Carlina acaulis – Cardo d’argento


Carlina acaulis

La Carlina acaulis, detta anche Erba di Carlo Magno o cardo d’argento, è una pianta erbacea spinosa adatta a tappezzare i giardini rocciosi privati, urbani, costieri e montani.

Carlina bianca – Cardo argentato


Caratteristiche generali della Carlina acaulis

Il genere Carlina comprende una grande varietà di piante erbacee della famiglia delle Asteraceae (Compositae) diffuse allo stato spontaneo in Asia e in Europa soprattutto nei terreni sabbiosi, aridi e incolti. In Italia è presente fino a 2500 metri di altitudine dalle fino Alpi agli Appennini.

La più rappresentativa del genere è senza dubbio la Carlina acaulis una pianta erbacea che si sviluppa radente al suolo.

Presenta una robusta radice rizomatosa di tipo fittonante e fusti aerei alti non più di 10 cm di colore marrone – brunastro simile a quella del dente di leone o Tarassaco.

Carlina caulis-foglie

Le foglie sono pennatopartite con pagine suddivise in vari segmenti appuntiti terminanti con aculei rigidi. I segmenti sono suddivisi a loro volta.

La lamina è di consistenza coriacea, di colore verde argentato e leggermente pelosa.

La pianta in pieno sviluppo vegetativo presenta tre tipi di foglie: le inferiori, disposte a formare una rosetta basale sono picciolate, mentre quelle cauline sono sessili e quelle apicali vicino al fiore  si trasformano in  spinose.

Carlina acaulis-fiore

I fiori, da 1 a 5 per pianta, sono infiorescenze a capolino di tipo tuboloso con una grande corolla composta da petali ligulati di colore che quando è ancora in boccio ha la forma di cuspide di colore grigio-argenteo. La parte centrale o bottone dei fiori è formato da fiori tubulosi di colore giallo paglia. Possono avere una sfumatura porpora e a fine stagione diventano più scuri. L’impollinazione è generalmente entomofila e avviene sopratutto tramite le api e le farfalle notturne.

I frutti sono acheni oblunghi acheni a sezione circolare ricoperti da lunghi peli sericei terminanti con un pappo formato da setole piumose e vellutate al tatto..

Carlina acaulis-pappo

I semi forniti di pappo sono molto leggeri e vengono dispersi e disseminati lontano dal luogo di produzione tramite il vento.

I semi della Carlina sono dotati di ottima capacità germinativa e una volta raccolti possono essere usati per riprodurre nuove piante.

Carlina acaulis-fioritura

Fioritura

La Carlina fiorisce in estate, da giugno inoltrato fino a settembre.

Carlina acaulis-coltivazione

Coltivazione della carlina acaulis

Esposizione

Il cardo d’argento ama i luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno. E’ resistente al gelo e sopravvive agli inverni rigidi senza problemi o protezione purchè il luogo o sito di coltivazione sia riparato dal vento.

Terreno

Anche se cresce ben nel comune terreno da giardino, predilige un substrato magro,  roccioso, calcareo e ben drenato.

Annaffiature

La carlina è una pianta ornamentale che generalmente si accontenta accontenta dell’acqua piovana, ma va necessita di moderate irrigazioni nei periodi di prolungata siccità e in estate. Gli apporti di acqua vanno effettuati quando il terreno di coltivazione risulta completamente asciutto da più giorni.

Concimazione

Anche se è una pianta poco esigente di nutrienti  e che prospera nei terreni magri e poveri è consigliabile almeno una volta l’anno arricchire il terreno con un apporto di piccole quantità di letame maturo, per favorire la crescita,  la fioritura e l’accestimento. Il periodo migliore per la concimazione della Carlina è l’autunno.

Carlina acaulis: coltivazione in vaso

Il cardo d’argento è una pianta che viene coltivata anche in vaso purchè 25 cm e largo almeno 30 cm. L’altezza del contenitore è importante per l’approfondimento della radice.

Rinvaso

Generalmente va fatto ogni 2-3 anni utilizzando del terriccio completamente nuovo misto a una piccola quantità di letame maturo e stratificando sul fondo della sabbia di fiume.

Carlina-moltiplicazione

Moltiplicazione della carlina acaulis – Cardo d’argento

L’erba di Carlo Magno o cardo argentato si riproduce per seme e può essere propagata agamicamente mediante divisione del rizoma.

