4 modi per conservare la pasta fresca fatta in casa


Fare la pasta fresca in casa è una tradizione: ravioli, tortellini, fusilli. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma come si conserva? Ecco alcuni procedimenti per una corretta conservazione. In frigorifero, in congelatore, con l’essiccamento o sbollentandola? Vediamo in dettaglio come fare.

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Si sa gli italiani sono amanti della pasta, se poi fatta in casa lo sono ancora di più. La pasta è uno dei principali ingredienti della dieta mediterranea nonché la protagonista indiscussa della cucina italiana. Si fanno risalire le origini della pasta all’antica Grecia e più tardi a Marco Polo che di ritorno dalla Cina la introdusse in Italia.

Ma anche se non si ha una precisa collocazione storica, di certo la pasta era un alimento noto anche nell’antichità. Ne esistono di varie tipologie, forme e dimensioni. La pasta è la regina della tavola italiana, alla base di un’infinità di ricette gustose e nutrienti.


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Tipi di pasta in commercio

A seconda degli ingredienti con cui è realizzato l’impasto alla base della pasta si può suddividere in 3 tipologie:

Pasta secca: prodotta in maniera industriale e destinata al commercio. Per legge, in Italia si ottiene mescolando acqua e sfarinati di grano duro: semola, semolato e semola integrale. Deve essere essiccata e presentare un’umidità massima del 12,5% e alcune proteine.

Pasta fresca può contenere farina di grano duro o farina di grano tenero. In commercio viene venduta conservandola in frigo ad una temperatura che non superi i 4 gradi.

Pasta all’uovo: contiene uova intere di gallina. Per la legge italiana si possono usare 4 uova per ogni chilo di semola.

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Come si fa la pasta fresca fatta in casa

Fare la pasta fresca in casa è una tradizione, un rito che si ripete nelle famiglie italiane. Ricette preziose tramandate da madre in figlia. Fare la pasta fresca in casa è un momento di convivialità da vivere tutti insieme. Diversi i formati che si possono fare: ravioli, tortellini, fusilli, trofie, tagliatelle, orecchiette, scialatielli. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma qual è la ricetta base per fare la pasta fresca? La preparazione e la ricetta della pasta fresca variano a seconda delle regioni italiane.

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Ricetta classica

Bastano davvero pochi e semplici ingredienti per ottenere una pasta dal gusto inimitabile, più porosa, in grado di assorbire meglio il condimento. Acqua, semola di grano duro, oppure farina di grano tenero e uova.

Questi ingredienti ben amalgamati danno vita ad un impasto morbido ed elastico a cui si può dare la forma desiderata. La pasta fresca si lavora su un ripiano di legno e ci si può aiutare con un matterello, o di altri attrezzi per allungarla o modellarla.

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Come si conserva la pasta fresca

Avete preparato la pasta fresca fatta in casa in grande quantità e volete conservarla? Qual è il metodo migliore per mantenerne le proprietà nutritive intatte? Ecco alcuni procedimenti per una corretta conservazione. In frigorifero, in congelatore, con l’essiccamento o sbollentandola? Vediamo in dettaglio come fare.

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1. Conservazione in frigorifero

Per conservare la pasta fresca fatta in casa nel frigorifero di casa, basterà metterla in un contenitore chiuso ermeticamente. In questo modo si manterrà in perfette condizioni a patto però di consumarla entro pochi giorni. La pasta fresca senza uova si conserva bene in frigorifero per 1 o 2 giorni al massimo.

Quella con le uova si conserva un po’ di più per 3-4 giorni. Queste indicazioni però non valgono per la pasta ripiena come tortellini o ravioli, perché con il freddo del frigo aumenta l’umidità del ripieno. In questo modo la sfoglia può rompersi e causare la fuoriuscita del ripieno.

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2. Essiccamento

Come per la pasta di tipo industriale, anche la pasta fatta in casa, con o senza uova, può essere essiccata. Anche questo metodo però non è adatto alla pasta ripiena, perché l’essiccamento non riuscirebbe ad asciugare l’umidità del ripieno che, al contrario in questo modo, lo farebbe ammuffire compromettendone la qualità.

Per l’essiccamento esistono degli attrezzi appositi: telai e stendini. I primi sono più adatti a far asciugare la pasta corta, mentre gli stendini sono adatti alla pasta lunga. Per una perfetta riuscita del procedimento è opportuno girare di tanto in tanto la pasta, in modo da farla asciugare completamente, grazie al passaggio dell’aria.

I tempi di asciugatura della pasta variano da 1 a 2 giorni, dipende dalla stagione in corso e dall’umidità dell’ambiente. Se l’essiccamento è stato effettuato correttamente, la pasta si conserva bene per diversi mesi. Basterà riporla in dispensa in un sacchetto di carta.

3 modi per conservare la pasta fresca fatta in casa

3. Congelamento

Il congelamento è un’operazione piuttosto semplice e abbastanza rapida, rispetto agli altri metodi di conservazione. Ben si adatta a qualsiasi tipo di pasta fresca con o senza uova e, anche quella ripiena. Per congelare la pasta fresca basterà lasciarla asciugare per un’ora circa.

Successivamente occorre disporla su un vassoio, distanziandola in modo che non si attacchi. A questo punto ricoprire con una pellicola o un tovagliolo e riporla nel congelatore per un paio di ore. Trascorso questo tempo, e quando la pasta risulterà congelata, estrarre il vassoio e sistemare la pasta negli appositi sacchetti.

Dopo aver applicato un’etichetta con la data di produzione sul sacchetto riporre nuovamente nel congelatore. In questo modo si conserverà perfettamente per 3- 4 mesi. Per la cottura estrarre dal congelatore e buttare la pasta direttamente in acqua bollente senza scongelare.

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4. Sbollentatura

Questo metodo di conservazione è particolarmente adatto per la pasta fresca ripiena. Noto anche come sbiancatura, la sbollentatura consiste nel calare la pasta in acqua bollente, con un filo di olio e attendere che venga a galla. A questo punto bisogna scolarla e riporla su un tovagliolo bianco ad asciugare, sistemando ogni pezzo distante dall’altro, in modo che non si attacchi. Quando sarà asciugata si può conservare in frigo in uno scolapasta ricoperto da un tovagliolo umido. In questo modo si conserva bene per 2 o 3 giorni.

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Marcella Piegari

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