Caralluma – Caralluma fimbriata


Caralluma-coltivazione


La Caralluma è una pianta succulenta di facile coltivazione in vaso e nelle aiuole dei giardini apprezzata anche per le sue proprietà medicinali.


Caratteristiche generali della Caralluma

Il genere Caralluma comprende circa 120 specie di piante perenni appartenenti alla famiglia delle Apocynaceae originarie perlopiù di varie zone dell’Africa ( (Marocco, Tunisia, Libia, Egitto e Giordania), diffusa allo stato spontaneo in molte zone dell’Asia, del Medio oriente, Isole Canarie. E’ autoctona in Europa meridionale (Spagna sud-orientale) e in Italia meridionale (Lampedusa).

La Caralluma è composta da fusti carnosi suddivisi in tubercoli dai quali spuntano ciuffi di foglie trasformate in spine.di un bel colore verde acceso

I fiori chiamati anche stelle del deserto sono carnosi, con corolla a forma di stella generalmente scuri infatti il loro colore è solitamente marrone, viola e talvolta rosso o giallo, spesso screziati anche con diverse tonalità di giallo. Come quelli della più conosciuta Stapelia, emanano  un odore nauseabondo.


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Stapelia-fiori

I frutti,  tipici delle Stapeliaceae, sono follicoli doppi cilindrici simili a baccelli glabri, a strisce verdi-violacee che a maturazione completa seccano, si aprono in due rilasciando 2 piccoli semi.

Stapelia-frutti-semi

I semi, oblunghi-obovati, piatti e piccoli, sono di colore marrone chiaro e ognuno è dotato di un ciuffo di peli bianchi che favoriscono la loro disseminazione anche a distanza del luogo di produzione.

Stapelia-semi

Fioritura

Molte specie di Caralluma fioriscono generalmente a fine estate, altre anche in autunno.

Caralluma-umbellata

Coltivazione della Caralluma

Esposizione

La Caralluma per poter fiorire e crescere rigogliosa necessita di luoghi soleggiati e asciutti. Tollera le alte temperature ma difficilmente sopravvive alle temperature esterne inferiori ai 5/ 8° C. Se coltivata come pianta da interni va esposta in zone della casa molto luminose.

Terreno

E’ una pianta che si sviluppa bene nel terriccio umido, misto a sabbia grossa e soprattutto ben drenato.

Annaffiature

Le irrigazioni devono essere regolari e costanti durante l’estate, lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra per evitare pericolosi ristagni idrici. Durante il periodo autunno – inverno diradare le annaffiature, mantenendo comunque il terreno appena umido.

Concimazione

Dalla ripresa vegetativa e fino all’estate inoltrata concimare la pianta una volta al mese con fertilizzante liquido specifico per succulente ricco di macro e microelementi. Nel periodo autunno-inverno sospendere le concimazioni. Vanno utilizzati fertilizzanti poveri in azoto.

Caralluma: coltivazione in vaso

E’ un pianta che nelle regioni con clima invernale freddo va coltivata in vaso o fioriere preferibilmente di terracotta in modo da poterla agevolmente riparare in un luogo riparato, luminoso o anche in casa e curarla come pianta d’appartamento.

Il vaso, proporzionato alle dimensioni della pianta, va riempito con terriccio specifico per cactacee, mediamente ricco di sostanza organica. Sul fondo del vaso va posto del materiale drenante, poi il terriccio e infine la pianta. Si coprono le radici e si lascia libero il colletto per evitare che possa marcire a contatto con l’umidità del terreno. Va annaffiata con regolarità lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Durante il periodo invernale l’apporto idrico va fatto solo sporadicamente.

Rinvaso della Caralluma

Il rinvaso si effettua in primavera, ogni anno o quando i piccoli fusti sono troppo compressi e tendono a fuoriuscire dal bordo del vaso. Si utilizza un vaso più grande del precedente e terriccio fresco e fertile. Quando il vaso avrà raggiunto il diametro massimo di 30 cm è sufficiente ricambiare solo il terriccio superficiale. Nel rinvasare la Caralluma bisogna procedere con delicatezza per evitare di spezzare i suoi delicati rametti. Gli eventuali fusticini rotti non vanno buttati ma si lasciano cicatrizzare all’aria e poi utilizzati come talee per ottenere nuove piante.

Moltiplicazione della Caralluma

La pianta si riproduce per semina in primavera ma generalmente viene propagata per via agamica o vegetativa per divisione dei cespi o talea entrambe molto facili.

La semina richiede tempi lunghi e le piante di Caralluma avranno caratteristiche

Propagazione per divisione dei cespi e per talea

Per la propagazione mediante la divisione dei cespi bisogna aspettare che la pianta sia ben attecchita e abbastanza vigorosa, per evitare inutili traumi alle radici. Si estrae la pianta dal vaso e si separano con delicatezza i cespi più folti con radici ben sviluppate e si impiantano subito nel terreno soffice e ben drenato.

Propagazione per talea

Per ottenere nuove piante di Caralluma per talea si scelgono porzioni di fusti sani e vigorosi. Si tagliano con un coltello ben affilato. Si mettono ad  asciugare i tagli per almeno due giorni all’aria e successivamente si piantano direttamente nel terreno di coltivazione.