Moltiplicazione per seme

La semina può essere fatta in semenzaio freddo nel mese di aprile nel seguente modo:

  1. Si riempie una cassetta da semina o un vaso abbastanza profondo e capiente con terriccio specifico.
  2. I semi vanno stratificati sulla superficie del terreno e leggermente compressi con le mani  o ricoperti con un leggero strato di terriccio.
  3. Si annaffia il terreno a pioggia e lo si mantiene costantemente umido per tutto il tempo necessario alla germinazione dei semi.
  4. Si mette il semenzaio in un caldo a temperatura costante intorno ai 20° C.
  5. Alla comparsa delle nove piante di cardo argentato si diradano le innaffiature.
  6. Quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di circa dieci centimetri, possono essere collocate all’aperto o trapiantate a dimora definitiva.

Moltiplicazione per divisone del rizoma

Questa tecnica di propagazione assicura piante identiche a quella originale. In primavera,si estrae dal terreno la pianta accestita e più vigorosa e  con un coltello ben affilato e disinfettato si divide la radice in porzioni radicate avendo cura di impiantarle al momento stesso in buche profonde ben  Questa modalità di riproduzione non viene praticata spesso data la resistenza opposta al taglio dalla radice legnosa.

Abbinamenti

La carlina acaulis nei giardini si abbina perfettamente con piante di convolvolo a fiori azzurri e a gruppi di piante di cardo pallottola o Echinops. Le prime richiamano per il colore e le seconde per il forma spinescente.

Potatura della Carlina bianca

La pianta non va potata ma si asportano i fiori appassiti per evitare che marcendo possano essere veicolo di infezione.

Carlina acaulis-potatura

Parassiti e malattie della Carlina acaulis

E’ una pianta rustica che non teme i comuni parassiti, afidi e cocciniglie, ma soffre il marciume delle radici se il terreno è compatto e non ben drenato.

Cure e trattamenti

Il marciume radicale va scongiurato garantendo un buon drenaggio del terreno e svuotando il sottovaso. nelle regioni con clima particolarmente rigido e nevicate abbondanti le piante di Carlina acaulis vanno protette ali piedi con una leggera pacciamatura mentre quelle coltivate in vaso  vanno invece protette dal freddo e quindi ricoverate in una zona protetta dalle intemperie ma sempre ben soleggiata. Poichè non soffre infestazioni parassitarie non necessita di trattamenti specifici.

Usi e proprietà della Carlina acaulis

I fiori essiccati vengono utilizzati nella preparazione di composizione floreali miste molto decorative e durature tanto che la raccolta indiscriminata ne ha ridotto sensibilmente il numero e in molte regioni la pianta di carlina è una specie protetta.

Le radici invece vengono raccolte per le loro molteplici molte proprietà benefiche, sono infatti cicatrizzanti e antibiotiche, sono diuretiche, stomachiche e diaforetiche. Inoltre hanno proprietà depurative per l’apparato urinario e il fegato.

Anticamente, in tempo di carestia, il ricettacolo carnoso del cardo argentato dal spore simile a quello del carciofo veniva consumato come pianta commestibile per la preparazione di minestroni, minestre, saltato in padella e anche crudo.

Carlina acaulis-usi

Curiosità sulle Carline

Il nome del genere carlina, fu proposto nel XIV secolo dal botanico aretino Andrea Cesalpino,  e sembra essere legato al nome di Carlo Magno che, secondo un’antica leggenda popolare, su suggerimento di un angelo, fece usare la pianta per la cura della peste che affliggeva i suoi soldati.

Per alcuni studiosi invece il nome del genere deriva dalla parola carduncolos (piccolo cardo) ed è riferito alla sua somiglianza con le altre piante della stessa famiglia. Il nome specifico acaulis deriva dal latino e significa privo priva di caule o fusto.

E’ vero che misura l’umidità dell’aria?

Il fiore della carlina viene considerato un igrometro naturale: se il tempo minaccia a pioggia resta chiuso mentre se è bello le brattee si aprono fino ad appiattirsi. In virtù di questo comportamento gli inglesi chiamo questo fiore Stemless Caroline mentre i francesi lo chiamano HygrometreBaromètre.

Quali sono i nomi della Carlina

I nomi comuni della Carlina sono tanti infatti viene chiamata in modo diverso da regione a regione:

  • Cardone,
  • Camaleone,
  • Cardo di San Pellegrino,
  • segnatempo,
  • capù,
  • articiocc de montagna,
  • semprevivo,
  • Erba di Carlo Magno.

Galleria foto Carlina acaulis e cardi

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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