Messe a terra: caratteristiche e normativa


Cosa sono, come funzionano e a cosa servono le messe a terra? Se ne vuoi sapere di più, approfondendo anche la normativa di riferimento e l’eventuale presenza di detrazioni fiscali sei nel posto giusto! Scoprilo con noi in questo breve articolo. 

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La messa a terra ha a che fare con il tuo impianto elettrico e si tratta sostanzialmente di un sistema di sicurezza. Se stai ristrutturando casa e devi rifare l’impianto dai uno sguardo a cosa dice la legge prima di eseguire i lavori. A maggior ragione se abiti in un condominio, scopri come collegare la messa a terra alla rete condominiale. Tutto secondo la normativa vigente. Andiamo ad approfondire insieme questo argomento particolarmente sensibile e ti stupirà la quantità di informazioni che non conoscevi!

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Cosa sono

Le messe a terra sono, tanto per cominciare, un’opera prioritaria da realizzare in casa. Si tratta, come abbiamo anticipato, di un sistema di sicurezza indispensabile in un impianto elettrico. Tecnicamente diremo che: in ingegneria elettrica si definisce come un insieme di azioni volte ad assicurare a masse metalliche il potenziale a terra ed evitando che siano in tensione tra di loro.


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In concreto ti protegge da eventuali rischi di folgorazione (scossa) e per questo il concetto di sicurezza passa attraverso un impianto a norma. A questo punto vediamo a cosa serve esattamente.

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A cosa servono le messe a terra

Le messe a terra servono ad evitare il rischio che una parte metallica, come quella esterna di un elettrodomestico che solitamente non è in tensione, si carichi a seguito di un guasto o un imprevisto. Gli scopi fondamentali sono:

  • Protezione contro i contatti indiretti
  • intervento dell’interruttore differenziale, ovvero il salvavita, in caso di guasto
  • protezione di persone e impianti da tensioni elettriche
  • prevenzione di scariche elettrostatiche impedendo accumulo di elettricità statica

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Come funzionano

Per capirne il corretto funzionamento dobbiamo mettere a nudo l’impianto così costituito: c’è una linea elettrica principale che attraversa l’edificio e da cui partono, in prossimità di nodi, alcune diramazioni secondarie. Queste si collegano alle parti metalliche e alle prese elettriche.

Dall’altro lato, l’impianto è connesso al terreno per mezzo di dispersori. Quali sono?

  • picchetti in rame o acciaio
  • cavo in rame, in gergo corda, interrato introno all’edificio
  • in alcuni casi si può usare il calcestruzzo che ha la capacità di schermare la struttura da scariche atmosferiche.

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Messe a terra: normativa di riferimento

La messa a terra è resa obbligatoria dal D. Lgs n. 81/2008, decreto ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008, norma CEI 64-8/4. La normativa classifica gli impianti in tre gruppi:

  1. base: impianto elettrico essenziale
  2. standard: prevede maggiore usabilità degli impianti
  3. domotico: prevede dotazioni innovative.

Il quadro di riferimento è dato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 che prevede obbligo di dichiarazione di conformità di messa a terra dell’impianto rilasciata dall’impiantista. Questo riguarda sia i posti di lavoro, soggetti a verifiche periodiche da parte di un organismo del Ministero delle attività produttive, sia i condomini. Vediamo nel dettaglio il documento come va redatto e quali informazioni contiene.

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Verifica messe a terra

La verifica delle messe a terra deve essere eseguita da personale qualificato ma è il committente ad esserne responsabile. Vediamo nel dettaglio le varie fasi che sono tre.

  1. verifica della documentazione: progetto, dichiarazione di conformità, denuncia dell’impianto all’Inail e all’Asl, manuale di manutenzione degli impianti.
  2. verifica strumentale: misurazione della resistenza di terra, misurazione di efficienza dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali, analisi dei dispositivi di interruzione automatica.
  3. rilascio certificazione.

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Certificazione dell’impianto di messe a terra

La certificazione dell’impianto è un documento alquanto complesso, redatto da personale qualificato, che reca in sé tutte le informazioni possibili sull’impianto. Presenza di interruttori, prese a spina, dispositivi di protezione e ancora numero dei dispersori, voltaggio, ecc. deve essere redatto con molta precisione e cura, pena sanzioni. Argomento toccato direttamente nel D. Lgs. 81 del 2008 poi modificato dal decreto legislativo n. 106 del 2009.

Dal punto di vista amministrativo si parla di sanzioni che vanno dai 500 ai 1.800 euro. Più complesso il discorso dal punto di vista penale. Nella peggiore delle ipotesi è previsto arresto da tre a sei mesi e pagamento di una multa che va dai 2.500 ai 6.400 euro.

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Costo messe a terra

Difficile proporre una panoramica dettagliata dei prezzi in quanto le variabili in campo sono tante: potenza impegnata in primis. Comunque sia ci proviamo: la realizzazione di un impianto di messa a terra va dai 50 ai 100 euro, mentre una verifica, che sia iniziale o periodica, va dai  100 ai 700 euro.

Potresti provare a risparmiare qualcosina chiedendo più di un preventivo, anche on line, valutando poi il miglior rapporto qualità-prezzo. Ricorda sempre di verificare se hai i requisiti per avere accesso a detrazioni fiscali e bonus per ristrutturazioni al 50%.

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Se ti è parso interessante questo articolo e hai avuto modo di approfondirne funzionamento e capirci qualcosa in più non esitare a dare un ultimo sguardo in galleria. Tanti gli spunti interessanti.

Paola Palmieri

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