Alchemilla – Alchemilla vulgaris


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L’Alchemilla chiamata comunemente come erba ventaglina o erba stella è una pianta officinale rustica apprezzata per le sue proprietà medicinali e perchè facile da coltivare nell’orto, come ornamentale tappezzante in giardino e in vaso.

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Caratteristiche generali dell’Alchemilla – Alchemilla vulgaris

L’Alchemilla è una erbacea perenne rustica, della famiglia delle Rosaceae originaria dell’Europa occidentale e centrale diffusa anche in Italia in tutti i luoghi montani freschi ed umidi, lungo i sentieri boschivi e talvolta anche nei terreni incolti o presso i ruderi.

La pianta, a sviluppo tappezzante,  presenta una radice rizomatosa ben sviluppata dura ed oblunga. La parte aerea dell’Alchemilla è composta da steli o fusti eretti o ascendenti alti circa 50 cm e da numerose foglie di colore verde scuro raggruppate a rosetta.

Le foglie basali e quelle cauline differiscono per dimensioni e struttura. Le foglie della rosetta basale sorrette da un lungo picciolo cilindrico, hanno forma palmata con margini finemente dentati; la pagina fogliare è suddivisa in 7-11 lobi arrotondati che le conferiscono una tipica struttura a ventaglio  nelle cui pieghe plissettate si accumulano le goccioline di rugiada del primo mattino.

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I fiori, raggruppati in infiorescenze a corimbo,  sono portati sugli apici degli steli. Ogni fiore piccolo e stellato è sorretti da un piccolo calice tuboloso composto da sepali di  colore verde-giallognolo. I petali sono assenti.

I frutti, da 1 a 4, sono piccoli acheni racchiusi nel calice.

I semi sono scuri, piccolissimi ed autofertili.

Fioritura dell’Alchemilla: la pianta produce fiori dalla fine di maggio fino a settembre inoltrato.

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Coltivazione dell’Alchemilla

  • Esposizione: è una pianta rustica che cresce bene in luoghi soleggiati o parzialmente ombreggiati. Ama il clima umido e mal sopporta il caldo eccessivo dell’estate.
  • Terreno: anche se dotata di notevoli capacità di adattamento è una pianta che predilige terreni sciolti, freschi, leggermente umidi ma ben drenati. In terreni troppo pesanti e scarsamente drenanti l’Alchemilla cresce in modo stentato e le radici potrebbero marcire a causa dei ristagni idrici.
  • Annaffiature: l’alchemilla è una pianta che si accontenta delle piogge ma a partire dalla tarda primavera e per tutta l’estate va irrigata regolarmente almeno una volta a settimana.
  • Concimazione: anche se non necessita di concimazione è bene somministrare nel terreno di coltivazione prima della piantumazione dello stallatico ben maturo o del compost. In alternativa. autunno e in primavera concimare con fertilizzante organico o minerale a lenta cessione.

Moltiplicazione dell’Alchemilla

La pianta si riproduce per seme.

La semina si effettua in semenzaio utilizzando del substrato specifico mantenuto leggermente umido per il tempo richiesto dalla germinazione dei semi.

Le nuove piantine vanno ripicchettate in contenitori alveolati fino al momento della messa a dimora definitiva. La coltura dura da 3 a 5 anni, e dopo tale tempo le piante vecchie vanno espiantate e completamente rinnovate.

Impianto o messa a dimora

Il trapianto si effettua verso la metà di Maggio mettendo le nuove piantine in buche distanti 30 cm sulle file e 70 cm tra le file. Le piante vanno messe a dimora con il pane di terra che avvolge le radici; si compatta il terreno e si irriga per favorire l’attecchimento delle piante nelle loro nuova dimora; si distribuisce in superficie uno strato di 5 cm di composta o corteccia frantumata, per mantenere il  terreno umido e per contrastare la crescita delle erbacce.

La coltura dura da 3 a 5 anni e, dopo tale tempo, le piante vecchie di Alchemilla,  vanno espiantate e completamente rinnovate.

