Come rifare l’impianto di riscaldamento con Ecobonus

Impianto di riscaldamento a costo zero? Con Ecobonus si può! Scopri come usufruire dell’aliquota del 110% per recuperare la spesa degli interventi di sostituzione del vecchio impianto e ottenere un significativo miglioramento del rendimento energetico in casa. In questo articolo ti spieghiamo come fare.

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Se hai deciso di sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con uno più moderno ed efficiente, è arrivato il momento di pianificare gli interventi: con Ecobonus puoi usufruire dell’aliquota del 110% e installare un impianto nuovo, praticamente a costo zero.

La misura è stata inserita dal governo italiano all’interno del Decreto Rilancio per sollevare l’economia del Paese e, in particolare, il settore edilizio, duramente colpito dalla crisi economica. L’obiettivo è incentivare le famiglie italiane a effettuare lavori di riqualificazione energetica, passando gradualmente verso fonti energetiche più sostenibili.

Sfruttando l’Ecobonus hai la possibilità di sostituire il vecchio impianto senza spendere una fortuna: anzi, hai la possibilità di affiancare altri lavori più costosi (come quelli di isolamento termico) e di recuperare la totalità delle spese. A condizione, però, che il livello di consumo della tua abitazione sia elevato di almeno 2 classi energetiche.


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Vediamo quindi come rifare l’impianto di riscaldamento a costo zero, sfruttando i vantaggi di Ecobonus. Scopri quali sono gli interventi che è possibile effettuare, le tipologie di impianto e i relativi vantaggi e svantaggi di ciascun sistema. Infine le modalità per usufruire dell’incentivo.

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Impianti di riscaldamento previsti

Come abbiamo accennato, l’intento di Ecobonus è quello di migliorare il rendimento energetico delle abitazioni attraverso interventi di sostituzione degli impianti, ormai ritenuti obsoleti, i quali non garantiscono più prestazioni energetiche elevate.

Questo comporta un uso intensivo degli impianti di riscaldamento che utilizzano fonti energetiche non rinnovabili. Oltre a peggiorare l’inquinamento ambientale, si traducono in bollette elevate per gli stessi consumatori, che devono comunque far fronte al fabbisogno energetico dell’abitazione.

Quindi, rifare un impianto per il riscaldamento, il raffrescamento o per la produzione di acqua calda è una necessità urgente, per garantire dei livelli di energia ottimali a impatto zero. Aggiungiamo anche a costo zero, perché grazie a Ecobonus puoi decidere di sostituire la tua vecchia caldaia con una:

  • a condensazione
  • a pompa di calore
  • ibrida (condensazione + pompa di calore)
  • a biomassa.

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Caldaia a condensazione: come funziona, pro e contro

Il funzionamento della caldaia a condensazione è simile a quello di una caldaia tradizionale. Il calore viene generato attraverso la combustione fossile, ma una parte di esso, anziché disperdersi totalmente nell’ambiente, viene trasformato in condensa e conservato in una camera stagna, pronto per essere riutilizzato.


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Alla fine del processo, quando ormai si è raffreddato, viene espulso dal sistema di scarico fumi, senza impattare sull’ambiente. Il risparmio energetico di una caldaia a condensazione garantisce dal 10 al 30% in meno dei consumi in bolletta.

Vediamo nel dettaglio i vantaggi legati alla scelta di una caldaia a condensazione:

  • spesa iniziale inferiore
  • può essere facilmente integrata ai sistemi di irradiazione del calore già esistenti in casa
  • funziona benissimo in caso di temperature molto rigide.

Ma devi considerare anche gli svantaggi:

  • la combustione fossile immette agenti inquinanti nell’atmosfera
  • bisogna prevedere un sistema di scarico nel tetto o nella parete
  • risparmio in bolletta sicuramente inferiore rispetto ad altri sistemi più eco-sostenibili.

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Caldaia a pompa di calore: come funziona, pro e contro

La caldaia a pompa di calore funziona con l’elettricità e sfrutta l’energia termica dell’aria per trasferire calore agli ambienti. Si tratta di un sistema ancora più sostenibile della caldaia a condensazione, perché non sfrutta combustibili fossili per alimentare l’impianto.

Infatti l’impianto preleva calore dall’aria e la immette in un circuito, nel quale è presente un gas particolare che innalza la sua temperatura (compressione). Il calore generato viene ceduto a uno scambiatore, che si occuperà di trasferirlo all’intero sistema.

