Acqua del rubinetto: perché non usarla per le piante

Hai dei dubbi su quale sia l’acqua migliore da utilizzare per le tue piante? Sappi che l’acqua del rubinetto non sempre è una buona idea. Vediamo di seguito il perché. 

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Nel momento in cui tu decidi di adottare una pianta e prendertene cura non puoi più tornare indietro. Ogni pianta, per sua natura, è diversa dalle altre e, proprio per questo, necessita di cure pensate ad hoc. Sicuramente, non potrai pensare di avere una pianta senza compiere un’operazione fondamentale: darle da bere.

Non sempre, però, procedere all’annaffiatura con l’acqua di rubinetto è una buona idea. Ciò non toglie, che in molte parti d’Italia l’acqua di rubinetto è sottoposta a rigidi controlli e, nella stragrande maggioranza dei casi, viene considerata da bere al pari o migliore delle acque in bottiglia. Spesso, infatti, non si considera che l’acqua in bottiglia, per giungere a noi, compie lunghi viaggi, trasportata in camion spesso esposti al sole.


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Plastica e sole non sono un connubio perfetto. In altre zone, però, l’acqua di rubinetto risulta essere eccessivamente pesante, ricca di cloro e calcio. Il che potrebbe non essere l’ideale per le piantine di casa.

L’acqua del rubinetto ricca di calcio ovvero calcare, potrebbe danneggiare soprattutto le piante acidofile quali azalee, gardenie, camelie e tante altre. Quale acqua si dovrebbe preferire allora? Di seguito ti aiuteremo a comprenderlo. Prima, però, è necessario comprendere perché l’acqua è così importante per le nostre piante.

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Acqua: perché è importante per le piante

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L’acqua è fondamentale per far sì che le piante sopravvivano. Spesso le portiamo in casa, le mettiamo nella loro collocazione e ce ne dimentichiamo. Eppure, dagli ambienti naturali da cui provengono, l’acqua arriva loro dal sottosuolo o dall’acqua piovana, un’acqua generalmente senza sostanze chimiche.

Una premessa fondamentale, questa, per comprendere che le acque trattate non vanno bene per la salute della pianta ma bisognerebbe cercare di replicare quanto più possibile l’acqua reperibile per loro in natura. Certo, potresti utilizzare dei contenitori appositi per  raccogliere l’acqua piovana ma, laddove ciò non potesse essere possibile, dovrai utilizzare altra acqua.


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Acqua del rubinetto: cosa fare prima di usarla per le piante

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Non è detto che l’acqua del tuo rubinetto, fornita dall’acquedotto comunale, sia per forza ricca di calcare. In ogni caso, se non lo sai e ti spaventa utilizzarla così com’è sulle piante, potresti procedere prima alla sua decalcificazione. Come?

Un esempio è quella di farla decantare per 24 ore. In alternativa, puoi aggiungervi al suo interno, per ogni litro, un cucchiaio di aceto di vino . Un’altra precauzione è quella di evitare di utilizzare il fondo d’acqua rimasto nell’innaffiatore o nella bottiglia. Infatti, è proprio sul fondo che si deposita tutto il calcare.


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Un’altra soluzione è quella di bollire l’acqua. Otterrai un’acqua simile a quella distillata che potrai usare per innaffiare le piante dopo averla fatta raffreddare a temperatura ambiente. Benché alcuni sostengano che un’acqua completamente priva di minerali non vada bene come nutrimento per le piante, altri affermano che l’acqua distillata, essendo priva di impurità non possa che fare bene ai vegetali. In questo modo,  si scongiurerebbe anche un ipotetico accumulo di tossicità.

Acqua del rubinetto: inserire un addolcitore

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Per evitare tutti questi stratagemmi, che potrebbero toglierti tempo, soprattutto se hai tante piante di cui prenderti cura, potresti decidere di installare un addolcitore che abbasserà, dunque, il contenuto di calcio presente nell’acqua. L’addolcitore procederà sostituendo gli ioni di calcio e di magnesio (da cui dipende il calcare) con gli ioni di sodio. L’acqua sarà meno dura perché il carbonato di calcio ne risulterà ridotto.

A beneficiarne saranno non soltanto le piante. Sarà un’acqua migliore per permetterti di prenderti cura dei tuoi capelli, ad esempio. Oppure perché laverà meglio la tua pelle senza seccarla. Anche gli elettrodomestici e le tubature dovranno subire minore manutenzione se sceglierai di utilizzare l’acqua addolcita: il calcare non si accumulerà al loro interno.

Alternative all’acqua del rubinetto

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Tra le alternative economiche all’acqua del rubinetto c’è, sicuramente, quella piovana. L’acqua piovana può essere raccolta grazie a degli appositi contenitori da posizionare in giardino o laddove si ha spazio. Naturalmente, si tratta di una soluzione difficilmente praticabile per annaffiare le piante domestiche o di un orto in balcone per chi vive in città.

Se hai poche o pochissime piante, per il loro benessere potresti usare l’acqua in bottiglia. Scegline una varietà povera di sodio.

Cambiando il tipo di acqua, ti accorgerai che le piante poste nei vasi di terracotta non trasuderanno più. Dunque, il substrato della pianta, non avendo più a che fare con sostanze chimiche dannose, si manterrà più a lungo.

Acqua del rubinetto: perché non usarla per le piante – foto e immagini

Ora che conosci l’importanza dell’acqua per le tue piante e perché prediligere altre tipologie di acqua piuttosto che quella del rubinetto, non ti resta che innaffiare i vegetali che abbelliscono ed arricchiscono la tua casa. Buon lavoro.

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista dal 2010
  • Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione
  • Master in Comunicazione, specializzazione in Design, Arredamento, Lifestyle
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