Cotino – Albero della nebbia


Cotinus-albero -nebbia

Il Cotino è un albero ornamentale apprezzato per la bellezza del suo fogliame, per i suoi caratteristici frutti piumati ideale da coltivare come sfondo di aiuole e bordure,


Caratteristiche Cotinus  coggygria – Cotino

Il cotino, Cotinus coggygria, è un albero deciduo della famiglia Anacardiaceae originario dell’Europa, diffuso allo stato spontaneo ai limiti dei boschi e sulle colline soprattutto delle regioni Nord e centro Italia.

II cotino è dotato di un robusto apparato radicale che lo ancora saldamente al terreno. Il tronco è eretto, la corteccia è liscia e verdastra negli esemplari giovani, grigiastra e striata in quelli adulti.

La chioma, sferoidale e variamente ramificata, è composta da foglie decidue di colore verde brillante che, in autunno,  virano al bruno e al giallo oro regalando splendide macchie di colori.

In primavera sui rami compaiono grandi infiorescenze simili a grappoli di uva formate da tanti a piccoli fiori unisessuali o ermafroditi,  poco appariscenti di colore giallo- crema o giallo -verdastro.

In estate, subito dopo a fioritura compaiono i frutti, delle drupe semilegnose piriformi avvolte da una lunga peluria bianca o rosata  lunga 15 – 25 cm, che a maturazione completa vira verso  il beige-marrone. La particolare struttura del frutto ha conferito al cotino anche il nome di albero della nebbia.

I semi sono contenuti all’interno delle drupe e sono fertili.

Cotinus-foglie rosse

Fioritura: il cotino fiorisce in primavera avanzata da maggio fino a tutto luglio.

Cotinus-coggygria

Coltivazione Cotino – Scotano

Esposizione: l’Albero della nebbia o Scotano predilige i luoghi luminosi, e sopratutto ben areati. Non teme il caldo torrido e anche se sopporta molto bene anche il freddo intenso dell’inverno si consiglia di proteggere le radici delle piante giovani con una pacciamatura basale di paglia o  foglie, secche.

Terreno: l’albero della nebbia anche se sia adatta a qualunque tipo di terreno, ama il substrato sciolto, profondo  e soprattutto ben drenato preferibilmente mescolato a una parte di sabbia grossolana.

Annaffiature: il Cotinus coggygria,anche sopporta bene brevi periodi di  siccità, va annaffiato regolarmente una volta a settimana per tutto il periodo vegetativo ovvero da marzo a ottobre, evitando comunque gli eccessi idrici e lasciando asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. In inverno la pianta allevata a dimora non va irrigata in quanto si accontenta delle acque piovane e dell’umidità ambientale. L’Albero della nebbia allevato in vaso va irrigato invece con maggiore frequenza.

concime

Concimazione: è una pianta che non richiede apporti continui di macro e microelementi in quanto il terreno troppo ricco provoca lo scolorimento delle foglie. Una concimazione organica all’inizio della primavera sarà sufficiente per la produzione di nuovi tessuti vegetali e a garantire una copiosa fioritura.

Moltiplicazione Cotino – Albero della nebbia

Il cotino si riproduce per seme ma molto più facilmente per via agamica mediante propaggine, margotta e talea.

Moltiplicazione per seme

La semina del Cotino si effettua in primavera, disponendo ad una profondità di circa 1 cm i semi in un semenzaio contenente terriccio adatto e ricoperti con della pellicola o con sacchetti di nylon trasparenti. I semenzai vanno posti poi in piena luce fino alla germinazione dei semi, circa 20 giorni.  I semi possono essere seminati anche direttamente in piena terra distanti tra loro almeno 20 cm per evitare che con la crescita le nuove piante vadano a competere le une contro le altre.