Rotazione e Consociazioni

Anche l’alchemilla come tante altre colture orticole è soggetta alla rotazione e pertanto non va mai coltivata nello stesso appezzamento di terreno prima di 2-3 anni e nella rotazione può seguire le leguminose, colture prative mentre tra le consociazioni sono da preferire piante aromatiche ed officinali come la Melissa.

Parassiti e malattie dell’Alchemilla

Questa pianta rustica è resistente agli attacchi dei comuni parassiti animali come gli afidi e tra  le malattie fungine o crittogame raramente viene colpita dal mal bianco o oidio.

Cure e trattamenti

Per favorire la crescita delle piante ed evitare che possano essere soffocate dalle erbe infestanti, sono utili frequenti scerbature manuali o con l’ausilio di attrezzi specifici se la coltivazione interessa vasti appezzamenti di terreno.

Raccolta delle parti utilizzabili

La raccolta delle foglie e dei fiori si effettua in estate tra giugno e luglio quando la pianta è in piena fioritura. Il taglio delle parti aeree si esegue tralasciando quelle ingiallite e rovinate. Se la piante di Alchemilla, nel primo anno di vita, non producono fiori bisogna aspetta l’estate successiva. Dal secondo anno di impianto, sulle piante sviluppate e vigorose generalmente si effettuano due sfalci, da giugno a settembre.

Essiccazione e conservazione

Le parti commestibili dopo la raccolta vengono stratificate (non pressate) in contenitori e poi fatte vengono messe ad essiccare  in essiccatoio, alla temperatura di 30-45°C.

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Utilizzi dell’Alchemilla

La ricchezza di principi attivi (tannini, acidi organici, saponine, zuccheri e flavonoidi), contenuti nelle foglie e nei fiori conferiscono all’Alchemilla numerose proprietà medicinali da quelle più banali come quelle astringenti in caso di diarrea ostinata a quelle molto serie come nel caso di emorragie.

L’alchemilla viene impiegata anche in campo estetico per contrastare la formazione delle smagliature; per mantenere elastica la pelle infatti si consigliano applicazioni esterne con cataplasmi di foglie essiccate e fatte rinvenire in acqua calda.

Grazie alle sue proprietà nutritive questa piccola pianta officinale si è guadagnata un posto anche in cucina:

  • le foglie tenere e giovani, dal sapore leggermente amaricante possono essere consumate fresche nelle insalate miste, per insaporire formaggi freschi
  • possono essere utilizzate cotte nelle minestre di verdure miste, nella preparazione di deliziosi risotti, torte salate e anche come ripieno di cannelloni e lasagne insieme a salse a base di formaggi freschi.
  • Le foglie essiccate invece, sono un ottimo succedaneo del tè e sono presenti anche nella composizione del tè svizzero.

Infine le foglie vengono utilizzate anche per l’estrazione di sostanza verde impiegata per colorare lana e filati.

Alchemilla – Alchemilla vulgaris

Varietà di Alchemilla

Tra le tante specie appartenenti a questo genere ricordiamo:

  • Alchemilla alpina, una specie nanna alta non più di 20 cm , adatta a tappezzare giardini rocciosi o per realizzare bordure. Le foglie sono palmato-composte e le infiorescenze sono formate da numerosi i piccoli fiori di color verde-giallastro;
  • Alchemilla mollis , con foglie palmate e tomentose dai margini dentati e fiori stellati riuniti in corimbi di color giallo-verde;
  • Alchemilla vulgaris, conosciuta con il nome comune Mantello della vergine Maria o in inglese Lady´s Mantle, una specie con foglie di colore verde-bluastro e fiori piccoli e numerosi fiori di color giallo-verde che compaiono dalla primavera avanzata prodotti fino a inizio autunno.

Curiosità

Il nome dell’Alchemilla deriva dall’arabo alkemelych termine che si riferisce al fatto che gli antichi alchimisti raccoglievano la rugiada dalle sue foglie.

Gli alchimisti le attribuivano proprietà magiche, e le donne la consideravano la pianta della giovinezza e un talismano in grado di proteggerle dagli spiriti maligni.

Galleria foto piante officinali

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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