Anisodontea – Malvacea perenne

Laura Bennet
  • Autore - Laurea in scienze biologiche

Anisodontea-coltivazione

L’Anisodontea è una pianta ornamentale che produce fiori a profusione per quasi tutto l’arco dell’anno e, apprezzata soprattutto per la sua resistenza alla siccità.

Anisodontea-fiori-foglie

Caratteristiche Anisodontea

Al genere Anisodontea, famiglia delle Malvaceae, appartengono diverse specie di piante arbustive perenni originarie dell’Africa meridionale.

Tutte le Anisodontee sono provviste di un robusto e profondo apparato radicale di tipo fascicolato che dà origine a ricchi arbusti che, nel giro di 2-3 anni, raggiungono altezze di circa 70 -120 cm.

La parte aerea della pianta è formata da steli eretti scarsamente ramificati di colore grigio-verdastro che verso l’apice danno vita ad una chioma compatta e tondeggiante.

Anisodontea-foglie

Le foglie hanno forma diversa a seconda della specie. Generalmente sono trilobate, rugose e con margine dentellato, di colore verde scuro, leggermente aromatiche e ricoperte da una sottile peluria biancastra.

Anisodontea-fiori

I fiori, simili a quelli della Malva comune e a quelli della Lavatera, sbocciano direttamente lungo i fusti nelle intersezioni delle ascelle fogliari. La corolla dei fiori è composta da 5 petali colorati di rosa chiaro e rosa scuro con evidente nervature più scure. I fiori con il loro delicato profumo attirano numerose farfalle. Attirano le farfalle ed assomigliano a quelli della Lavatera e della Malva.

I frutti sono capsule oblunghe contenenti piccoli semi scuri.

Anisodontea

Fioritura: la pianta di Anisodontea fiorisce abbondantemente da Aprile fino ad ottobre e nelle regioni con inverni miti la fioritura si prolunga fino ai primi giorni di Dicembre.

Anisodontea-capensis

Coltivazione Anisodontea

Esposizione:anche se sviluppano abbastanza forti e rigogliose anche in luoghi parzialmente ombreggiati per potere fiorire copiosamente richiedono di esposizioni in pieno sole. Non sopportano il freddo e soprattutto temono le gelate notturne. Nei luoghi con inverni molto freddi la pianta va protetta alla base con una leggera pacciamatura di paglia o foglie secche mentre la chioma va avvolta all’interno di un tessuto traspirante. Questi piccoli accorgimenti consentono alla pianta di sopravvivere senza danni al gelo dell’inverno.

Terreno: si adattano a qualunque tipo di terreno ma per evitare il marciume delle radici il substrato di coltivazione ottimale è un terreno sciolto, misto a sabbia e ben drenato. Un terreno troppo pesante limita lo sviluppo dell’anisodontea.

Annaffiature: anche se sopportano bene periodi di prolungata siccità è consigliabile annaffiarle regolarmente da marzo a settembre, lasciando sempre asciugare completamente il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Le anisodontee allevate in vaso richiedono innaffiature più frequenti  soprattutto durante il periodo estivo. In autunno le irrigazioni vanno ridotte al minimo mentre in inverno possono essere sospese del tutto.

Concimazione: come tutte e piante da fiore anche le anisodontee necessitano di un apporto di nutrienti, quindi dalla ripresa vegetativa fino alla fine di Agosto, ogni mese, è bene somministrare ai piedi del cespuglio un concime granulare a lento rilascio ricco in azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). In alternativa si può utilizzare, ogni 2 settimane, anche un fertilizzante liquido per piante da fiore opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature.

Coltivazione in vaso

Volendo è anche possibile coltivare le anisodontee in vaso. Il contenitore adatto deve essere largo e profondo circa 40 cm. Il terriccio ricco fertile e soprattutto ben drenato misto ad una parte di sabbia grossolana.

L’anisodontea coltivata in vaso va riparata in ambiente protetto durante l’inverno.

Rinvaso-pianta

Rinvaso

Il rinvaso si effettua in primavera quando le radici della pianta fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua delle annaffiature. Si utilizza un contenitore leggermente più grande del precedente e terriccio nuovo e fresco. riporre i contenitori in serra temperata o in casa durante la stagione fredda.

