Cioccolato: il cibo degli Dei
Irresistibile e curativo, il cioccolato è senza dubbio uno dei peccati di gola più amati e desiderati! Ricavato dai semi della pianta di Theobroma cacao è famoso per le sue innate doti stimolanti, capaci di donare energia e buonumore.
Dalle origini antichissime veniva coltivato dai Maya già nell’anno 1000 a. C. e gustato come bevanda energetica aromatizzata spesso con vaniglia, peperoncino e spezie. Pregiato e dall’inestimabile valore, divenne ben presto frequente moneta di scambio per l’acquisto di beni tra le popolazioni precolombiane degli Atzechi e dei Maya.
Dalle origini ai giorni nostri
L’albero del cacao è una varietà botanica sempreverde e può raggiungere un’altezza imponente tale da raggiungere i 10 metri, originario dell’Amazzonia quest’immensa distesa verde abbraccia molti territori che dal Sud America si allungano fino al profondo Brasile. In queste terre antiche furono le popolazioni precolombiane ad entrare per primi in contatto con questa pianta pregiata dalle molteplici proprietà benefiche.
I suoi usi presso i Maya
I Maya, anticipatori e attenti conoscitori di questo prodotto prelibato furono i veri e propri antesignani e consacrarono il cacao e i suoi derivati come una delle piante più prolifiche delle terre amazzoni, dalla quale riuscirono a ricavarne un cibo pregiato e di estrema sostanza. Era presso la popolazioni Maya che il cioccolato veniva chiamato in lingua creola “Kakaw Uhanal” la cui traduzione corrisponde all’epiteto divino di “Cibo degli Dei” visto che il suo consumo era inizialmente riservato solo a sovrani e nobili guerrieri.
Dalla pianta di cacao venivano estratti preziosi semi racchiusi in grandi frutti chiamati “cabosse” e da qui, una polvere granulosa e scura che veniva consumata diluita in acqua calda dava origine ad una deliziosa bevanda al cacao dal forte potere energizzante. Dalla fusione di due termini di idioma yucateca, la lingua madre della popolazione dei Maya, di cui “Haa” corrispondeva ad acqua e “Chacau” significava calda; dall’unione di queste due parole diede origine ad un neologismo semplice, ovvero Chacauhaa che nella trasformazione linguistica nei secoli ha dato origine alla più comune parola “cioccolato”.
Questa bevanda veniva impiegata per rigenerare lo spirito ed era adoperata in riti e cerimoniali, spesso arricchita da vaniglia o peperoncino per enfatizzarne il gusto e aumentarne le proprietà benefiche. Tanto era pregiata questa bevanda che i preziosi semi venivano utilizzati come moneta di scambio tanto che nel tesoro dell’imperatore Montezuma ne sono stati ritrovati diverse migliaia.
L’arrivo del cacao in Europa
Il cacao conosce per la prima volta la terra d’Europa solo in seguito alla scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo e fu agli inizi del 1500 e grazie al colonizzatore Hernán Cortés che questo prodotto unico e pregiato viene servito al cospetto delle corti regali spagnole.
Giunge in Italia solo agli inizi del 1600, circa un secolo dopo, fino a raggiungere l’apice del successo e della diffusione nel 1700 nelle città nobiliari del nord Italia come la raffinata Torino. Da lì l’enorme successo di un alimento di estremo valore, prodotto con materie prime di raffinata scelta e lavorato con metodi tradizionali e arricchito da prodotti locali di origine protetta, come la famosa nocciola del Piemonte.
Varietà di cacao
Tra le tante varietà del cacao quelle destinate all’uso alimentare e più diffuse a livello mondiale sono principalmente tre:
Forastero
Questa varietà di cacao, dal gusto forte con spiccate note amarognole, ha trovato larga diffusione in scala mondiale grazie alle pregiate peculiarità della pianta che si presenta dalla corteccia robusta ed estremamente resistente, valori aggiunti che la rendono facilmente commerciabile. Si attinge a questo arbusto per la produzione della maggior parte del cioccolato mondiale, tanto da ricoprire circa l’80% e maggiormente diffuso in alcune zone dell’Africa occidentale e più intensamente in Brasile.
Criollo
Notoriamente valutata come una tipicità nobile viene prodotto maggiormente nelle zone dell’America Centrale, Ecuador e Venezuela. La pianta, rispetto al Forastero, si presenta più debole e delicata, elemento che ne caratterizza la bassa produzione data l’estrema vulnerabilità della struttura. E’ infatti una delle lavorazioni più basse a livello mondiale, si conta appena il 2% della produttività e da’ origine ad un prodotto trasformato qualitativamente alto e pregiato. Al palato si presenta con un gusto raffinato e delicato, molto aromatico e poco amaro.
Trinitario
La varietà di coltivazione del cacao denominato “Trinitario” è sostanzialmente una forma neonata di natura “ibrida” ottenuta, come si può ben dedurre, dall’incrocio tra il Forastero e il Criollo. Il nome riprende, di fatti, la sua terra di origine e produzione che collocandosi nella calda e torrida fascia equatoriale, ha trovato terreno fertile nella selvaggia isola di Trinidad.
Nella sua miscelazione conserva le note delicate del Criollo e la robustezza del Forastero, dando origine ad un prodotto di buona qualità e prodotto discretamente a livello mondiale fondendo al suo interno le migliori proprietà organolettiche di due prodotti di qualità altamente selezionati.
Il cioccolato e il potere dell’amore
Molte leggende narrano del conclamato potere afrodisiaco racchiuso nei potenti semi di cacao. La storia racconta delle famose vicende del noto imperatore azteco Montezuma, sovrano del Messico ed esperto conoscitore del pregiato cacao e i suoi derivati. Cultore e amante della tradizionale bevanda al cacao, pare ne assumesse in grandi quantità prima di recarsi nel suo harem.
I suoi servi ne contavano quasi 50 unità, bevute con costanza e diletto in pregiate coppe d’oro arricchite da spezie notoriamente energizzanti come il peperoncino. Da qui, lo stretto legame tra il consumo di cioccolato e l’amore, alimento prelibato dal forte potere stimolante e afrodisiaco.
Nelle occasioni importanti e nelle ricorrenze religiose il cioccolato veniva consumato in grandi quantità soprattutto per onorare una delle più importanti divinità; infatti, in onore di Xochiqueztal Dio dell’amore, il cacao e i suoi molteplici derivati erano alimento base dei giorni di festa che, copioso traboccava da tavole ricolme di cibi e piatti della tradizione precolombiana.






