Agnocasto coltivazione

Agnocasto-potatura

L’agnocasto, il Vitex agnus castus, è una pianta arbustiva da fiore ideale per abbellire i parchi pubblici, i giardini mediterranei, facile da coltivare anche in vaso.

Vitex-agnus-castus

Caratteristiche Agnocasto – Vitex agnus castus

L’agnocasto è una pianta perenne della famiglia delle Verbenaceae (Lamiaceae). Originario dell’Europa e dell’Asia è diffuso allo stato rustico nelle zone umide del Mediterraneo e da tempo coltivata un po’ ovunque come pianta ornamentale singola o in gruppo.

La pianta, a foglia caduca, facile da allevare anche ad albero è provvista di un robusto apparato radicale fascicolato che col tempo tende ad allungarsi nel terreno.


Leggi anche: Piante pericolose per i bambini

La parte aerea dell’agnocasto è formata da fusti eretti, flessibili e variamente ramificati per lo più a sezione quadrangolare, con corteccia marrone-grigiastra percorsa da peli leggermente curvati.

Agnocasto-foglie

Le foglie, composte e con  forma palmata, sono formate da 5  o 7 piccole foglie lanceolate, ruvide al tatto, di colore verde-grigiastro e molto aromatiche. Il colore delle foglie varia dal verde intenso fino al grigiastro-glauco.

Agnocasto-fioritura

I fiori, piccoli e profumati, sono riuniti in grandi e vistose infiorescenze a spighe di colore blu, bianco, lilla, rosa o porpora ( a seconda delle cultivar) portate sugli apici degli steli.

Ciascuna pannocchia è composta da circa 20 verticilli fiorali , formati a loro volta da numerosi fiori ermafroditi con calice gamosepalo, campanulato, con 5 piccoli denti di forma deltoide e corolla leggermente bilabiata e 4 stami centrali molto evidenti.

I fiori dell’Agnocasto, come quelli della Buddleja, attirano tante farfalle. L’impollinazione avviene ad opera degli insetti pronubi e soprattutto dalle api.

I frutti dell’agnocasto sono piccole bacche carnose, tondeggianti di colore rosso-brunastro contenenti numerosi semi.


Potrebbe interessarti: Primula coltivazione

I semi sono scuri e sferici, e il loro sapore piccante ricorda quello del pepe.

Vitex-fiore

Fioritura

fiorisce dalla primavera inoltrata fino all’autunno inoltrato. Il massimo della fioritura si ha in estate, da Agosto fino alla fine di Settembre.

Agnocasto-coltivazione


Hai problemi con le piante? Iscriviti al gruppo

Coltivazione Agnocasto – Vitex agnus castus

Esposizione

Pur sviluppandosi forte e vigoroso nei luoghi parzialmente ombreggiati per poter ottenere fioriture abbondanti e prolungate va collocato in zone soleggiate per molte ore al giorno. E’ un arbusto che pur amando il caldo resiste anche alle temperature gelide dell’inverno prossime ai -10° C. È una pianta da climi miti, temperato-caldi, ma può crescere anche nelle zone a clima invernale rigido, in posizione riparata dai venti freddi.

Terreno

L’Agnocasto è un arbusto che predilige il terreno fresco misto a sabbia e ben drenato. Soffre nei terreni compatti e troppo duri. Il substrato di coltivazione ottimale è quindi un miscuglio di comune terreno da giardino misto a terriccio universale a sabbia o ghiaia grossolana. Per le coltivazione in vaso si consiglia di stratificare sul fondo del contenitore del pietrisco per evitare il contatto diretto delle radici con l’acqua di sgrondo.

Annaffiature

Questa splendida pianta rustica che generalmente si accontenta delle acque piovane ma va comunque irrigata regolarmente nei periodi di prolungata siccità e in estate soprattutto se si tratta di piante giovani impiantate da poco.

Concimazione

Per favorire l’emissione di nuovi getti e fiori a profusione il terreno di coltivazione va arricchito di nutrienti due volte l’anno, in autunno  e in primavera. Si somministra ai piedi dell’arbusto o dell’albero del concime granulare a lento rilascio ricco in macroelementi (azoto, fosforo e potassio) e di tutti i microelementi indispensabili alla crescita, allo sviluppo armonioso della pianta e per la fioritura.

Agnocasto-moltiplicazione

Moltiplicazione Agnocasto

L’agnocasto si riproduce per seme ma può essere anche propagato per via agamica mediante talea di ramo.

Semina

La semina può essere fatta in primavera o nei mesi di settembre ottobre.

I semi vanno seminati in un letto contenente terriccio specifico mantenuto costantemente umido per circa 20 giorni, il tempo necessario per la comparsa dei germogli.

Il semenzaio va posto in un luogo riparato e caldo a temperatura costante compresa tra i 18-20° C.

Quando le nuove piantine di agnocasto saranno abbastanza robuste potranno essere trasferite in vasi singoli ed allevate in essi per almeno due anni prima di piantumarle a dimora definitiva.

Moltiplicazione per talea

La propagazione dell’agnocasto per talea semilegnosa si effettua in estate prelevando con cesoie ben affilate e disinfettate delle porzioni apicali di rami, lunghe all’incirca 18 cm e con almeno due foglie.

Le talee si mettono a radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali oppure in un miscuglio di sabbia e perlite. Per favorire la radicazione la cassetta con le talee va posta in un luogo caldo ma semiombreggiato.

A radicazione avvenuta, cosa che viene segnalata dalla comparsa di nuove foglie , si lasciano irrobustire le piantine e il loro delicato apparato radicale e solo successivamente potranno essere ripicchettate nei vasi e allevate in essi  per 2 anni.

