Coronavirus pacchi dalla Cina: Cosa dice Farnesina e Ministero della Salute?


Coronavirus: si o no all’apertura pacchi dalla Cina? In questa esplosione di fobia per il virus, giustamente o ingiustamente, dobbiamo accertarci che nulla succede all’apertura di pacchi dalla Cina. Ecco la nostra esperienza personale e le informazioni ricevute dagli organi di stato nazionali ed internazionali.

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Cosa può succedere con i pacchi ordinati dai più disparati e famosi siti web che consentono l’acquisto di prodotti a basso costo e direttamente dalle fabbriche cinesi?

Coronavirus quello sconosciuto, che sta tenendo sotto scacco intere città e nazioni, con l’intero mondo in allerta e con tutte le conseguenze economico-politiche che ne scaturiscono, per forza di cose i provvedimenti dovranno essere tempestivi e risolutivi per scongiurare problemi, non è possibile fare altrimenti.

Com’è noto il focolaio di Coronavirus si è sviluppato in ambienti con un alto numero di contatti tra persone e cose, si presume proprio all’interno di fabbriche, dove lavoratori cinesi andavano a lavorare anche con l’influenza, tosse, raffreddore e febbre e immettevano con starnuti e tosse, il virus nell’aria e su tutto ciò che capitava loro avanti.


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Chiamata alla Farnesina

La nostra prima mossa è stata quella di effettuare una telefonata alla Farnesina, per capire cosa stesse accadendo e se c’erano problemi nell’aprire pacchi dalla Cina. La risposta è stata:

“Signore, noi ci occupiamo di persone non di cose, se vuole può provare a chiedere al numero 1500”.

Una risposta non troppo risolutiva per essere certi che non vi sia contagio, per cui abbiamo tentato di chiamare il 1500.

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Chiamata al 1500

Il numero 1500 è il numero di pubblica utilità, attivo dal 17 giugno 2017, dove rispondono medici esperti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità per fornire informazioni e chiarimenti ai cittadini relativo a problematiche riguardanti la salute, dai vaccini alle influenze e così via.

Il numero è attivo dalle 10:00 alle 16:00 e dal Lunedì al Venerdì.

La nostra esperienza alla chiamata è stata di una lunga attesa con la segreteria automatica tanto che dopo diverso tempo abbiamo chiuso la chiamata. In ogni caso vi racconto com’è andata avanti la storia e come ho ottenuto tutte le risposte.

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Oms: le dichiarazioni pubbliche

Dopo non aver avuto ancora una risposta dalle autorità italiane mi sono affacciato rapidamente all’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, e lì ho avuto risposta dato che tramite il loro responsabile delle comunicazioni Christian Lindmeier hanno spiegato che:

“Se tossisco sulla mano e passo un telefono, ci può essere contagio, ma il tempo di sopravvivenza del virus è molto, molto ridotto e forse dopo mezzora non può più contaminare persone”

Una dichiarazione netta che mi ha sollevato l’umore e che mi spinge a stare sereno, ma per sicurezza meglio informarsi anche altrove e così il nostro approfondire anche al Centers for Disease control and Prevention, ovvero un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica negli Stati Uniti d’America.

Centers for Disease control and Prevention

Una frase molto rassicurante proveniente da esperti che hanno avuto modo di iniziare i primi studi sul virus e vederne le reazioni, come anche la dichiarazione del Centers for Disease control and Prevention:

“In generale, a causa della scarsa sopravvivenza di questo coronavirus  esiste probabilmente un rischio molto basso di diffusione da prodotti o imballaggi che affrontano una spedizione di giorni o settimane. Attualmente non ci sono prove a supporto della trasmissione di 2019-nCoV associato a merci importate e non vi sono stati casi di 2019-nCoV negli Stati Uniti associati a merci importate”

Con anche questa seconda dichiarazione di importanza mondiale, possiamo stare sereni che i pacchi dalla Cina non sono infetti, poi aprirli o meno, resta a vostra discrezione ma le probabilità che viaggi così impegnativi di prodotti possano avere ancora un virus attivo al loro interno è da scartare per il 99,9% dei casi.

Il mio consiglio in via cautelare estrema è quella di aprire i pacchi fuori al balcone, facendo attenzione che i flussi d’aria non siano in direzione di casa, con guanti e mascherina aprire il pacco, buttare i cartoni in una busta e lavare subito i prodotti in lavatrice.

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Nicola Spisso
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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