Come innaffiare le orchidee

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista
Tempo di lettura: 5 minuti

Coltivare un’orchidea è più semplice di quanto si pensa soprattutto se si fa particolare attenzione alla sua innaffiatura. Di seguito ti spiegheremo come fare. 

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Bella ed elegante, l’orchidea è una delle piante più desiderate per abbellire le nostre case. Del resto, si tratta di una pianta che è amata in tutto il mondo. Le origini delle orchidee si possono trovare in America ed Asia, nella parte tropicale e sub tropicale, una zona d’origine molto ampia. Del resto, le sue varietà sono tantissime: circa 650 generi e oltre 25000 specie diversi.

Ciò fa sì che le caratteristiche della pianta sono simili per generi e specie ma mai uguali. In linea di massima si può dire che le radici della pianta sono aeree e, dunque, possono crescere anche sui rami di altre piante, sulle rocce o sui muschi. Soltanto una piccola varietà può essere considerata come acquatica e dunque galleggiante.

Di seguito, approfondiremo la questione annaffiatura delle orchidee facendo riferimento a qualche tecnica più o meno nota. Prima, però, è necessario comprendere quando intensificare le annaffiature e quando diminuirle.

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Quante volte si annaffia l’orchidea

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Per poter curare al meglio le orchidee bisogna fare riferimento sempre al loro luogo di origine e, quindi, adattarci noi alle loro esigenze e non le piante alle nostre. Generalmente, essendo piante tropicali, le orchidee hanno bisogno di calore ed umidità. Ai tropici le stagioni delle piogge sono intervallate da lunghi periodi di siccità. Questi ultimi, generalmente, cadono nei periodi di riposo vegetativo della pianta. Al contrario, durante i periodi più umidi le orchidee sorprendono con le loro fantastiche fioriture.

Ciò ci può far facilmente comprendere le tempistiche corrette di innaffiatura delle orchidee. Dunque, quando i nuovi germogli sono in fase di crescita e sono ancora minuti, la pianta avrà bisogno di poca acqua. Il suo substrato dovrà essere mantenuto quasi secco. Se le quantità d’acqua, in questa fase, dovessero essere eccessive, i nuovi germogli potrebbero marcire. Darle acqua una volta alla settimana può essere una buona soluzione.

Nel momento in cui le radici sono sviluppate e aderiscono al substrato perfettamente, allora potrai ricominciare con le innaffiature più abbondanti. In questa fase, non dovrai dimenticare nemmeno le concimazioni. In questa fase, l’acqua potrà essere data dalle due alle tre volte la settimana. Quotidianamente, inoltre, potrai procedere a delle nebulizzazioni per mantenere il microclima umido.

L’umidità deve esserci ma non bagnare i fiori che potrebbero macchiarsi ed evita i ristagni. Per innaffiare le orchidee, infatti, non esiste soltanto il metodo tradizionale con innaffiatoio o bottiglia di plastica.

Come innaffiare le orchidee: immersione

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La tecnica più utilizzata per innaffiare le orchidee è quella dell’immersione. In pratica, la pianta va immersa con tutto il suo vaso (purché sia poroso) in una bacinella ricolma di acqua per circa mezz’ora. Successivamente, il vaso va fatto sgocciolare ed asciugare bene per circa 60 minuti. Terminata questa operazione, l’orchidea va rimessa al suo posto.

Con l’immersione l’acqua potrà penetrare in tutte le radici della pianta e, grazie allo sgocciolamento, si eviteranno pericolosi ristagni. Tra gli svantaggi ci potrebbero essere  che, se la pianta è vecchia (per lo meno il suo substrato), potrebbe assorbire troppa acqua e non asciugarsi bene. Attenzione all’acqua utilizzata. Dovrà essere povera di calcio. Perfetta sarebbe quella piovana oppure la demineralizzata. Inoltre, la temperatura deve essere quella dell’ambiente.

Se non hai tempo, puoi anche scegliere l’immersione veloce pucciando il vaso come inzupperesti un biscotto, 2/3 volte, in un po’ d’acqua. I pro sono sicuramente il risparmio di tempo e di acqua.

Come innaffiare le orchidee: vaporizzazione

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Per innaffiare la tua orchidea con il metodo della vaporizzazione, ti servirà uno spruzzino da riempire con acqua a temperatura ambiente. Si tratta di un metodo facile e veloce da compiere ma deve essere utilizzato in alcuni momenti e ha anche i suoi contro.

Il getto, infatti, non essendo preciso, potrebbe ristagnare su alcuni punti delle foglie. Insomma, ne raggiungerebbe alcune a differenza di altre e favorire i pericolosi ristagni. E’ una tecnica molto utile da sfruttare nel momento in cui fa molto caldo, la pianta non è più in riposo vegetativo.

Assicurati che l’acqua nello spruzzino non ristagni e sia sempre fresca per evitare la nascita di batteri. Inoltre, lo spruzzino deve essere poco intenso e creare uno spruzzo nebulizzato, in modo da far asciugare subito l’acqua eventualmente in eccesso. Con lo spruzzino, inoltre, evita i fiori che potrebbero macchiarsi.

Attenzione anche a mantenere attorno all’orchidea un microclima umido, ad esempio un sottovaso ricolmo d’acqua che però non bagni direttamente vaso e radici. In alternativa, puoi riempire il sottovaso con argilla espansa in cui inserirai sempre un po’ d’acqua.

Come innaffiare le orchidee: foto e immagini

Ora che sai come poter innaffiare al meglio le tue orchidee, non ti resta che metterti a lavoro. Prima, però, dai ancora un’ultima occhiata alla nostra galleria di immagini.