaggine era considerata un’erba magica perchè capace di guarire numerose malattie grazie ai suoi benefici componenti.

Le specie di Plantago maggiormente utilizzate in fitoterapia sono la Piantaggine Mayor e la Piantaggine psyllium.

Approfondimenti: Coltivazione della Piantaggine – Plantago lanceolata.

Galleria foto Piantaggine

LauraB

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