Ancusa – Buglossa

Ancusa-Anchusa

L’ancusa, Anchusa azurea, è una pianta erbacea officinale coltivata anche a scopo ornamentale sia in vaso che in giardino per la sua splendida e prolungata fioritura estiva di colore azzurro intenso.

Buglossa-Ancusa

Caratteristiche Ancusa

Il genere ancusa della famiglia delle famiglia Boraginaceae comprende circa 10 specie diverse di piante erbacee spontanee originarie dell’Africa, del’Asia occidentale e dell’Europa. In Italia cresce spontanea sui rilievi, nelle pianure nelle vicinanze delle lacune, lungo i bordi delle strade e nei terreni incolti e aridi.

L’ancusa è una pianta che in breve tempo si sviluppa formando spettacolari cuscini tappezzanti alti 30-70 cm e di colore blu carico. La pianta per  è dotata di un robusto apparato radicale che la tiene ben salda al terreno. La parte aerea è composta da numerosi fusti eretti, rigidi e cilindri di colore verde lignificati alla base, ricoperti per tutta la loro lunghezza anche da una corta e fitta peluria biancastra. Sotto il peso dei fiori gli steli tendono ad incurvarsi verso il basso.


Leggi anche: Piante pericolose e velenose per i bambini conseguenze e cosa fare

Ancusa-Buglossa

Le foglie sono oblunghe, lineari – lanceolate, quasi lineari, ruvide, di colore verde chiaro-grigiastro e come i fusti sono pelose lungo i margini interi e su entrambe le pagini.

Ancusa-foglie

Le foglie, opposte ed alterne, sono lunghe 8 -10 cm e sono più fitte sulla parte bassa degli steli dove appaiono anche più grandi.

Ancusa-fiori

I fiori sono riuniti in folte cime scorpioidi portate sugli apici degli steli. I fiori, simili a quelli del non-ti-scordar-di-me, sono di colore blu-violaceo, gradevolmente profumati hanno una forma tubulosa-stellata. La corolla è composta da cinque petali da un calice persistente che produce frutti. I fiori sono melliferi e vengono visitati dalle api e da altri insetti pronubi.

Il frutto dell’ancusa è un diachenio carpellare formato dall’unione di due acheni saldati superiormente da carpoforo. Il diachenio quando raggiunge la maturazione si separa e cadendo al suolo libera 3 piccoli semi dadiformi e pelosi di colore scuro.


Potrebbe interessarti: Piante da balcone soleggiato: quelle resistenti ad un’estate caldissima

Fioritura

L’ancusa fiorisce dalla primavera fino alla fine dell’estate.

Ancusa-Buglossa-coltivazione

Coltivazione Anchusa azurea- Ancusa -Buglossa

Esposizione

Nelle regioni caratterizzate da un clima mite l’ancusa va messa a dimora in luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno mentre nelle regioni con estati eccessivamente calde va collocata all’ombra parziale. Tutte le specie di Buglossa non temono il freddo ma sono sensibili alle gelate notturne.

Terreno

La Buglossa o Anchusa azurea si adatta a qualunque tipo di terreno da quello quello povero a quello comune del giardino ma, se si vuole una pianta forte e rigogliosa il substrato di coltivazione deve essere ricco di materia organica, sciolto e soprattutto ben drenato. Per gli esemplari allevati in vaso si consiglia di mescolare del terriccio universale a torba e a una parte di sabbia per garantire un ottimo drenaggio.


Hai problemi con le piante? Iscriviti al gruppo

Annaffiature

Questa pianta anche se tollera brevi periodi di siccità va regolarmente irrigata dall’inizio della primavera stagione in cui riprende a vegetare fino all’autunno inoltrato. In inverno le annaffiature vanno del tutto sospese se la pianta è coltivata in piena terra. La pianta allevata in vaso va annaffiata invece con maggiore frequenza e sempre attendendo che il terreno si asciughi completamente.

Concimazione

Per favorire l’incespimento e per ottenere una fioritura abbondante e prolungata per tutto il periodo vegetativo somministrare ogni 2 settimana del concime per piante da fiore, diluito nell’acqua delle annaffiature. In alternativa distribuire alla base del cespuglio, ogni 40 giorni, del fertilizzante granulare a lento rilascio.

Ancusa-Italica

Moltiplicazione Ancusa- Buglossa

La moltiplicazione dell’ancusa avviene per seme o mediante talea.

Semina

Questa tecnica di riproduzione genera nuovi esemplari che a causa della variabilità genetica hanno caratteristiche diverse dalla pianta madre.

La semina si effettua in primavera  in semenzaio freddo contenente del terreno sabbioso. Le escursioni termiche tra il giorno e la notte favoriranno la germinazione dei semi che, nel giro di 1 mese, daranno vita a teneri germogli. Quando le piantine di buglossa saranno abbastanza robuste per essere maneggiate, potranno essere trasferite in vasi singoli ed allevate in essi fino al momento della messa a dimora. Se le condizioni ambientali lo consentono, la semina può essere fatta nel mese di Luglio direttamente nel terreno e ripicchettate all’inizio dell’autunno.

