Le capriate, elementi architettonici semplici e funzionali


Dalle origini dell’architettura ad oggi, la capriata costituisce la struttura principale per diversi tipi di costruzione. E’ un manufatto tanto semplice quanto efficace, che ha permesso nei secoli la realizzazione di magnifici edifici di ogni genere. Vediamo insieme i dettagli di questo elemento architettonico. 

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La capriata è una struttura di forma generalmente triangolare. Sia anticamente, che nei tempi moderni è stata prodotta quasi esclusivamente con il legno, con rinforzi e dettagli sia in calcestruzzo che in acciaio.

Diffusa in epoca romana per la costruzione dei tetti di case e templi, prende il nome dal latino capra, per indicare la struttura che appoggia su quattro piedi.

Questa tecnica costruttiva si diffonde rapidamente in tutto il mondo occidentale, subendo modifiche ed evoluzioni sia in termini di assetto che di materiali utilizzati. Abbiamo visto che la maggior parte delle volte sarà una struttura lignea, resistente e semplice da realizzare, ma non mancano nel corso dei secoli sperimentazioni in pietra o metallo.


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Ma quali sono gli elementi che costituiscono la capriata? Scopriamoli uno ad uno.


Gli elementi che costituiscono la capriata

La capriata è l’elemento che in edilizia costituisce una base indispensabile per sostenere i tetti e le coperture. E’ concepita in maniera molto semplice, in quanto una forma triangolare si appoggia alle mura perimetrali di un edificio o di una struttura.

La forma basilare della capriata prevede due travi lunghe, che rappresentano i cateti del triangolo, collegate tramite una terza trave verticale, chiamata monaco. Il legame tra questi vari elementi è possibile grazie ad un altro elemento: la catena.

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Un gioco di equilibri e forze fa si che questa semplice struttura riesca a coprire una luce che arriva fino a 30 metri. Con la parola “luce” intendiamo l’ampiezza della struttura. 

Entriamo nel dettaglio, analizzando ogni singolo elemento che costituisce la capriata.

  1. Puntoni, sono gli elementi obliqui della struttura;
  2. Catena, che abbiamo già visto, rappresenta l’elemento più grande della struttura, la base del triangolo, che permette di bilanciare le forze;
  3. Monaco, questo è l’elemento che permette alla struttura di non curvarsi e di restare rigida;
  4. Saette, sono due e vengono montati in posizione perpendicolare ai puntoni, impedendo la curvatura. Appoggiano il loro peso sul monaco.capriata-in-legno

Il punto debole della capriata è senza dubbio la connessione tra catena e puntone. Gli ingegneri e gli architetti della storia hanno superato e in parte risolto questo problema irrobustendo quel punto specifico con l’inserimento di staffe metalliche.

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A proposito di tetti, ti potrebbe interessare la guida su come realizzare un giardino pensile. Se pensiamo alla capriata ci viene subito alla mente la figura dei palazzi gotici e diffusi ancora oggi nelle principali città del nord e centro Europa. Lo stile gotico mantiene ancora oggi la tradizione della capriata molto inclinata. Questa non è una scelta casuale. Il motivo, infatti, è che una spiovenza cosi spiccata permette un facile scivolamento della neve, che cosi non grava sui tetti.

Tipologie di capriata

La maggior parte delle capriate sono costruite da sempre in legno. Questo materiale, infatti, oltre a essere economico e facilmente reperibile, ha delle caratteristiche di resistenza molto spiccate. Riesce a contrastare efficacemente trazioni e flessioni.

Con l’avvento della rivoluzione industriale del primo 900, si sono diffuse tipologie di capriata in acciaio e cemento, e questo ha permesso di costruire luci più ampie e strutture sempre più grandi, fino ad arrivare alla costruzione delle travi spaziali.

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Esistono tante evoluzioni della capriata di base. Vediamo insieme quali sono i modelli principali.

  1. La prima struttura che vediamo è la capriata zoppa, viene realizzata per costruzioni dove è prevista una luce inferiore a 4 metri, è forse una delle più diffuse.
  2. Abbiamo poi la capriata palladiana, che prende il nome dall’architetto Andrea Palladio, è la capriata più utilizzata nelle chiese e negli ampi edifici di grande prestigio. Questa struttura riesce a coprire luci fino ai 30 metri.
  3. Un terzo tipo di capriata è la cosiddetta composta. Anche in questo modello possiamo riscontrare grande prestigio, notevoli ampiezze e la presenza di due catene e tre monaci, questo per irrobustire maggiormente la struttura destinata a coperture molto ampie, di circa 15 metri.
  4. La mezza capriata è una struttura che prevede un mezzo triangolo. Viene utilizzata per la costruzione di coperture spioventi adiacenti ad altre costruzioni preesistenti.
  5. Infine abbiamo una serie di capriate miste, che prevedono l’unione di due o più strutture precedenti, ad esempio la palladiana composta.

Capriate in acciaio e in calcestruzzo armato

L’avanzare delle tecnologie e delle tecniche costruttive ha portato al concepimento di notevoli strutture edili. Queste vengono largamente utilizzate per la costruzione delle coperture degli edifici industriali.  L’inserimento dell’acciaio all’interno delle capriate ha risolto anche il problema legato all’instabilità della struttura. In corrispondenza del punto dove attualmente viene inserito l’acciaio, infatti, si creavano delle rotture importanti.

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Le capriate in questione sono realizzate in acciaio, mentre le travi in calcestruzzo armato precompresso. Questo duetto rende la struttura molto leggera e snella.

Questa tecnica di accostare materiali di origini diverse permette di profilare le coperture degli edifici in forme e ampiezze diverse. Le giunture di acciaio, dette nodi, sono il punto di scarico del peso e concedono la possibilità di elevarsi in altezza ma anche in larghezza.

Una volta creata la struttura, la copertura viene poi rivestita utilizzando sia le comuni tegole, ma anche vetri spessi che permettono una completa illuminazione del fabbricato stesso. La struttura. in alcuni casi, può prevedere la sovrapposizione di diversi livelli di capriata, creando delle forme geometriche futuristiche.

La capriata: galleria foto

Una carrellata di fotografie per vedere l’evoluzione della capriata, dalla forma basica a quella più complessa. Tutti i modelli costruttivi di capriata in diversi fabbricati e contesti.

Clelia Ragosta

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