Come fare arieggiatura del giardino in autunno
L’arieggiatura del giardino è un’operazione molto importante da fare in autunno ma, spesso, la si trascura e la si sottovaluta. Vediamo perché è un vantaggio farla e come effettuarla correttamente.
Il giardino non può dirsi curato a sufficienza senza un manto erboso curato. Ogni proprietario di giardino vorrebbe che il suo prato fosse uniforme, di un verde brillante e rigoglioso. Per ottenere un tale risultato, però, è necessario mettere in campo alcune operazioni di manutenzione. Trascurandone alcune, infatti, si rischia di ottenere un prato che è tutt’altro che in salute ma con fili d’erba ingialliti e radi.
Considerata come una delle operazioni di gestione del giardino, in particolare, del prato e dei manti erbosi, l’arieggiatura (oppure arieggiamento) è, in realtà, molto trascurata. Invece, mettendola in atto in autunno e in modo corretto, può far sì che il prato resti (o torni) in salute.
In realtà la parola arieggiatura è molto generica. Essa, infatti, fa riferimento sia all’operazione di sfeltrimento che all’operazione di scarificazione del giardino. La prima riguarda l’atto di togliere il feltro; la seconda l’incisione leggera e superficiale del suolo. Generalmente, va effettuata una volta l’anno, in autunno o in primavera. Agli esperti potrebbe sembrare un procedimento semplice. In realtà, per chi è alle prime armi non lo è.
Naturalmente, l’arieggiautura deve essere affiancata da altre operazioni come il taglio, la risemina o il diserbo. Continuando a leggere, scoprirai il motivo dell’importanza dell’arieggiatura, qualche metodo per farla e dei suggerimenti. Il tuo giardino ed il suo prato torneranno a splendere dopo l’inverno.
Arieggiatura: perché si fa
Generalmente, quando si taglia il prato con il classico tosaerba (detto mulching) si rilasciano sul giardino i fili di erba tagliati e dei depositi. Certo, la maggior parte verrà rimossa ma, una piccola quantità vi resterà e si depositerà sul terreno, accumulandosi volta dopo volta.
Questi accumuli potrebbero creare uno strato isolante sul terreno, seppur leggero. Si tratta di uno strato che potrebbe impedire all’acqua di bagnare a fondo il terreno quando si irriga. Inoltre, la crescita dei nuovi fili d’erba o germogli potrebbe essere ostacolata.
Inoltre, non è escluso che la fotosintesi venga limitata da questo strato; l’ossigeno viene scambiato meno e le concimazioni sono meno efficienti. Senza dimenticare che, l’ancoraggio delle radici potrebbe diminuire. Un altro problema, non meno importante, riguarda l’aumento del rischio delle malattie fungine. Anche le altre malattie potrebbero essere più frequenti.
L’arieggiatura servirà proprio a pulire lo strato superficiale del suolo dai residui presenti che, tecnicamente, vengono chiamati feltro. I vantaggi saltano subito all’occhio, dunque: l’acqua sarà assorbita meglio e i nuovi fili d’erba e germogli cresceranno molto meglio e rapidamente. Tieni presente, comunque, che l’arieggiatura potrebbe essere un’operazione stressante per il prato.
Con il rastrello arieggiatore a mano o elettrico, si andrà a rimuovere, inevitabilmente, anche una parte di erba non danneggiata, non tagliata ma sana. Perciò, in genere, dopo l’arieggiatura si procedere con la risemina e la concimazione. In alcuni casi, però, la risemina non è necessaria.
Arieggiatura: come si fa
L’arieggiatura deve essere effettuata dopo che si è tagliato il prato, abbastanza basso, sui 3 centimetri circa. Se dovesse esserci del muschio, spargi l’antimuschio dopo aver tagliato l’erba.
Per effettuarla correttamente, è necessario utilizzare degli attrezzi manuali oppure elettrici. Gli strumenti a mano sono ideali per giardini e prati di piccole dimensioni.
Quelli elettrici, invece, possono essere divisi in due categorie: a molle, che rimuovono soltanto il feltro; a lame che incidono anche leggermente il suolo. Sicuramente, gli arieggiatori elettrici ti faranno risparmiare molto tempo se hai prati che si estendono per molti metri quadri. I prezzi di questa tipologia di macchine si aggirano attorno ai 100/150 euro.
Inoltre, ci sono degli arieggiatori elettrici che si occupano anche di aspirare il feltro appena tolto. E, ancora, strumenti per arieggiare da agganciare a trattori o tagliaerba. Qualunque sia lo strumento che tu voglia utilizzare, devi eseguire due passaggi a 90 gradi incrociati. In questo modo, il feltro potrà essere rimosso profondamente.
In autunno, l’arieggiatura è consigliata per le microterme, che sono maggiormente compatibili con un clima rigido e umido. Sia che venga effettuata in primavera che venga effettuata in autunno, le condizioni climatiche devono essere ottimali.
Non deve esserci il gelo altrimenti i fili d’erba potrebbero danneggiarsi. Ne tantomeno, il terreno deve essere inzuppato di pioggia. La frequenza dell’arieggiatura andrà decisa in base alle caratteristiche dell’erba nonché dell’uso che fai del prato del tuo giardino.
Cosa si fa dopo aver arieggiato il prato? Sarebbe il caso di concimare o riseminare in un’operazione che viene detta ammendatura. Si può procedere, ad esempio, aggiungendo dei prodotti liquidi che contengono acidi umici. L’ammendatura servirà a conferire al terreno sostanza organica che contribuirà a degradare il feltro in modo più efficace e veloce.
Come fare arieggiatura del giardino in autunno: foto e immagini
Ora che sai come arieggiare il tuo giardino in autunno, non dovrai fare altro che metterti a lavoro. Prima, però, dai ancora un’occhiata alla nostra galleria di immagini.



