Clerodendro coltivazione


Clerodendron-pianta



Caratteristiche generali Clerodendro

I clorodendro sono un genere di piante della famiglia delle Verbenaceae o Lamiaceae che annovera specie diverse tutte altamente decorative e per lo più a portamento rampicante.

Il più conosciuto del genere e il più coltivato in Italia è il Clerodendrum trichotomum originario del Giappone.

Si tratta di una pianta a sviluppo arbustivo che spesso viene allevata anche ad albero.

Clerodendro-fiori-rosa

La pianta è composta da tanti rami eretti, alti mediamente 3 metri, ricoperti da grandi foglie ovali appuntite di colore verde intenso.

Le foglie, lungamente picciolate, sono opposte, ovali, con pagina superiore liscia mentre quella inferiore è tomentosa per la presenza di una folta e corta peluria.


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I margini fogliari sono leggermente dentellati. Le foglie del Clerodendro se strofinate tra le dita emettono un gradevole odore.

Durante il periodo della fioritura agli apici dei rami compaiono bellissime infiorescenze a grappolo formate da tanti fiori stellati simili a quelli del rincospermum.

I fiori del Clerodendro sono molto decorativi anche se piccoli. Hanno la corolla composta da 5 petali bianchi che contrastano con il calice di colore bianco rosato. Al centro della corolla spiccano 4 stami molto lunghi.

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I fiori, gradevolmente profumati, sbocciano fino ai primi freddi invernali e sono considerati altamente melliferi tanto da essere visitati dalle api e da altri insetti pronubi.

Clerodendro-bacche

Ai fiori seguono i frutti delle piccole bacche sferiche di colore blu intenso circondate da un calice rosso-fucsia a forma di lanterna.

Le bacche sono molto decorative e persistono sulla pianta per tutto l’inverno, da ottobre a febbraio.

Fioritura

Il Clerodendro fiorisce da agosto fino all’autunno inoltrato e per tale motivo è apprezzata come pianta decorativa per i mesi più tristi dell’anno.

Clerodendro-foto


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Coltivazione Clerodendro

Esposizione

E’una pianta che per poter dare fioriture copiose e prolungate predilige i luoghi luminosi e soleggiati. Teme i venti freddi e le basse temperature. Nelle regioni con climi invernali molto rigidi con temperature minime di parecchi gradi sotto zero l’apparato radicale del Clerodendro va protetto dal gelo e dalla neve con una copertura di pacciame organico.

Terreno

E’ una pianta che cresce bene in qualunque tipo di terreno ma predilige quello umido, ricco di sostanza organica e soprattutto ben drenato.

Annaffiature

Il clerodendro richiede annaffiature regolari e costanti dalla ripresa vegetativa fino al riposo invernale. In autunno le irrigazioni vanno praticate raramente e solo per mantenere il terreno appena umido. In inverno gli apporti idrici vanno sospesi se la pianta è coltuvata in piena terra.

Concimazione

Dalla primavera all’autunno, ogni 20 giorni, il terreno di coltivazione va arricchito di nutrienti indispensabili per la produzione di nuove foglie e dei fiori. Va quindi somministrato alla base dell’arbusto del concime granulare a lento rilascio ricco in azoto (N), potassio (K) e fosforo (P) e una buona dose di microelementi.

concime

Clerodendro: coltivazione in vaso

E’ una pianta facile da coltivare anche in vaso purchè largo e profondo riempito con terreno sciolto, fresco, ricco di sostanza organica e sabbia o argilla espansa come materiale drenante per il fondo.  Va annaffiato abbondantemente in estate, soprattutto nei primi anni di impianto e concimato ogni 15 giorni con un fertilizzante liquido specifico per piante verdi fiorite. Le concimazioni vanno fatte dalla primavera all’estate e sospese in autunno e inverno.

Rinvaso

Il rinvaso del Clerodendro va fatto una volta l’anno, all’inizio della primavera. Si utilizza un vaso leggermente più grande del precedente un terreno nuovo.

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Moltiplicazione Clerodendro

La pianta si riproduce in primavera per seme, per talea e per divisione dei polloni basali.

Riproduzione per seme

Per la semina si utilizzano utilizzando in primavera i semi dell’anno precedente, raccolti dalla pianta al momento in cui viene praticata. I semi si interrano in un cassone con terriccio specifico mantenuto al caldo fino alla comparsa dei germogli. Questa tecnica anche se dà buoni risultati, richiede  più tempo e le nuove piante hanno caratteristiche diverse dalla pianta madre a causa della variabilità genetica.

Propagazione per talea

Le talee invece lunghe 15 cm vanno prelevate in primavera utilizzando delle forbici ben affilate e disinfettate e poi una volta passate nelle polvere rizogena si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali in un luogo a temperatura costante di 16-18°C. A radicazione avvenuta le nuove piante di Clerodendro si mettono a dimora definitiva.