Impianto o messa a dimora

La piantumazione dell’agnocasto a dimora definitiva può essere fatta in autunno o in primavera sia in vaso sia in piena terra.

Le buche destinate ad accogliere le piante devono essere larghe e profonde il doppio del pane di terra che avvolge le radici evitando però di soffocare il colletto.

Per ottenere esemplari di agnocasto forti e vigorosi si consiglia di  distanziare le piante, allevate come arbusti, di almeno 2 metri.

Agnocasto: coltivazione in vaso

E’ una pianta facile da coltivare anche in vaso scegliendo una varietà dalle dimensioni più contenute e un contenitore largo e profondo riempito con terriccio specifico, ricco di materia organica e ben drenato. Va regolarmente annaffiata per tutto il ciclo vegetativo, da aprile a ottobre.

rinvaso

Rinvaso

Il rinvaso delle pianta si effettua in primavera utilizzando un contenitore più grande del precedente. Il terriccio deve essere fresco e arricchito di concime granulare a lento rilascio.

Potatura

La potatura va fatta per dare armonia di forma all’arbusto, per favorire l’incespimento e soprattutto per stimolare la formazione di nuovi getti fioriferi.
A fine inverno, inizio di marzo, con cesoie, sempre disinfettate e ben affilate, si recidono drasticamente i rami secchi e si accorciano di circa i 2/3  della lunghezza tutti gli altri lasciando porzioni di fusti con due o tre gemme.

Parassiti e malattie dell’Agnocasto

L’agnocasto è un arbusto resistente ai comuni parassiti animali come afidi e cocciniglia ma molto sensibile all’attacco di malattie fungine come il marciume delle radici causato dal ristagno idrico se il terreno di coltivazione è poco impermeabile o drenante.

Cure e trattamenti

Non necessita di particolari cure, nè di trattamenti antiparassitari o anticrittogamici. Nelle zone caratterizzate da inverni rigidi si consiglia di proteggere la base del cespo con una leggera pacciamatura di paglia o foglie secche. Per scongiurare il marciume delle radici specialmente dell’agnocasto allevato invaso, quando è possibile, è consigliabile svuotare il sottovaso dopo 30 minuti dalle innaffiature.

Agnocasto-fiori-bianchi

Varietà di Agnocasto – Vitex agnus castus

Tra le tante specie diverse di Vitex agnus castus ricordiamo quelle più coltivate e diffuse.

Vitex latifolia

Una pianta longeva che nel massimo sviluppo può superare anche i 3 metri di altezza. Ha portamento espanso e fusti con foglie caduche composte da foglioline sottili, ellittiche, appuntite di colore verde scuro. In autunno produce lunghe infiorescenze composte da numerosi piccoli fiori tubulari, profumati, da lilla a blu scuro. Necessita del pieno sole e teme le forti gelate.

Vitex alba

Una specie che in pieno sviluppo vegetativo forma un arbusto globoso alto anche più di 2 metri. Ha fusti ricoperti da foglie profumate, palmate grigio-verdi e argentate sotto. o, In estate, da luglio a settembre, produce lunghe spighe di piccoli fiori bianchi gradevolmente profumati. Predilige un terreno fertile e ben drenato e come esposizione il sole.

Vitex rosea

Una cultivar arbustiva caduca, alta da 2 2 a 8 metri. Ha fusti eretti, con foglie lunghe circa 10 cm composte da foglioline sottili lanceolate di colore  verde scuro che emanano un aroma pepato. In autunno produce piccoli fiori tubulari, profumati, di colore rosa, riuniti in pannocchie terminali erette, lunghe fino 13-18 cm. Va coltivata al pieno sole nelle bordure o come esemplare isolato. Teme le basse temperature e le gelate.

Usi

Tutte le varietà di Agnocasto vengono coltivate a scopo ornamentale nei parchi pubblici, nei giardini privati ed alcune specie anche per scopi medicinali.

Usi medicinali dell’Agnocasto

Questa pianta viene utilizzata da millenni anche nella medicina popolare ed in erboristeria.

L’agnocasto, per le sue proprietà terapeutiche viene utilizzato nella medicina popolare e per regolarizzare il ciclo mestruale, per curare la dismenorrea e per stimolare la secrezione lattea nelle donne che allattano al seno.

Vitex-latifolia

Curiosità

Il nome del genere Vitex deriva dal latino vieo che significa intrecciare in riferimento alla flessibilità dei rami che anticamente ed ancora oggi vengono utilizzati per la realizzazione di panieri e cesti molto decorativi e resistenti.

Il nome della specie agnus castus che significa senza prole e casto indica che la pianta per le sue proprietà anafrodisiache, soprattutto dei suoi semi, aiuta le giovani a mantenersi caste e pure come le vergini di una volta.

Sempre anticamente i greci, durante le feste in onore della dea Cerere, avevano l’usanza di proteggere i letti delle giovani fanciulle con le sue foglie profumate.

Nei paesi anglosassoni, specialmente in Inghilterra o Regno unito l’agnocasto viene chiamato comunemente tree of chastity, Chasteberry, Monk’s pepper, in riferimento al fatto che gli antichi greci, durante le feste in onore della dea Cerere, amavano proteggere i letti delle giovani fanciulle con le sue foglie profumate.

In Italia la pianta di Agnocasto viene chiamata volgarmente Pepe falso per il sapore piccante dei suoi frutti simili al Pepe Nero, L’altro nome volgare, Pepe dei monaci, è scaturito dal fatto che la pianta veniva coltivata dai monaci nei loro orti come anafrodisiaco per non tradire il voto di castità.

I fiori o meglio le infiorescenze dall’agnocasto, viste da lontano, spesso vengono confuse con quelle del Lillà.

Galleria foto Agnocasto – Vitex agnus castus

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
Suggerisci una modifica