Propagazione per talea

Si tratta di una riproduzione agamica che viene praticata solo in campo vegetativo quando si vuole un esemplare di pianta con le stesse caratteristiche di quella madre. Con cesoie ben affilate si prelevano dai fusti sani e vigorosi delle talee lunghe circa 8 -10 cm e si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. La comparsa di nuove foglie e l’allungamento sono segni dell’avvenuto attecchimento delle radici.

Impianto o messa a dimora

Le piante di ancusa si mettono a dimora definitiva in tarda primavera o all’inizio dell’autunno. Il terreno destinato ad accoglierle deve essere ben lavorato e ben drenato.

Quando esistevano i coloranti chimici, si estraeva dalla radice dell’ancusa una tintura rossa, che, nei tempi antichi era usata nella preparazione dei belletti. Il nome botanico del genere Anchusa deriva, infatti, dalla parola greca ankousa, che significa belletto. . Le foglie e i fiori hanno proprietà sudorifere ed emollienti.

Rinvaso

L’ancusa coltivata come pianta perenne va rinvasata quando le radici fuoriescono dai fori di drenaggio del vaso o quando la pianta non ha più spazio disponibile. Il nuovo vaso deve essere più largo e profondo del precedente. Il terreno va rinnovato del tutto e deve essere sciolto ma ricco di humus.

Ancusa-impianto

Potatura dell’ancusa

La buglossa va potata in autunno dopo la fioritura per stimolare l’incespimento nella primavera successiva. Si recidono di netto i  fusti secchi o danneggiati mentre si accorciano a circa i 2/3  della lunghezza tutti gli altri. Per tale operazione si consiglia come sempre di utilizzare forbici ben affilate e disinfettate alla fiamma o con la candeggina. I cespugli di ancusa nella primavera successiva emetteranno nuova massa vegetale e produrranno una fioritura compatta e densa.

Parassiti e malattie dell’Ancusa

Quasi tutte le specie del genere ancusa non soffrono gli attacchi degli afidi e delle cocciniglie in quanto sono piante per lo più rustiche e resistenti ma soffrono il marciume delle radici se il substrato di coltivazione non è ben drenato.

Cure e trattamenti

L’ancusa è una pianta che non richiede cure particolari nè trattamenti antiparassitari. Si raccomanda solo di svuotare il sottovaso dopo le innaffiature nel caso in cui la pianta venga allevata in vaso. Tale operazione evita che le radici siano a contatto con l’acqua di sgrondo. Le piante di ancusa allevate in vaso vanno riparate dal gelo dell’inverno in luoghi luminosi ma protetti mentre per quelle coltivate in piena terra basta proteggere le radici con una leggera pacciamatura di paglia o di foglie secche.

Buglossa-ancusa-potatura

Proprietà dell’ancusa e parti utilizzabili

L’ancusa o buglossa viene usata anche come pianta medicinale in quanto possiede proprietà depurative, diuretiche, lassative e sudorifere. In erboristeria viene consigliata per sedare la tosse e come espettorante. Con le foglie e i fiori essiccati si preparano delle tisane e degli infusi mentre con le radici e le foglie  viene preparata una pomata emolliente efficace in caso di piccole ferite, per trattamenti topici in caso di contusioni e flebiti, nonché per lenire pelli arrossate o secche.  Inoltre la buglossa è utilizzata anche nella preparazione di un rimedio omeopatico usato per alleviare le ulcere dello stomaco e del duodeno.

Usi dell’ancusa

Per la sua straordinaria bellezza e per il suo gradevolissimo profumo muschiato oggi la buglossa viene  utilizzata non solo a scopo ornamentale ma anche per le composizioni floreali e nel potpourri.

I fiori sono commestibili e vengono usati freschi o congelati nei cubetti di ghiaccio per la preparazione dei cocktail. In cucina per accompagnare piatti a base di pesce e in pasticceria per la preparazione dei cupcakes.

Anticamente la radice essiccata e ridotta in polvere veniva utilizzata come make-up dalle donne francesi e come colorante organico rosso nella preparazione di varie tecniche di colorazione.

Buglossa-Anchusa-usi

Varietà

Tra le tante varietà oltre all’Ancusa capensis coltivata come annuale ricordiamo ricordiamo l’Anchusa italica Retz una perenne selvatica e resistente alle avversità e al gelo.

Anchusa Italica Retz

Curiosità

La classificazione del genere è di Linneo mentre il nome volgare buglossa deriva dal greco βούγλωσσον, che significa letteralmente lingua di manzo in riferimento alla forma delle foglie.

L’ ancusa, conosciuta anche come falsa borragine (vedi vera borragine) per la pelosità delle foglie e il colore dei fiori, è considerata un’erbacea infestante a causa della sua rapida crescita e per la sua tendenza ad essere estremamente competitiva con altri vegetali per il possesso del territorio.

L’Ancusa è velenosa?

Non presenta tossicità accertate nelle dosi minori.

Galleria foto Ancusa – Buglossa

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
Suggerisci una modifica