Propagazione per divisione dei polloni

La propagazione per divisione dei polloni basali si effettua in primavera o in autunno staccando quelli più sani e vigorosi che crescono ai piedi del Clorodendro. I polloni si piantano in cassone freddo o direttamente a dimora con tutto il pane di terra che avvolge l’apparto radicale e curati adeguatamente al fine di favorire l’attecchimento.

Impianto o messa a dimora

L’impianto del del Clerodendro si effettua in primavera in buche larghe e profonde circa il doppio del pane di terra che avvolge le radici. Le piante vanno distanziate tra loro di almeno 1 metro.

Clerodendro- Clerodendron

Potatura del Clerodendro

Per favorire l’emissione di nuovi rami nella primavera successiva, in autunno accorciare quelli vecchi a circa 50 cm dalla base. Vanno anche eliminati i polloni basali che si sviluppano ai piedi del Clorodendro. La rimozione delle infiorescenze sfiorite stimola l’arbusto a prolungare la fioritura fino all’autunno inoltrato specialmente nelle regioni con clima mite.

Se si intende coltivare il Clerodendrum trichotomum come alberello in questo caso sarà necessario effettuare una potatura di formazione, facendo crescere le nuove piante con un unico fusto fino all’altezza di 200-220 cm. Si cimeranno i rametti di formazione per stimolare la produzione di nuovi rami e la cimatura va fatta anche negli anni successivi fino a quando la chioma sarà ben formata o impostata, successivamente si interviene solo se si rende necessario contenerne le dimensioni.

cocciniglia

Parassiti e malattie del Clerodendro

Il Clerodendro viene attaccato dalla cocciniglia a scudetto, da quella cotonosa e dal ragnetto rosso.

Talvolta soffre gli attacchi degli acari che rovinano vistosamente le foglie. E’ sensibile al marciume delle radici se il terreno di coltivazione è scarsamente drenante.

Pacciamatura-foto

Cure e trattamenti

In inverno proteggere la base dell’arbusto con una leggera pacciamatura di foglie secche o paglia. Vanno assolutamente evitati i ristagni idrici sul sottofondo del vaso.

In primavera, a scopo preventivo, effettuare trattamenti antiparassitari con dei prodotti insetticidi specifici da distribuire nell’ambiente intorno alla pianta, prima del periodo di fioritura.

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Varietà di Clerodendro

In commercio sono reperibili varietà decidue e sempreverdi che differiscono per il colore delle foglie.

Clerodendrum trichotomum Fargesii

Un  arbusto deciduo molto vigoroso che in pieno sviluppo vegetativo raggiunge i 6 metri di altezza. Ha rami ricoperti da grandi foglie ovate dai riflessi bronzei. In estate, in agosto, produce iori bianchi molto profumati, portati in calici verdi che diventano cremisi con la maturazione delle bacche turchesi.Fruttifica abbondantemente. Ama il sole e il terreno fresco e ricco di humus.  Prende il nome da Père Paul Guillaume Farges, un illustre missionario, botanico e naturalista francese.

Clerodendrum trichotomum Carnival

E’ una pianta a sviluppo arbustivo, alta mediamente 3 metri.  I rami portano un fogliame variegato di colore verde-blu marginato irregolarmente di giallo-grigio. Tra Agosto-settembre, produce fiori profumati bianchi e rossi.

Clerodendrum thomsoniae

E’ una specie sempreverde originaria dell’Africa occidentale. E’ una rampicante alta circa 4 metri con foglie opposte, oblungo-ovate, con lamina intera solcata da nervature depresse. I fiori hanno un calice bianco a forma di lanterna e corolla a cinque lembi color carminio. Essi sono raccolti in pannocchie ascellari e terminali, di solito pendule.  A differenza delle prime due varietà piuttosto rustiche il Clerodendrum thomsoniae è una specie molto delicata che richiede una temperatura minima invernale non inferiore a 16°C, un ambiente luminoso ed umido ma riparato dai raggi. Necessita di apposito sostegno e per mantenere una forma compatta i rami vanno accorciati per buona parte della loro lunghezza.

Usi

Le piante di Clerodendrum trichotomum vengono apprezzate a scopo ornamentale per la lunga fioritura estiva e le bacche colorate in autunno. Sono perfette come elementi singoli come piccolo alberello o in aiuole , adatta a piccoli spazi. E’ una pianta mellifera.

Le foglie vengono utilizzate in erboristeria per la loro attività ipotensiva e nei luoghi nativi per preparare un decotto ad uso esterno da applicare come cataplasma antispasmodico, antinfiammatorio, antielmintico.

Clerodendrum-bacche-tossicità

Il Clerodendro è velenoso?

I frutti o bacche di questa bellissima pianta ornamentale sono una fonte di cibo per gli uccelli ma molto velenosi per l’uomo, per ingestione-

Curiosità

Il Clerodendrum trichotomum viene chiamato comunemente Clorodendro del Giappone in riferimento al luogo di provenienza.

Galleria foto Clerodendro

LauraB

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