Come scegliere il terriccio per le orchidee

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista

Il terriccio per le orchidee deve essere in grado di rispettare le necessità della pianta durante l’arco di tutta la sua vita. Vediamo come sceglierlo al meglio. 

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Un buon terriccio avrà un impatto positivo sulla buona riuscita delle orchidee che hai deciso di adottare a casa tua. Le orchidee sono entrate di diritto nelle nostre abitazioni, essendo tra le preferite di sempre per la loro bellezza e varietà. Ovviamente, per far sbocciare la loro bellezza, sono necessarie alcune cure particolari. La scelta del terreno è una di queste.

Prima di scoprire quale terreno è migliore per le tue orchidee, è necessaria una premessa: il terriccio di cui queste fantastiche piante esotiche hanno bisogno non è un terriccio qualunque. Infatti, le radici di questa pianta vivono fuori dal vaso. A cosa serve la terra, dunque? Come ancoraggio per le radici. Deve essere, dunque, drenato e leggero. Drenato perché l’orchidea mal tollera i ristagni; leggero affinché le radici non vengano soffocate.

Non esiste un buon terriccio senza un vaso adatto. Un’orchidea, infatti, ha bisogno di un contenitore che assicuri l’areazione e il drenaggio, con fori sufficienti. Ricordiamo anche l’umidità che deve essere sempre garantita alle orchidee in fase vegetativa, per lo meno.

Dopo questa premessa necessaria, possiamo entrare nel vivo e scoprire qual è il terriccio perfetto per le orchidee. In particolare, ne descriviamo due tipologie: quello a composizione legnosa e quello a composizione rocciosa.

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Come scegliere il terriccio per le orchidee: composizione legnosa

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Il terreno per l’orchidea può essere composto sia da elementi naturali di origine vegetale (come le cortecce legnose) che da elementi di origine minerale.

Per quanto riguarda la composizione legnosa del terreno, gli elementi che andranno a comporre il tuo terreno sono parti di alberi e così via. Ad esempio, il terreno perfetto, sarebbe composto dalla fibra di osmunda (in tre parti) e dalla torba di sfango. Derivando da una felce diventata rara, l’Osmunda appunto, la fibra è diventata introvabile poiché protetta. Perciò, il terriccio più comune che si può utilizzare per le proprie piante è composto da bark ovvero un substrato realizzato con cortecce o di pino o di abete. L’obiettivo del bark è quello di ricreare l’ambiente tipico su cui le radici delle orchidee si aggrappano.

Tra gli svantaggi di questo tipo di substrato, spicca il fatto che le cortecce si deteriorano e perdono le loro sostanze nutritive. Ecco perché un’orchidea con questo tipo di substrato deve essere rinvasata almeno ogni due o tre anni. Tra i pregi, invece, quello di mantenere il loro pH costante. Se hai deciso di acquistare il bark, accertati che ne sia uno specifico per orchidee.

Fai attenzione alla grandezza delle radici: se sono grandi, i pezzi di corteccia che compongono il terreno, devono essere grandi; se sono piccole anche la grana delle cortecce sarà più fine.

Oltre alle cortecce, un’altra fibra legnosa è il cocco. Non il suo guscio ma un prodotto che si estrapola dagli scarti di coltivazione della pianta di cocco. Questo materiale viene lasciato invecchiare. Quando viene inserito nel terriccio dell’orchidea, viene messo a cubetti. Si tratta di un materiale leggero, areato e ha una ritenzione idrica un po’ superiore al bark. Inoltre, è carente in sale perciò attenzione a concimare l’orchidea sin da subito.

Come scegliere il terriccio per le orchidee: composizione rocciosa

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Un terriccio composto da materiale inorganico, può aiutare a mantenere le caratteristiche del substrato nel tempo inalterate. Ciò significa che, se ben mantenuto, i rinvasi potrebbero non essere necessari, per tutto il ciclo di vita della pianta. L’unica cosa da considerare è che, il terreno inerte di questo tipo, deve essere concimato e regolato in pH per evitare che l’orchidea abbia carenze nutritive.

Tra i tre substrati a composizione rocciosa si possono annoverare l’argilla espansa che ha una forma sferica che somiglia ad una biglia. E’ perfetta per coltivare le orchidee poiché, per sua natura, ha pH neutro. Meglio scegliere l’argilla idroponica o per acquari.

Anche la perlite, che si ricava scaldando una roccia vulcanica, è buona per le orchidee, soprattutto di piccole dimensioni. Appare come un materiale bianco, leggero e poroso e, benché trattenga l’acqua, è un materiale che favorisce l’areazione.

Ultima, ma non meno importante, la lana di roccia a cubetti va bene per le orchidee. Si tratta di un materiale che si ottiene fondendo rocce basaltiche. Esso somiglia allo zucchero filato. Prima era adoperata per isolare le abitazioni. La lana di roccia può trattenere i liquidi ed è perfetta per le coltivazioni idroponiche. Il suo pH, però, va regolato.

Come scegliere il terriccio per le orchidee: foto e immagini

Ora che sai come scegliere il terriccio per le tue orchidee, non ti resta che metterti alla ricerca di quello perfetto per le tue. Prima di rimboccarti le maniche, però, continua a dare un’occhio alla nostra galleria di immagini.