L’energia elettrica non è impiegata per riscaldare l’aria e l’acqua, ma solo per far funzionare il compressore. Tuttavia è possibile ridurre i consumi di elettricità, abbinando alla pompa di calore un impianto fotovoltaico con accumulatore integrato. Le spese di questo intervento aggiuntivo rientrano a pieno titolo nella detrazione 110%.

Tra i vantaggi della caldaia a pompa di calore:

  • nessuna emissione inquinante nell’atmosfera
  • se installi un sistema reversibile, hai la possibilità di sfruttare l’impianto per riscaldare e rinfrescare gli ambienti
  • non ha bisogno di un sistema di scarico da installare nel tetto o nella parete
  • risparmio energetico consistente, rispetto a una caldaia a condensazione.

Di contro, gli svantaggi:

  • spesa iniziale maggiore
  • con temperature sotto zero c’è una riduzione dell’efficienza
  • bisogna prevedere anche l’installazione di radiatori adeguati che funzionano a basse temperature
  • necessità di installare l’unità esterna in uno spazio aperto.

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Sistema ibrido: come funziona, pro e contro

Gli impianti ibridi sono costituiti dalla combinazione di caldaia a condensazione e pompa di calore. La prima viene sfruttata nel periodo invernale, mentre la seconda può entrare in funzione quando le temperature esterne sono al di sopra dello zero.

Il lavoro di entrambi i sistemi consente di risparmiare fino al 50% dell’energia finale, e di ridurre il costo delle bollette dal 30 al 40% circa. Per potenziare il risparmio in bolletta è possibile inserire un sistema elettronico di gestione, che adegua il funzionamento dell’impianto alle condizioni esterne.

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Caldaia a biomassa: come funziona, pro e contro

L’alimentazione della caldaia proviene dalla combustione della biomassa (metano, pellet, legna, ecc.), cioè tutti quei combustibili che derivano dagli scarti di lavorazione del legno e della carta, dagli scarti biologici e dai rifiuti urbani.

Esistono diverse tipologie di caldaie a biomassa che fanno uso di pellet, legna o cippato. In generale il funzionamento è simile a quello di una caldaia a condensazione, ma il taglio in bolletta è del 30% rispetto ai consumi con un impianto tradizionale.

Quali sono i vantaggi di una caldaia alimentata a biomassa?

  • Minor impatto sull’ambiente
  • consistente risparmio energetico ed economico
  • sicura, ecologica e di facile manutenzione
  • produce molto calore.

Ecco invece gli svantaggi di un sistema a biomassa:

  • il costo dell’investimento iniziale è elevato
  • bisogna avere una canna fumaria
  • le biomasse sono più ingombranti di altre fonti.

Pellet, Stove

Quale impianto scegliere?

La scelta del nuovo impianto di riscaldamento dipende da diversi fattori. Il fabbisogno energetico dell’immobile, la localizzazione geografica e la presenza o meno di materiali termoisolanti nell’edificio incidono molto sulla scelta del tipo di sistema.

Un tecnico qualificato saprà indicarti l’intervento più idoneo per ottenere il massimo beneficio sia in termini di energia, che di consumi.

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Come sfruttare Ecobonus per rifare l’impianto?

Per ottenere le agevolazioni da Ecobonus bisogna attestare tramite APE (Attestato di Prestazione Energetica) l’innalzamento di almeno 2 classi del proprio rendimento energetico. Questo ti dà diritto a beneficiare dell’incentivo previsto dal Superbonus tramite:

  • detrazione fiscale: un importo fino al 110% delle spese sostenute, che sarà ripartito in 5 quote annuali di pari importo;
  • sconto in fattura: puoi richiedere lo sconto in fattura direttamente all’impresa che esegue i lavori di intervento. Ma l’importo dovrà corrispondere alla spesa effettuata;
  • cessione del credito: puoi cedere alle banche o agli istituti finanziari il tuo credito d’imposta, senza attendere il recupero delle quote annuali.

Come rifare l'impianto di riscaldamento con Ecobonus

Impianto di riscaldamento con Ecobonus: immagini e foto

Sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con Ecobonus costa zero euro. Ecco una galleria di foto dedicata ai vari sistemi di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda che ti offrono la possibilità di beneficiare del Superbonus 110%.

Patrizia D'amora
  • Laurea in Giornalismo e Cultura editoriale
  • Autore specializzato in Arredamento, Lifestyle
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