Come pulire i frutti di mare


Come pulire i frutti di mare

Sommario

La pulizia dei frutti di mare è fondamentale per garantire sicurezza a tavola ed evitare spiacevoli inconvenienti in cucina. Vediamo insieme come fare!

Siete appassionati di frutti di mare, ma l’idea di pulirli vi mette in difficoltà? Abbiamo creato per voi una guida su come ripulire i frutti di mare da alghe e impurità garantendo una pulizia perfetta sia dei gusci che dell’interno, mantenendo inalterati sapore e caratteristiche organolettiche del prodotto.


Cozze


Cosa sono i frutti di mare?

Molto spesso ci troviamo a classificare erroneamente come frutti di mare soltanto i piccoli molluschi come ostriche, cozze e vongole. In realtà il campo è molto più vasto e sotto la definizione di frutti di mare devono essere necessariamente inclusi anche tutti gli altri molluschi ed il folto filone dei crostacei.

I frutti di mare sono suddivisi in molte categorie in base alla loro struttura. Tra i più noti e conosciuti troviamo i cefalopodi, organismi marini viventi che possono essere provvisti o non di conchiglia interna come il polpo, la seppia, il calamaro, il totano o la piovra. Esistono poi i cosiddetti gasteropodi, organismi univalvi muniti di una conchiglia esterna, come le chiocciole, le patelle o le orecchie di mare. I lamellibranchi invece, sono quei frutti di mare noti ai più che si presentano come organismi bivalvi, anch’essi dotati di una conchiglia esterna come i mitili (o cozze), le vongole, le telline, le capesante, i datteri e i tartufi di mare, i fasolari e le ostriche.


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In questa categoria rientrano anche i crostacei. Quelli tecnicamente definiti macruri, per esempio, sono facilmente riconoscibili dalla loro forma, sono infatti dotati di addome lungo ed una coda solitamente a forma di ventaglio come lo scampo, l’aragosta, il gambero e l’astice. I brachiuri, invece, hanno una forma meno allungata, più ovale e tondeggiante come il granchio o la granceola.

Come pulire i frutti di mare?

Molti di questi molluschi vivono nella sabbia ed è sempre più frequente che, soprattutto le vongole, presentino al loro interno residui di arena che deve essere necessariamente rimossa. Per questo motivo tutti i frutti di mare devono essere spurgati. Questa operazione che non richiede nessuna fatica, prevede soltanto di immergere i frutti di mare in acqua fredda e lasciarli in ammollo per almeno 3 ore.

Si raccomanda di rigirare frequentemente i frutti di mare con le mani, con movimenti circolari così da consentire l’eliminazione di tutte le impurità. Inoltre suggeriamo di cambiare l’acqua ogni qualvolta vediamo che sul fondo sia presente un deposito di sabbia o residui di alghe che galleggiano in superficie.

Una volta che i frutti di mare saranno ben spurgati, risciacquarli energicamente sotto acqua corrente e lasciarli scolare in uno scolapasta. Per quanto riguarda, invece, la pulizia delle cozze bisogna dedicare un po’ più di attenzione sia al guscio che al frutto custodito all’interno. Con l’aiuto di una paglietta, una spugna o un coltellino eliminare accuratamente le incrostazioni presenti sul guscio.

Per garantire la sicurezza del prodotto è ormai vietata la vendita di frutti di mare sfusi. Solitamente li troviamo in retine da 1 kg e già abbastanza pulite esternamente. Quello che invece va rimosso è il bisso, ovvero il ciuffo di filamenti che sporge dalle valve che va estratto con un colpo deciso e continuo verso il basso evitando di spezzarlo.

Vongole

Valori nutrizionali

  • Cozze

Valori nutrizionali delle Cozze (100 g)

Calorie86 kcal
Carboidrati3,69 g
Grassi2,24 g
Proteine11,9 g
  • Vongole

Valori nutrizionali delle Vongole (100 g)

Calorie86 kcal
Carboidrati3,57 g
Grassi0,96 g
Proteine14,67 g

Rischi

Tradizionalmente molti di questi frutti di mare per essere assaporati nella loro interezza, vengono spesso consumati crudi. Accompagnati da succo di limone fresco sono una vera delizia per il palato, ma i rischi di contrarre gravi malattie gastrointestinali sono molto alti.

Pertanto l’uso dei frutti di mare crudi è altamente sconsigliato soprattutto se non siamo certi della loro provenienza. Tra le malattie più frequenti dopo l’assunzione non controllata di frutti di mare crudi c’è la salmonellosi, e i più pericolosi virus dell’epatite A e dell’epatite E.

Vongole

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