Potatura

L’anisodontea si pota all’inzio della primavera prima della ripresa vegetativa sia per conferire armonia di forma alla pianta sia per favorire l’emissione di nuovi getti floreali. Con attrezzi ben affilati e disinfettati si recidono alla base  gli steli secchi o danneggiati dal freddo e si accorciano tutti gli altri di circa un terzo, evitando di tagliarli fino al legno vecchio. La pianta allevata in vaso può essere potata ad alberello lasciando sviluppare un ramo centrale.

Anisodonte-Moltiplicaione

Moltiplicazione Anisodontea

La pianta si riproduce per seme ma può essere propagata facilmente mediante talea.

I semi dell’anisodontea si raccolgono quando le capsule mature e di colore marrone scuro iniziano ad aprirsi. Con forbici ben affilate, si taglia la capsula a livello del peduncolo, si lasciano asciugare all’aria per qualche giorno e poi si conservano in un sacchetto di carta in luogo fresco e buio fino al momento della semina.

Moltiplicazione per seme

La semina si effettua in semenzaio nella primavera successiva preferibilmente dopo la prima decade di Marzo. Le piantine di anisodontea ottenute da seme si trapiantano in vasi singoli e si allevano in essi fino al momento dell’impianto a dimora definitiva. I semenzai vanno protetti dal freddo e dai raggi diretti del sole.

Moltiplicazione per talea

Se desideriamo riprodurre la pianta, in estate inoltrata asportiamo gli apici dei rami che non hanno prodotto fiori, e facciamoli radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, evitando di farlo asciugare fino ad avvenuta produzione di radici.

Impianto o messa a dimora

La messa a dimora definitiva si effettua generalmente in autunno quando le piante sono abbastanza rigogliose. Se invece la crescita è stentata il trapianto va rimandato alla primavera successiva.

Le piante di anisodontea si interrano in buche ben lavorate, profonde circa 30 cm e distanziate tra loro circa 70 cm.

Anisodontea-parassiti

Parassiti e malattie Anisodontea

La pianta di anisodontea come altre varietà di Malvacee è sensibile agli attacchi degli acari o afidi neri dei piccolissimi insetti che generalmente formano fitte colonie scure a livello delle intersezioni fogliari. Se il clima è troppo umido la pianta viene attaccata anche dalla mosca bianca e dall’oidio la cui presenza è evidenziata da ammassi polverosi biancastri sulle pagine superiori ed inferiori delle foglie che, per la fuoriuscita della melata, diventano appiccicose, ingialliscono e cadono precocemente dai rami.

Cure e trattamenti

Per evitare le infestazioni parassitarie effettuare dei trattamenti sistemici preventivi ad ampio spettro durante il periodo della ripresa vegetativa della pianta. In estate le piante di anisodontea allevate in casa vanno portate all’aperto in luoghi riparati dall’umidità della notte. In inverno riparare le piante allevate in vaso in un luogo luminoso in cui la temperatura non sia inferiore ai 10 C.

Usi

Le piante di anisodontea sono piante ornamentali che per la loro elevata resistenza alla siccità sono adatte anche ad essere coltivate nei giardini rocciosi e in quelli costieri.

Consiglio

Nelle regioni caratterizzate da inverni rigidi è consigliabile coltivare l’anisodontea direttamente in vaso per poterle poi riparare dal gelo.

Anisodontea-fiore

Varietà

Tra le tante varietà le più diffuse e coltivate a scopo ornamentale, ricordiamo:

l’Anisodontea malvastroides, originaria dell’Africa meridionale, è una pianta rustica simile alla Lavatera e alla malva comune, che in breve tempo forma cespugli eretti alti circa 1 metro. Gli steli, pelosi e scarsamente ramificati sono ricoperti da foglie trilobate rugose ed aromatiche al tatto. Per tutto il periodo della fioritura questa varietà produce a profusione piccoli fiori piatti, delicatamente profumati con petali di colore bianco o rosa.

Anisodontea-Malvacea

l’Anisodontea capensis, una varietà molto rustica facile da coltivare anche in vaso che da Aprile fino alla fine di Luglio produce fiori con petali policromatici di colore rosa confetto nella parte esterna della corolla, rosso venato nella parte mediana, e bianco-verdognolo nel centro chiaro. Gli steli sono ricoperti da piccole foglie che per la forma ricordano quelle del fico e dell’acero.

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