Procedete esattamente come si fa per la Stapelia in quanto le piante appartengono alla stessa famiglia.

Stapelia coltivazione

Parassiti e malattie della Caralluma

La Caralluma teme il marciume radicale causato dai ristagni idrici che si formano quando il terreno è duro e poco permeabile all’acqua e, se non si interviene in tempo malattia si propaga agli steli che diventano molli fino a marcire del tutto.

Tra i parassiti animali soffre l’attacco della cocciniglia farinosa che forma ammassi polverosi bianchi tra gli steli più interni e quindi meno areati o esposti direttamente al sole.

Cure e trattamenti

Se le cocciniglie sono rare, possono essere rimosse manualmente utilizzando un batuffolo di cotone intriso di alcool in caso contrario si nebulizza tutta la pianta con un antiparassitario specifico, diluito nell’acqua a dosi consigliate sulla confezione del produttore. I rametti più infestati vanno staccati e bruciati. In inverno la Caralluma, coltivata in vaso o in piena terra  va protetta dal freddo.

Caralluma è velenosa

Non è tossica per l’uomo e non rientra neanche nella lista delle piante velenose per cani e gatti.

Caralluma-socotrana

Varietà o specie di Caralluma

Caralluma Burchardii

Una pianta succulenta perenne a portamento arbustivo simile a un cactus. Ha fusti eretti alti circa 60 cm di colore verde-grigio. Durante il periodo della fioritura, sulle sommità degli steli sbocciano  piccoli fiori brunastri con gola gialla. I petali sono ricoperti all’interno da una fitta ma sottilissima peluria giallastra. E’ adatta alla coltivazione in pieno sole e nei terreni aridi e sabbiosi. Come le altre piante xerofite non teme la siccità.

Caralluma europaea

Caralluma europaea è una specie che vegeta in Europa. E’ una pianta succulenta di piccole dimensioni alta non più di  13-15 cm con un diametro di circa 20 cm. cm. Cresce formando ciuffi di steli quadrangolari privi di foglie, di colore grigio-verde con frequenti maculature rosso chiaro. Durante il periodo della fioritura, sugli apici degli steli sbocciano  fiori a forma di stella a cinque punte, riuniti, in gruppi di 10 e più, il cui colore varia dal  giallo verdognolo al marrone rossiccio, con striature gialle. di diverse tonalità. Va coltivata in posizioni ombreggiate o semi ombreggiate e in terreni secchi o rocciosi. Il fiore di questa specie viene comunemente chiamato Fiore tigre.

Caralluma mumbyana

Caralluma mumbyana

Un’altra specie originaria dell’Europa,  endemica del sud-est iberico dove cresce tra le fessure delle delle rocce anche fino a 500 metri di quota.

È una pianta succulenta, dall’aspetto cactus, con piccoli steli eretti con bordi seghettati-sinuosi,  foglie  di pochi millimetri. In primavera e autunno, produce fiori con numerosi petali segmentati, carnosi, bruno-rossastri e puzzolenti.

Caralluma socotrana

Questa specie, una delle Asclepiadaceae più succulente di tutte, è autoctona dell’isola di Socotra (Yemen), Etiopia, Somalia e le regioni desertiche del Kenya.

Forma un ciuffo alto circa 30 cm ramificato fin dalla base. Gli steli sono alti circa 15 cm, eretti, simmetrici, lisci o ondulati, di odore pungente il cui colore varia dal verde pallido al verde bluastro e di odore pungente. In autunno, tra le ascelle degli fusti compaiono particolari fiori a forma di stella con petali vellutati di colore rosso brillante o arancione.

Proprietà della Caralluma fimbriata

La Caralluma fimbriata è una pianta medicinale con proprietà anoressizzanti ovvero capace di placare la fame e che ha come conseguenza diretta un sensibile calo ponderale.

Usi della Caralluma

Molte varietà vengono coltivate a scopo ornamentale, altre specie commestibili come alimento e altre ancora come piante medicinali.

In India, poichè  la Caralluma cresce in abbondanza anche lungo le carreggiate delle strade, gli indigeni ne fanno un largo consumo a scopo alimentare. Viene infatti consumata come verdura  cotta preparata con spezie e sale o masticata cruda per sopprimere la fame in tempi di carestia.

Usi medicinali

La Caralluma, anche se il suo meccanismo d’azione non è stato del tutto chiarito, è capace di aumentare i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che riduce sensibilmente l’appetito e per tale motivo viene largamente impiegata nell’industria farmaceutica per la preparazione di prodotti che aiutano nella cura dell’obesità o che vengono proposti in alcuni regimi dietetici. Infatti, viene spesso prescritta nei regimi alimentari dimagranti per gestire l’appetito e placare gli attacchi di fame improvvisi.

Controindicazioni

Il consumo prolungato o eccessivo può causare lievi disturbi come mal di stomaco, gastrite e flatulenza che non vengono segnalati con una settimana di utilizzo. L’assunzione è comunque sconsigliata in caso di gravidanza e per tutto il periodo dell’allattamento.

Curiosità

Il nome Caralluma deriva dall’unione di due parole arabe qahr al-luhum, che significa ferita nella carne e fa riferimento all’odore nauseabondo emanato dai fiori di Caralluma, simile a quello della carne in via di putrefazione.

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LauraB

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