Moltiplicazione per propaggine

Si tratta di un metodo di riproduzione agamica che generalmente viene attuato su piante rampicanti come vite americana, vite inifera, glicine,  salice piangente, rincopspermum ecc,. La propagazione per propaggine oltre ad assicurare piante con le stesse caratteristiche genetiche della pianta madre è anche molto facile da praticare. In Settembre, si sceglie un ramo giovane, sano e flessibile che tocca il terreno; lo si scortica per circa 2 cm di un anello di corteccia; lo si interra nel terreno e lo blocca con ganci ad U fino alla radicazione  che in genere si completa nel giro di 1 anno.

A radicazione avvenuta basta separare dalla pianta il ramo con le radici e piantarlo subito.

Moltiplicazione per talea

Il cotino può essere propagato anche per talea. In agosto-settembre, con cesoie ben affilate e disinfettate, si prelevano talee lunghe 10 cm, di germogli laterali, e si piantano in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali in cassone freddo. In maggio le talee radicate si piantano in vasi di 10 cm e si allevano in essi fino alla primavera successiva stagione in cui potranno essere messe a dimora definitiva.

Impianto o messa a dimora

La piantagione va effettuata preferibilmente in primavera o in autunno, in una buca larga e profonda 40 cm, arricchita con sostanze organiche e un poco di fertilizzante minerale in granuli. Dopo l’impianto occorre innaffiare il terreno, ben compattato, e distribuire 5 cm di pacciamatura. ? indispensabile assicurare umidità attorno alle radici per tutto il primo anno, soprattutto quando la siccità dura a lungo.

Cotino-potatura

Potatura

Generalmente la pianta va fatta crescere allo stato libero ma se si vuole conferire armonia di forma alla chioma e favorire una vegetazione più vigorosa, a fine autunno si effettua una drastica potatura dei rami fino circa 40 -50 cm dal suolo. Una potatura drastica  stimolerà la produzione di foglie più grandi e più intensamente colorate, ma è bene ricordare che la pianta non produrrà fiori e frutti. In marzo si possono accorciare o asportare i rami deboli.

Rinvaso-pianta

Rinvaso

Il cotino può essere coltivato anche in vaso soprattutto se si tratta di un esemplare di pochi anni di vita. Per un corretto sviluppo ed una crescita armoniosa la pianta va rinvasata ogni anno utilizzando sempre un vaso leggermente più ampio del precedente.

Oidio-mal bianco

Parassiti e malattie del Cotino

Si tratta di una pianta rustica che difficilmente viene attaccata da malattie fungine e virali. Talvolta se il clima è troppo umido è soggetta al mal bianco o oidio che si riconosce per il deposito polveroso biancastro sulle foglie e all’attacco degli afidi che rovinano vistosamente i teneri germogli.

Cure e trattamenti

Per prevenire i vari tipi di infestazioni sarebbe opportuno intervenire sulla chioma con un insetticida ad ampio spettro e un anticrittogamici specifici.

Tossicità

I frutti del Cotino contengono delle sostanze leggermente tossiche e vanno maneggiati con cautela in quanto il contatto diretto con la pelle potrebbe causare eritemi e vescicole dolorose.

Il cotino fa parte della lista delle piante urticanti.

Cotino-tossicità

Usi

In passato, il cotino veniva coltivato per la produzione della trementina contenuta nelle foglie largamente impiegata per la concia delle pelli. Dal legno si estraeva un inchiostro di colore giallo. Oggi lo Scotano  Cotinus, viene coltivato come pianta ornamentale nei giardini privati e nei parchi pubblici. Le varietà più diffuse sono soprattutto le cultivar con foglie viola o rosse ed in particolare, la varietà Royal Purple un bellissimo esemplare di colore rosso scuro.

Infine,  il Cotino per il suo profondo e forte apparato radicale viene utilizzato anche come rivestimento di terreni franosi.

Cotino-autunno

Tossicità

I frutti del Cotino contengono delle sostanze leggermente tossiche.

Curiosità

Il Cotino è conosciuto comunemente come albero della nebbia, Scotano, Sommacco e albero parrucca per le sue infiorescenze a forma di pennacchi piumosi.

Galleria foto del Cotino

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